Cyanistes caeruleus

Famiglia : Paridae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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La cinciarella ( Cyanistes caeruleus ) non ha un territorio vasto come le consimili cince ma occupa estesamente l’Europa, la parte sud occidentale dell’Asia ed il nord Africa © Alain Ghignone

È noto che Giovanni Pascoli amasse la natura ed in ogni suo poemetto usasse descriverne ampiamente colori e forme, suoni e movimenti, comportamenti e canti ma anche le specie, precisando chiaramente il loro nome, dimostrando di conoscere in dettaglio la natura che lo circondava.

In una sua poesia abbiamo visto citare la Cinciallegra (Parus major), in un altra l’Assiolo (Otus scops) poi ancora la Civetta (Athene noctua), la Rondine (Hirundo rustica), il Fringuello (Fringilla coelebs) e moltissimi altri.

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Appena 12 g, ma un vero fuoriclasse per l’intelligenza, la perspicacia e l’intuizione © Gianfranco Colombo

Non è strano quindi leggere della cinciarella in un suo piccolo poemetto: “E la macchia pareva un alveare, piena di frulli e di ronzii. Ma ella sentiva anche un frugare, uno sfrascare, un camminare. Chi sarà? Ma in quella che riguardava tra un cespuglio raro, improvvisa cantò la cinciarella

La Cinciarella ( Cyanistes caeruleus - Linnaeus, 1758) appartiene all’ordine dei Passeriformes ed alla famiglia dei Paridae, una specie in precedenza assegnata al genere Parus.

Questa cincia è un vero fuoriclasse sia per l’intelligenza ma ancor più per la perspicacia e l’intuizione.

La sua innata curiosità è dimostrata sin dalla prima gioventù con continue esperienze sviluppate curiosando in ogni angolo, in tutti i pertugi, beccando ed assaggiando ogni materiale incontrato, ascoltando suoni e canti ed anche lo stesso rumore del suo becco quando martella semi e legni.

È così che impara a riconoscere se una bacca contiene un insetto, al che la fora per nutrirsene oppure se una corteccia dà segni di vuoto sottostante od ancora se la crisalide che ha scoperto è abitata o meno.

È stata lei la prima a scoprire il modo di nutrirsi della panna del latte affiorante dalle bottiglie lasciate ogni mattino sulla soglia di casa dal lattaio inglese, rompendo il sigillo di stagnola e beccandone il contenuto. Abitudine purtroppo dimenticata dopo l’avvento delle nuove confezioni sigillate in tetrapak nonché la commercializzazione di latte scremato.

Ma è sempre lei che ha insegnato ai suoi consimili, cinciallegra inclusa, questo intricato meccanismo in virtù della sua socialità sonora che la porta ad informare il mondo intero emettendo un canto per ogni tipologia di comportamento e sempre lei la prima a scoprire i posatoi posti nei giardini con il cibo per gli uccellini.

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È stata lei la prima a scoprire il modo di nutrirsi della panna del latte affiorante dalle bottiglie lasciate ogni mattino sulla soglia di casa dal lattaio inglese, rompendo il sigillo di stagnola e beccandone il contenuto. Ed è sempre lei la prima a scoprire e a segnalare i posatoi posti nei giardini con il cibo per gli uccellini © Antino Cervigni

Il suo repertorio vocale è tale da avere a disposizione suoni per ogni occasione, dalla segnalazione di un predatore al richiamo di contatto, dall’annuncio di aver scovato cibo a quella singolarissima di preallarme per segnalare l’arrivo nel proprio territorio di un Pettirosso (Erithacus rubecula) o di un Codirosso (Phoenicurus phoenicurus), non veri aggressori ma certamente intrusi non graditi. E lei li sa distinguere e lo segnala a tutti.

La curiosità e la continua voglia di apprendere, porta la cinciarella a sfruttare in continuazione il suo piccolissimo becco, trasformandolo di volta in volta in un attrezzo specializzato quale una vera mano od in un naso affinato. Nel becco ha riposto quelle capacità non sempre espresse dai suoi sensi.

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Eccola al bagno, sempre vigile e attenta. Ha un vasto repertorio vocale con suoni per ogni occasione: segnalazione di un predatore, richiamo di contatto, scoperta di cibo o per segnalare a tutti l’ingresso nel proprio territorio di caccia di un pettirosso o di un codirosso, non veri aggressori ma certamente intrusi non graditi © Antino Cervigni

Sempre in Inghilterra si è notata la sua passione nello strappare piccoli pezzi di giornale, i petali dei fiori finti ma anche tappezzerie dalle pareti di abitazioni abbandonate oppure le guarnizioni delle autovetture in sosta ed anche decorazioni natalizie poste sull’albero di Natale. Certo che ad un uccellino curioso come la cinciarella non sfugge proprio nulla !

L’etimologia del nome scientifico è piuttosto singolare.

Il genere Cyanistes deriva dal greco “kuanos” = blu scuro ed era in precedenza considerato un sottogenere di Parus, mentre la specie caeruleus arriva dal latino con significato di blu chiaro, celeste.

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Una scrollatina e poi a rovistare fra i rami, appesa per una zampetta, testa in giù, in posizioni acrobatiche © Antino Cervigni

Una inconsapevole e imperfetta interpretazione di antichi termini linguistici per indicare il colore reale di questo uccellino visto che di blu scuro manca in assoluto ed è ricordato per la sua elegante e leggera colorazione di puro ed etereo celeste.

D’altra parte questa nomenclatura ha dato spazio qualche decennio dopo, alla classificazione della Cincia azzurra ( Cyanistes cyanus Pallas, 1770 ), accentuando la confusione visto che in questo uccelletto il colore celeste è ancor più attenuato.

A conferma del suo reale colore, nelle varie lingue europee è chiamata: Blue Tit in inglese, Blaumeise in tedesco, Herrerillo Común in spagnolo, Mésange bleue in francese e Chapim-azul in portoghese.

Zoogeografia

La cinciarella è abitualmente residente anche se alcune popolazioni che occupano gli areali più settentrionali, effettuano brevi ma periodici spostamenti a latitudini più basse per evitare i rigori invernali.

Effettua altresì spostamenti erratici di pochi chilometri che coinvolgono la discesa di esemplari dalle aree montuose verso le valli sottostanti e in direzione di habitat che garantiscano cibo durante la cattiva stagione.

La cinciarella non ha un territorio così vasto come le consimili cince ed occupa unicamente ma estesamente l’Europa, la parte sud occidentale dell’Asia ed il nord Africa.

In Europa manca solo in Islanda, nella parte estrema settentrionale della penisola Scandinava e nella Russia cisuralica. In Asia abita l’Anatolia, l’area Caucasica e le aree montuose dell’Iran.

In Africa, dal Marocco alla Tunisia. È presente anche nelle isole della Macaronesia, con alcune sottospecie. In Italia è ampiamente diffusa su tutto il territorio fatta eccezione per le vette più elevate delle Alpi.

Ecologia-Habitat

La cinciarella abita principalmente boschi misti di latifoglie preferendo più di ogni altra essenza, le querce e le betulle ma la si può trovare anche in frutteti, roveti, campagne coltivate con piccoli boschetti, parchi cittadini e nei borghi di campagna. Non ama luoghi spogli e non alberati essendo essenzialmente specie arboricola ma anche per evitare predazioni.

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Per sopravvivere una cinciarella deve ingurgitare non meno di 10 g di cibo al giorno, quasi il suo peso ! L’alimento principale durante la stagione estiva è d’origine animale: bruchi, crisalidi, afidi e ragnetti, mentre negli altri periodi dell’anno, quando non ci sono piccoli da sfamare, si nutre anche di semi, frutti e bacche © Gianfranco Colombo

Pur essendo specie che ama le zone collinari, dove raggiunge la maggiore densità, la si incontra indistintamente sia in pianura che in alta montagna, dimostrando di sapersi adattare ad ogni situazione geografica. Dimostrazione ne è anche la diffusione sempre più consistente in luoghi abitati, spesso in coincidenza con l’aumento delle cassette nido collocate nei parchi pubblici e giardini privati.

La conquista di questo nuovo habitat è una lotta continua con la sua consimile cinciallegra, più grossa ed aggressiva e competitrice sia nell’alimentazione che nell’occupazione delle cassette nido.

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Qui è alle prese con un grosso seme di girasole ma il piccolissimo becco si rivela sempre un attrezzo adeguato: una sorta di mano, un naso affinato o un trapano di precisione © Gianfranco Colombo

La cinciarella è tuttavia molto socievole al di fuori della stagione di nidificazione e frequenta assiduamente gruppi di consimili e non, da Codibugnoli (Aegithalos caudatus) e Rampichini comuni ( Certhia brachidactyla ) a Lui piccoli ( Phylloscopus collybita ) e regoli ( Regulus regulus ) ma anche le stesse cinciallegre con le quali si rappacifica durante la brutta stagione.

Morfofisiologia

La cinciarella è assai piccola nelle dimensioni, misura infatti solo 11 cm di lunghezza, un peso che raggiunge a malapena i 12 g ed un’apertura alare di 18 cm. Uno dei più piccoli rappresentanti del gruppo delle cince.

La livrea, l’atteggiamento e l’abituale socialità, ricordano a grandi linee quelle della cugina cinciallegra pur essendo molto più delicata e tenue nei colori e più acrobatica nei movimenti.

Il piumaggio evidenzia un bel giallo limone sul petto, sul ventre e sottocoda che si ferma con una netta separazione, all’altezza del collo. Guance, fronte e tempie sono bianchissime e mettono in forte risalto una linea sopraccigliare nera che dal becco avvolge la testa fino a congiungersi sulla nuca con una fascia anch’essa nera bluastra.

Sul mento mostra una macchia nera triangolare con riflessi bluastri che scende brevemente sulla gola fermandosi a contatto con il giallo del petto mentre sulla testa risalta un cappuccio di un bellissimo color celeste tenue che viene spesso rizzato come una piccola cresta quando eccitata od in pericolo.

Le spalle evidenziano un mantello giallo olivaceo, compatto e delicato che contrasta con le copritrici primarie e le remiganti che riprendono l’azzurro tenue del cappuccio. Queste ultime sono attraversate da una linea bianca ben evidente, formata dalle estremità delle copritrici primarie. La coda, ben pronunciata anche se ridotta, è anch’essa azzurra in perfetta sintonia con la copertura alare. Occhi e zampe sono nere mentre il becco è di colore grigio perlaceo. Quest’ultimo è estremamente piccolo e conico, di forma meno allungata di quello delle altre cince ma al tempo stesso forte e robusto.

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Eccezionale deposizione con 13 uova. Di solito sono 7-10 e può avere due nidiate all’anno © Museo Civico di Lentate su Seveso

Non vi è dimorfismo sessuale evidente se non una tonalità a volte più accentuata nei colori del maschio ma poco percettibile sul campo. I giovani hanno invece colori più vividi con un giallo sul petto più caldo ed intenso.

Anche per la cinciarella sono state classificate diverse sottospecie, di cui due, la Cyanistes caeruleus raddei e Cyanistes caeruleus persicus, sono proprie dell’Iran, la parte più orientale dell’areale, la Cyanistes caeruleus satunini dell’area Caucasica, la Cyanistes caeruleus orientalis della Russia europea e la Cyanistes caeruleus caeruleus propria dell’Europa.

Altre sottospecie riguardano popolazioni relegate in luoghi insulari che hanno avuto evoluzioni seppur minime nella livrea, quali la Cyanistes caeruleus obscurus delle isole britanniche, la Cyanistes caeruleus balearicus delle isole Baleari, Cyanistes caeruleus calamensis delle isole del Mar Egeo e la Cyanistes caeruleus ogliastrae della Sardegna, Corsica e parte della penisola Iberica.

Etologia-Biologia riproduttiva

La cinciarella è una vera acrobata quando rovista tra i rami di un albero alla ricerca di insetti.

Saltella di rametto in rametto, ruota e si capovolge, si appende all’ingiù rimanendo appesa per una zampetta e usando l’altra per trattenere la bacca in cui ha scoperto un piccolo bruco, si lascia cadere a peso morto per agganciare un rametto qualche spanna più sotto e poi di nuovo un voletto per raggiungere un ramo più alto. Insomma una vera funambola.

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La femmina costruisce il nido e cova. Il maschio collabora al fabbisogno dei piccoli © Museo Civico di Lentate su Seveso

Il suo alimento principale durante la stagione estiva è d’origine animale: bruchi, crisalidi, afidi e ragnetti, mentre negli altri periodi dell’anno mangia semi, frutti e bacche.

L’incessante necessità di cercare insetti in ogni momento della giornata deriva dal fatto che per sopravvivere la cinciarella deve ingurgitare non meno di 10 g di insetti al giorno, più del 50% del suo peso totale da assommare poi dalle necessità contingenti per alimentare la numerosa nidiata.

Dal cibo posto nelle mangiatoie poste nei giardini, preferisce i semi di girasole che preleva rapidamente dal trespolo e porta su un rametto vicino dove, con pazienza e forza, ne bucherà il guscio per prelevarne il contenuto.

La cinciarella è un nidificante precoce e già dal mese di febbraio inizia il corteggiamento con canti incessanti e con i primi accoppiamenti.

Il nido viene costruito dalla sola femmina all’interno di fessure dei muri, in buchi di alberi, in muretti in pietra, in cavità di qualsiasi genere anche a poca altezza dal suolo e spesso nei nidi artificiali. La nicchia può essere usata ripetutamente in stagioni successive rinnovando in parte il materiale dopo che il ripetuto uso ha colmato totalmente lo spazio della cavità.

Il nido è costruito con lana e peli, con licheni e muschi, con piume e crini, fino a formare un ammasso informe all’interno del quale viene formata una soffice coppa nella quale vengono deposte da 7 a 10 uova biancastre punteggiate diffusamente ma in modo leggero, con macchioline rossastre.

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La cinciarella è in genere un uccello residente, anche se alcune popolazioni effettuano brevi ma periodici spostamenti a latitudini più basse per evitare i rigori invernali © Luigi Sebastiani

La cova, a cura della femmina, dura circa 15 giorni ed i piccoli lasciano il nido dopo altre tre settimane curati amorevolmente da entrambi i genitori.

Effettua abitualmente due nidiate annue.

Che le cinciarelle abbiano un linguaggio molto vario ed evoluto è risaputo da sempre ma che tra i suoni emessi sappiano anche soffiare come un serpente sembrerebbe incredibile.

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Quando gli insetti scarseggiano anche questa noce può essere un alimento prezioso … e poi, come tutti sanno, le noci fanno bene al cervello © Gianfranco Colombo

Semplice da verificare, basta sbirciare nel nido con la femmina è in cova e subito la padrona di casa per intimorire l’intruso si mette immediatamente a sibilare, proprio come un vero serpente!

Sinonimi

Parus caeruleus - Linnaeus, 1758.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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