Cygnus atratus

Famiglia : Anatidae

 

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

 

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Il Cygnus atratus è una specie tipicamente australiana © Giuseppe Mazza

Il Cigno nero ( Cygnus atratus - Latham 1790) è un uccello acquatico appartenente all’ordine degli Anseriformi (Anseriformes), alla famiglia degli Anatidi (Anatidae), al genere Cygnus e alla specie Cygnus atratus.

Il nome del genere “ cygnus” deriva dal latino “Cygnus o Cycnus” (derivato dal greco “kuknos”) figlio di Stenelo, re di Liguria. Cygnus fu inconsolabilmente afflitto dalla morte dell’amico Fetonte (Phaethon, anch’esso ha dato il nome ad un uccello, marino) e per questo venne trasformato in cigno. In una seconda versione “Cycnus” (con la “c” al posto della “g”), figlio di Apollo, in un eccesso d’ira e per vendicare su di sè la morte dell’omonimo Cycus, figlio di Nettuno ucciso da Achille, si buttò da una rupe del monte Teumesso e venne mutato in cigno.

Il nome della specie “atratus ” deriva dal latino “atrata/atratus” che significa “vestito a lutto” è riferito alla livrea prevalentemente scura di questa specie.

Zoogeografia

Specie tipicamente australiana : assieme all’emù ( Dromaius novaehollandiae ) e al kookaburra sghignazzante (Dacelo novaeguineae ) è l’uccello australiano più conosciuto, presente nella mitologia degli aborigeni. E’ l’uccello nazionale, raffigurato sullo stemma nazionale, dell’Australia occidentale.

Specie monotipica; il cigno nero è stato scoperto, da esploratori olandesi, vicino a Perth nel 1697. La specie è stata originariamente introdotta in Nuova Zelanda nel 1864; in parte per tentare di contenere il crescione ( Lepidium sativum ) a sua volta introdotto e che soffoca eccessivamente le acque.

In Nuova Zelanda i cigni neri prosperarono diventando non graditi; furono cacciati arrivando anche a raccogliere le uova ( nel 1966, dal solo lago Ellesmere vennero raccolte più di 43.000 uova). La popolazione Neozelandese attuale conta alcune decine di migliaia di esemplari.

Il cigno nero ha raggiunto spontaneamente, attorno al 1865, le isole Chatham dove ora vivono alcune migliaia di individui. L’estinto cigno di Chatham ( Cygnus atratus sumnerensis ) è scomparso, tra il 1590 e il 1690, probabilmente a causa della caccia eccessiva da parte dei Maori molto tempo prima dell’arrivo degli europei.

Tale nicchia ecologica, rimasta vacante, è stata suc- cessivamente, per l’appunto, colonizzata dal cigno nero. La specie ha abitudini stanziali od erratico-vaganti legate alle disponibilità d’acqua e alimentari.

Ecologia-Habitat

Vivono in una grande varietà d’habitat anche se le acque correnti rapide, dove le correnti o la torbidità delle acque precludono la crescita della vegetazione acquatica, vengono normalmente evitate. Oltre agli ambienti umidi con vegetazione acquatica possono alimentarsi anche su pascoli asciutti e su terreni coltivati. E’ specie fortemente gregaria che può formare stormi di decine di migliaia di individui in laghi idonei nel sud dell’Australia e in Nuova Zelanda.

Molti esemplari risiedono in laghi urbani dove sono comunemente alimentati dalle persone: a Perth, sul lago Monger, comitive di turisti arrivano appositamente per nutrire questi cigni (con qualche piccolo incidente in caso di presenza di coppie di cigni protettive accompagnate da prole).

Morfofisiologia

Anche questo cigno, con una lunghezza media di 140 cm, un’apertura alare tra i 160 e i 200 cm e un peso di circa 3700-8700 g, è un uccello imponente. La livrea è, in gran parte, color nero lavagna fumoso; soprattutto le penne dorsali (scapolari, copritrici) presentano una sorta di marginatura leggermente più chiara che conferisce delle leggere orlature visibili quando l’animale è vicino. Nonostante i nomi volgari, dati a questa specie, si riferiscano alla colorazione fondamentalmente nero-fuligginosa della livrea, il cigno nero, presenta anche delle penne remiganti primarie e secondarie di un bianco neve abbagliante che si evidenziano quando il volatile è in volo.

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E’ un uccello imponente, con 140 cm di lunghezza, 160-200 d’apertura alare ed un peso di 3700-8700 g © G. Mazza

Tale porzione bianca “lampeggia” bril- lantemente e in modo contrastante con il piumaggio nero. Presenta, inoltre, le penne copritrici maggiori e terziarie dell’ala uniche; ampie, increspate, elegantemente orlate, e arricciate a formare una sorta di “mantello” ordinatamente arruffato. Il cigno nero è dotato di un collo vistosamente lungo, più del corpo, particolarmente evidente in volo.

Tale specie possiede il collo più lungo, in proporzione alle dimensioni del corpo, rispetto a tutte le specie di cigno esistenti. I colli, lunghi e sinuosi, possono assumere movenze e forme simil- serpentiformi. Gli occhi di questa specie sono di colore rosso luminoso penetrante, ma possono talvolta essere rosa o bianchi (per alcuni esemplari la variazione di colore potrebbe riflettere la condizione riproduttiva in essere).

Il becco e una porzione stretta di pelle nuda (leggerissimamente rilevata) che dalla base del becco raggiunge la commessura interna dell’occhio sono di un bel rosso corallo brillante. La ranfoteca superiore distalmente, ma prima della punta del becco, presenta una striscia trasversale bianca; dopo tale striscia, l’apice e l’unghia del becco, sono color rosato. Le zampe sono nerastre e possono avere lievi sfumature carnicino su base scura.

I giovani, immaturi, hanno colorazione più sbiadita, bruno-marrone opaco, iride non rossa ma bruna e mancano del triangolo di pelle rossa che raggiunge l’occhio. La maturità è raggiunta a circa 2-3 anni d’età.

Etologia-Biologia riproduttiva

Il cigno nero, nel comportamento, assomiglia al cigno reale ( Cygnus olor ) anche se è maggiormente gregario e socievole rispetto a quest’ultimo. Il cigno nero ha un’andatura goffa sul terreno ed estremamente elegante in acqua. Quando nuota, generalmente, porta la porzione basale del collo appoggiata alla parte superiore della schiena. Il collo viene portato completamente eretto negli esemplari in allerta. Ha un volo forte e lento con poderosi battiti d’ala; il battito delle ali produce dei fischi e ronzii piuttosto udibili in conseguenza del rapido passaggio d’aria attraverso le marginature delle penne remiganti primarie.

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Si nutre prevalentemente di piante acquatiche che cerca col lungo collo sott’acqua © Giuseppe Mazza

Per “decollare” il cigno nero (come altri cigni) necessita di picchiettare-correre sulla superficie dell’acqua per 40-50 metri circa prima di raggiungere la velocità necessaria per sollevarsi. Per questo motivo, corsi d’acqua eccessivamente piccoli oppure bacini coperti da eccessiva vegetazione, rendendo difficoltoso il decollo, vengono evitati.

Quando gli stormi avvertono un pericolo e si allarmano i primi battiti d’ala, esponendo le parti bianche, fanno da segnale innescando un rapido esodo di tutto lo stormo. Le formazioni di volo sono a V o delle sorte di lunghe matasse ; spesso compiono i voli più lunghi durante la notte. Emettono vocalizzi non molto forti, acuti, striduli, melodico- lamentosi e ripetuti.

Il cigno nero ha abitudini alimentari prevalentemente vegetariane (piccoli animaletti possono essere ingeriti assieme alle erbe) nutrendosi in prevalenza di piante acquatiche (grazie al lungo collo che immerge per raccoglierle) e di vegetali e semi che crescono lungo le sponde o sulla terraferma. Gli esemplari alimentati dall’uomo si nutrono di granaglie e loro derivati e di vegetali vari.

Le popolazioni selvatiche, se le condizioni ambientali sono favorevoli, possono riprodursi tutto il tempo dell’anno e l’allevamento della prole è influenzato dal livello dell’acqua nei siti di nidificazione. Gli esemplari allevati in Italia (Europa), a scopo ornamentale, tendono a deporre maggiormente in autunno-inverno mantenendo la stagionalità d’origine. Delle varie specie di cigno, i cigni neri, sono i meno territoriali e talvolta nidificano in colonie abbastanza dense come avviene soprattutto in Tasmania e in Nuova Zelanda sul lago costiero di Ellesmere. Le coppie possono assumere posture minacciose sollevando le ali ad arco e mettendo in evidenza la porzione bianca. I maschi di territori adiacenti possono avvicinarsi ai reciproci confini toccandosi, a volte, con i petti e con le teste delimitando uno spazio a forma di cuore. Questo atteggiamento, abbinato al nuotare in avanti e indietro, può essere comune ma veri e propri combattimenti sono infrequenti.

Durante il corteggiamento, spesso i cigni neri, vocalizzano in duetto emettendo dei sonori e graziosi “piiiiiip, piiip” ripetuti e avvolgono parzialmente i colli tra di loro. Spesso immergono i colli in acqua e sollevano spruzzi compiendo vari tentativi di monta. Nel cigno nero i legami di coppia sono più deboli, rispetto alle altre specie di cigni, e le coppie, in colonie affollate , possono essere un po’ promiscue. A volte si formano dei trii di allevamento.

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Nidifica in gruppo con "asini nido" a geometria variabile © Giuseppe Mazza

I nidi, grandi e talvolta disordinati, sono ubicati direttamente in acqua o nelle sue vicinanze nella vegetazione di sponda o su piccole isole. I nidi acquatici sono, solitamente, molto più grandi di quelli terrestri. Quando in acqua, i nidi, di solito sono ancorati a piante radicate; ma possono staccarsi e diventare delle sorte di zattere galleggianti con i cigni che generalmente rimangono comunque in cova pur spostandosi. Alle volte il materiale utilizzato per il nido non è ottimale e marcisce, si appesantisce e fa affondare il nido stesso. Spesso le prime coppie che arrivano in un sito di nidificazione occupano le postazioni migliori costituite dalle rive con acqua bassa; le coppie che arrivano successivamente sono costrette ad occupare zone gradualmente più profonde dove la tenuta del nido diventa via via sempre più incerta.

Come dicevamo le coppie costituenti le colonie sono necessariamente relativamente poco aggressive anche, se molto vicine, tendono a rubarsi l’un l’altra il materiale per la costruzione del nido arrivando a distruggersi i nidi a vicenda. Tale pratica ha come conseguenza che spesso vi siano uova sparse e abbandonate in nidi semidistrutti; sebbene la maggior parte di queste uova vada persa talvolta, e in caso di nidi adiacenti, vengono trascinate nei nidi vicini e covate.

Le uova hanno colorazione grigio-azzurognola opaca. La cova dura circa 36 giorni anche se sembra che alcune coppie selvatiche, in Australia, impieghino anche qualche giorno in più per far schiudere le uova. Anche per la cova, il cigno nero, si differenzia dalle altre specie poiché entrambi i partner covano : il maschio cova principalmente di giorno e la femmina principalmente di notte. Alla regola dell’orario di cova, perlomeno in cattività, esistono molte eccezioni con grandi differenze fra le coppie riproduttive: in alcune cova solo la femmina, in altre il maschio contribuisce da pochissimo a poco a molto, per arrivare a casi limite dove il maschio cova da solo o quasi. In natura la maggiore minaccia alla riuscita della cova , in molte località, è data dalle inondazioni.

Anche i predatori costituiscono un pericolo per le covate : falchi di palude ( Circus approximans ), corvi australiani ( Corvus coronoides ), aquile di mare dalla pancia bianca ( Haliaeetus leucogaster ) e ratti ( Rattus spp. ) predano regolarmente uova e cignetti. Nell’isola di Chatham (Nuova Zelanda) le uova sono predate dal Weka ( Gallirallus australis ) e in Tasmania uno dei predatori più diffusi è il diavolo della Tasmania ( Sarcophilus harrisii ).

I nidi e i cignetti vengono difesi emettendo sonori fischi, utilizzando colpi d’ala e aggredendo i potenziali nemici. Se, durante la cova, vengono disturbati da predatori molto pericolosi i cigni in cova scendono dal nido e si allontanano con la testa tenuta bassa. I cignetti, alla nascita, hanno piumino color grigio cenere chiaro con zampe e becco grigio scuri- nerastri. Nelle colonie alcune covate, anche di differente età, vengono unite e amalgamate; in questi casi (documentato un caso con 40 cignetti) sembra che sia un’unica coppia ad occuparsi dell’intera covata “allargata”.

La composizione di questi asili nido può variare continuamente con piccoli che si spostano da un gruppo all’altro tanto che le coppie, che accudiscono i gruppi di cignetti, possono anche non avere nessun figlio biologico nel gruppo da essi accudito. I cignetti neonati, in acqua, possono salire sul dorso dei genitori per farsi trasportare. L’età dell’involo può variare tra i tre e i più di cinque mesi. La muta può essere variabile a seconda del variare delle stagioni delle piogge; spesso grandi gruppi si aggregano, per la muta, dopo la riproduzione.

Dopo l’allevamento alcuni cigni diventano erratici, altri sono sedentari. In genere, questa specie, è protetta nei territori d’origine anche se localmente può essere limitatamente cacciata per i danni che arreca alle colture. Il cigno nero per la sua bellezza, simpatia (il saluto tipico del duetto viene spesso rivolto anche alle persone) e prolificità è allevato in tutto il mondo tanto che, al di fuori dell’areale d’origine, spesso è possibile imbattersi in esemplari fuggiti o liberati. Dai soggetti allevati si sono ottenuti anche esemplari di differenti colorazioni: bianchi, grigi-azzurri, pezzati.

Sinonimi

Chenopis atrata, Cygnus chenopsis.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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