Cymbopogon nardus

Famiglia : Poaceae

Testo © Pietro Puccio

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Decorativa e medicinale, la Citronella ( Cymbopogon nardus ) allontana le zanzare © Mazza

La specie è originaria dell’Africa (Angola, Botswana, Burundi, Kenia, Lesotho, Madagascar, Mozambico, Ruanda, Seychelles, Sudafrica, Sudan, Swaziland, Tanzania, Uganda, Zaire e Zimbabwe) e Asia tropicale (Assam, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, India, Laos, Myanmar, Sri Lanka e Vietnam), dove cresce negli incolti, nelle boscaglie decidue, nelle praterie e lungo le strade, anche su suoli poveri.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “kymbe” = barca e “pogon” = barba, con riferimento secondo alcuni alla guaina fogliare concava che sottende l’infiorescenza villosa; il nome specifico è il termine latino “nardus” = nardo, nome dato a diverse piante odorose.

Nomi comuni: Ceylon citronella, citronella grass, geranium grass, mana grass, nard grass, nardus grass (inglese); citronelle, citronnelle de Ceylan (francese); citronella (italiano); citronela de Ceilan, citronela do Ceilão (portoghese); zacate limón (spagnolo); Ceyloncitronell, zitronellgras, Nardusgras (tedesco).

Il Cymbopogon nardus (L.) Rendle (1899) è una specie erbacea perenne sempreverde densamente cespitosa, aromatica, alta 1-1,8 m, con un robusto rizoma strisciante da cui si originano foglie sessili inguainanti alla base dove formano uno pseudo fusto di colore rosso porpora di 1-2 cm di diametro. La lamina fogliare è nastriforme con apice appuntito, lunga fino a circa 1 m e larga 0,5-1,6 cm, inizialmente eretta poi ricadente per circa un terzo della sua lunghezza, di colore verde glauco. Infiorescenza compatta costituita da una pannocchia lunga 0,3-0,8 m con le spighette lunghe 3-7 mm disposte a coppie in due racemi, spesso villosi, inizialmente eretti poi ricurvi, la prima gluma della spighetta sessile è piatta o leggermente concava, i lemmi superiori non sono aristati o presentano ariste lunghe 0,6-1 cm o più; il frutto è una cariosside, tipica della famiglia delle Poaceae.

Si riproduce facilmente per divisione e per seme, da porre in superficie, alla temperatura di 20-22 °C, con tempi di germinazione variabili da 2 settimane a 3 mesi; in molti paesi tropicali e subtropicali, per la facilità con cui si dissemina, si comporta da infestante entrando in competizione con la flora preesistente, in particolare nelle zone adibite a pascolo, creando non pochi problemi agli allevamenti di bestiame.

Specie di veloce crescita coltivabile nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato-caldo, non sopportando se non per brevissimo periodo temperature intorno a 0 °C, non è particolarmente esigente riguardo al suolo, acido o alcalino, purché drenante, può resistere a periodi di siccità, ma si avvantaggia di regolari innaffiature nelle zone con una lunga stagione secca; ha inoltre una notevole resistenza al fuoco. Oltre che per le sue caratteristiche ornamentali, è molto utilizzata ai tropici nei giardini familiari per l’odore che emana in grado di tenere lontano gli insetti, in particolare le zanzare. Può essere coltivata in vaso, per essere riparata nei mesi più freddi dove il clima non consente la permanenza all’aperto con continuità, utilizzando un terriccio costituito ad es. da 40% di terra da giardino, 40% di terriccio torboso e restante parte di sabbia o perlite.

L’olio essenziale, estratto per distillazione in corrente di vapore dalle foglie parzialmente essiccate, di colore giallo e con un intenso profumo di limone, è ampiamente utilizzato nei cosmetici, profumi, saponi, lozioni per la pelle, deodoranti e in molti prodotti repellenti per gli insetti sotto varie forme, i componenti chimici che conferiscono questa proprietà sono principalmente il citronellale, il geraniolo e il citronellolo; commercialmente si distinguono due tipi di olio, quello di Ceylon e quello di Giava, che contiene una quantità maggiore di citronellale (40-50%), ed è quindi più pregiato.

Da tenere presente che l’olio e i prodotti che lo contengono possono provocare reazioni allergiche su pelli sensibili, vanno quindi evitati in particolare sui bambini, e possono irritare gli occhi, inoltre l’inalazione dei vapori può provocare tachicardia in alcuni individui. La parte interna del fusto, per una altezza dalla base di 6-8 cm, più tenera, biancastra e tubolare, viene utilizzata per aromatizzare varie pietanze, in particolare delle cucine tipiche del sudest asiatico, dolci, the e altre bevande alcoliche e analcoliche. Le foglie vengono utilizzate nella medicina tradizionale per varie patologie e l’olio in aromaterapia.

Sinonimi: Andropogon nardus L. (1753); Andropogon pseudohirtus Steud. (1829); Andropogon citrosus Steud. (1840); Andropogon nilagiricus Hochst. (1851); Andropogon confertiflorus Steud. (1854); Andropogon grandis Nees ex Steud. (1854); Andropogon hamulatus Nees ex Steud. (1854); Andropogon khasianus (Hack.) Munro ex Duthie (1888); Sorghum nardus (L.) Kuntze (1891); Andropogon thwaitesii Hook.f. (1900); Cymbopogon confertiflorus (Steud.) Stapf (1906); Cymbopogon thwaitesii (Hook.f.) Willis (1911); Cymbopogon validus (Stapf) Stapf ex Burtt Davy (1912); Cymbopogon afronardus Stapf (1918); Cymbopogon claessensii Robyns (1929); Cymbopogon prolixus (Stapf) E.Phillips (1931); Cymbopogon thwaitesii (Hook. f.) Bor (1954); Cymbopogon virgatus Stapf ex Bor (1954).

 

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