Dendrobium capra

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Dendrobium capra è un’epifita a lenta crescita di Giava © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Giava dove cresce epifita prevalentemente nelle foreste di Teak ( Tectona grandis L.f., 1782), nella parte centrorientale dell’isola, dal livello del mare fino a circa 900 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico è il sostantivo latino “capra” = capra, con riferimento alla forma dei petali.

Nomi comuni: anggrek larat hijau (indonesiano).

Il Dendrobium capra J.J.Sm. (1910) è una specie epifita di lenta crescita con pseudobulbi cilindrici, lunghi 10-45 cm, assottigliati all’apice e alla base, provvisti nella metà superiore di 4-7 foglie lineari-lanceolate, lunghe 7-15 cm e larghe 0,7-2,5 cm, rigide, carnose, di colore verde lucido superiormente, opache inferiormente.

Infiorescenze racemose dai nodi superiori, su un peduncolo lungo 5-13 cm, erette o arcuate, lunghe 5-15 cm, portanti numerosi fiori di circa 3 cm di diametro con sepali e petali di colore giallo verdastro lucido con leggere venature brune; la fioritura ha luogo in autunno-inizio inverno con fiori di lunga durata, oltre un mese.

Sepali lineari-lanceolati, lunghi 1,8 cm e larghi nella parte mediana circa 0,6 cm; i sepali laterali, fusi insieme alla base della colonna, formano una sorta di sperone (mentum) conico lungo circa 0,8 cm.

Petali pressoché eretti, lunghi 2,2 cm e larghi 0,3 cm, lineari-spatolati, retroflessi, e labello trilobato, lungo circa 2 cm e largo 1 cm, di colore giallo pallido con lobi laterali eretti con striature violacee e lobo centrale oblungo con apice appuntito percorso da tre lamelle ondulate bruno violacee.

Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie piuttosto rara in coltivazione, richiede elevata luminosità, anche sole diretto in inverno durante il periodo di riposo, che corrisponde alla caduta delle foglie degli alberi ospiti, temperature medio-alte in estate, 25-33 °C, valori mediamente più bassi in inverno con minime notturne non inferiori a 15 °C, e umidità elevata, 70-80%, durante il periodo vegetativo, più bassa, 40-60%, in inverno in corrispondenza della stagione secca; fondamentale in tutte le stagioni una costante ventilazione.

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti dall’estate all’autunno, ma lasciando asciugare prima di ridare acqua, poi pressoché sospese in inverno per circa due mesi fino alla ripresa vegetativa.

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Rara in coltivazione, ha infiorescenze di 5-15 cm con fiori di 3 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Per le innaffiature e nebulizzazioni utilizzare acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concima- zioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ½ - ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti, oppure coltivata in vasi poco profondi o canestri con composto molto drenante e aerato, per permettere alle radici di asciugarsi velocemente dopo ogni innaffiatura, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) e carbone di media pezzatura con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio; i rinvasi vanno effettuati, quando necessari, alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Cepobaculum capra (J.J.Sm.) M.A.Clem. & D.L.Jones (2002).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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