Dendrobium dearei

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Originario delle Filippine, il Dendrobium dearei è un’epifita con pseudobulbi eretti di 0,4-1 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria delle Filippine dove cresce nelle foreste umide dal livello del mare fino a circa 500 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; la specie fu dedicata da H.G. Reichenbach al colonnello inglese Deare, collezionista di orchidee, da cui aveva ricevuto la pianta.

Nomi comuni: Deare’s dendrobium (inglese).

Il Dendrobium dearei Rchb.f. (1882) è una specie epifita con pseudobulbi eretti cilindrici, scanalati, lunghi 0,4-1 m, provvisti per quasi tutta la lunghezza di foglie persistenti alterne, distiche, oblunghe, di 5-12 cm di lunghezza e 2-4 cm di larghezza, coriacee, con la base fogliare avvolgente lo pseudobulbo ricoperta da una peluria nerastra.

Infiorescenze racemose dai nodi superiori, compatte, portanti fino a 15 fiori di 5-7 cm di diametro bianchi con macchia di colore verde o verde giallastro alla base del labello.

Sepali ovati con apice appuntito, lunghi 2,5 cm e larghi 0,6 cm, i due laterali, fusi insieme alla base della colonna, formano una sorta di sperone (mentum) lungo circa 1 cm, petali ovati con apice ottuso, di 2,5-3,4 cm di lunghezza e 2,6 cm di larghezza, labello trilobato lungo circa 3,5 cm e largo 2,4 cm con lobi laterali piccoli, eretti, e lobo mediano ovato con margini crespati. I fiori sono leggermente profumati e di lunga durata, oltre un mese.

Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

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E’ in boccio più volte all’anno, con inforescenze che portano fino a 15 fiori di lunga durata di 5-7 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Specie molto apprezzata per la bellezza dei suoi fiori, che può produrre più volte durante l’anno, e di coltivazione relativamente facile, ormai rara in natura per la raccolta indiscriminata di cui è stata oggetto; ha dato origine ad alcuni ibridi dai fiori bianchi.

Richiede elevata luminosità, anche sole diretto in inverno, temperature medio-alte in estate, 22-30 °C, mediamente più fresche in inverno, con valori minimi notturni di 14-16 °C per stimolare la fioritura, costante elevata umidità, 60-80%, con un continuo movimento dell’ aria.

Le innaffiature devono essere abbon- danti durante la crescita, ma lasciando asciugare le radici prima di ridare acqua, leggermente più diradate durante la stasi vegetativa, non necessitando di un preciso periodo di riposo.

Per le innaffiature e nebulizzazioni è indicato l’uso di acqua piovana, demi- neralizzata o da osmosi inversa; per le concimazioni, opportunamente alternate alle innaffiature per evitare accumulo di sali alle radici, è consigliabile l’uso di prodotti idrosolubili bilanciati, con microelementi, a metà dose di quella riportata nelle istruzioni sulla confezione.

Coltivabile in vaso con composto che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) e carbone di media pezzatura con aggiunta di inerti, come polistirolo, per un ottimo drenaggio e favorire l’areazione delle radici, oppure montata su tronchi, corteccia, zattere di sughero o di felci arborescenti. I rinvasi vanno effettuati alla ripresa vegetativa quando il composto inizia a perdere le sue proprietà drenanti.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Callista dearei (Rchb.f.) Kuntze (1891).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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