Dendrobium delacourii

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Originario della Cambogia, Myanmar, Thailandia e Vietnam, il Dendrobium delacourii è una piccola specie epifita con infiorescenze di 10-20 cm. Gli insoliti fiorellini misurano 1,6-2 cm e durano 8-10 settimane © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cambogia, Myanmar, Thailandia e Vietnam dove cresce nelle foreste decidue tra 200 e 1300 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; la specie è dedicata all’ornitologo e botanico francese Jean Théodore Delacour (1890-1985) che la raccolse in Vietnam nella provincia di Quang Tri.

Nomi comuni: ueang dok makham (thailandese).

Il Dendrobium delacourii Guillaumin (1924) è una specie epifita, piuttosto variabile nelle dimensioni, con pseudobulbi fusiformi giallastri, lunghi 5-40 cm, provvisti per tutta la loro lunghezza di foglie oblunghe, di 8-15 cm di lunghezza e 2-3 cm di larghezza, decidue all’inizio dell’inverno, di colore verde chiaro lucido. Infiorescenze racemose sub terminali dai nuovi pseudobulbi in crescita, lunghe 10-20 cm, portanti fino a 20 fiori carnosi di 1,6-2 cm, di diametro. Sepali ovati lunghi circa 1 cm di colore bianco verdastro, i sepali laterali, fusi insieme alla base della colonna, formano una sorta di corto sperone (mentum), petali lineari lanceolati, lunghi 1,2 cm, dello stesso colore dei sepali, labello trilobato, di 1,2 cm di lunghezza e 1 cm di larghezza, di colore giallo con lobi laterali striati di rosso e lobo mediano striato di porpora o bruno e margine frangiato. I fiori emanano un leggero odore da alcuni ritenuto poco gradevole. Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Orchidea in miniatura dai fiori di lunga durata, 8-10 settimane, che si distinguono per il labello frangiato, richiede luminosità elevata, anche sole diretto in inverno, temperature medio-alte in estate, più fresche in inverno, con minime non inferiori a 15 °C, e umidità elevata, 60-80%, con una buona e costante ventilazione. Le innaffiature durante il periodo vegetativo, dalla primavera a inizio autunno, devono essere regolari e abbondanti, ma lasciando asciugare prima di ridare acqua, gradualmente più diradate in inverno fino alla ripresa vegetativa. Per le innaffiature e nebulizzazioni utilizzare acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ½ - ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione. Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti, oppure coltivata in vasi poco profondi o canestri con composto molto drenante e aerato, per permettere alle radici di asciugarsi velocemente dopo ogni innaffiatura, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) e carbone di media pezzatura con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio; trapianti e rinvasi vanno effettuati, quando necessari, alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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