Dendrobium glomeratum

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria delle Molucche e Sulawesi dove vive sugli alberi delle foreste umide tra 1200 e 1500 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico è l’aggettivo latino “glomeratus, a, um” = agglomerato, raggruppato, con riferimento alle dense infiorescenze.

Il Dendrobium glomeratum Rolfe è una specie epifita con pseudobulbi cilindrici pendenti, di 0,6-1 m di lunghezza e circa 1 cm di diametro massimo, provvisti di foglie decidue per quasi tutta la loro lunghezza. Foglie ellittico-lanceolate con apice acuto, di 5-10 cm di lunghezza e 1,5-3 cm di larghezza, di colore verde intenso, coriacee. Infiorescenze sessili in densi racemi, dalle ascelle della metà superiore degli pseudobulbi degli anni precedenti privi di foglie, con 3-10 fiori di lunga durata, circa un mese, con sepali e petali di colore rosa porpora intenso, luminoso, con striature longitudinali più scure, e labello arancio, di 4-6 cm di diametro. Sepalo dorsale ellittico con apice ottuso, lungo 2-3,5 cm e largo 1-1,5 cm, sepali laterali ovato-triangolari con apice ottuso, lunghi 2,5-3 cm e larghi 1,5 cm, uniti alla base a formare uno sperone (mentum) conico con apice ottuso lungo 1,8-2 cm. Petali obovato-ellittici con apice ottuso, lunghi 2,2-2,8 cm e larghi 1-1,5 cm, labello quasi saccato con margine eroso-dentato, di 0,8-2 cm di lunghezza e 0,6-0,8 cm di larghezza, e colonna lunga circa 0,5 cm; pedicello e ovario lungo 2,5-3 cm.

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Nativo delle Molucche e Sulawesi, il Dendrobium glomeratum è un’epifita con pseudobulbi pendenti di 60-100 cm. Le vistose infiorescenze durano anche un mese © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista almeno di 3-4 pseudobulbi.

Specie fiorifera dai brillanti colori, molto apprezzata dai collezionisti, richiede una posizione leggermente ombreggiata e ventilata, temperature intermedie, 20-30 °C, con valori minimi invernali non inferiori a 14 °C, una sensibile escursione termica giornaliera ed elevata umidità, 80-90 %. Innaffiature regolari e abbondanti durante la fase di crescita, più diradate in inverno, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Concimazioni mensili, dalla primavera all’autunno, utilizzando un prodotto specifico per orchidee diluito al 50 % rispetto alla dose indicata sulla confezione. Per il portamento ricadente va coltivata in vasi o canestri sospesi, a meno di non predisporre opportuni sostegni, con composto a base di frammenti di corteccia di media pezzatura, oppure montata su corteccia o zattera con dello sfagno alla base per mantenere l’umidità. I rinvasi vanno effettuati alla ripresa vegetativa quando il composto dà evidenti segni di deterioramento e di perdita delle proprietà drenanti.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Dendrobium crepidiferum J.J.Sm. (1922); Pedilonum crepidiferum (J.J.Sm.) Rauschert (1983); Pedilonum glomeratum (Rolfe) Rauschert (1983); Dendrobium sulawesiense Erfkamp & O.Gruss (2000); Chromatotriccum crepidiferum (J.J.Sm.) M.A.Clem. & D.L.Jones (2002); Chromatotriccum sulawesiense (Erfkamp & O.Gruss) M.A.Clem. & D.L.Jones (2002); Coelandria glomerata (Rolfe) M.A.Clem. (2003).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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