Dendrobium grande

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Borneo, Isole Andamane, Malaysia Peninsulare, Myanmar, Singapore, Sumatra e Thailandia dove vive nelle foreste sempreverdi umide a basse e medie altitudini.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico è l’aggettivo latino “grandis, e” = grande.

Il Dendrobium grande Hook.f. (1890) è una specie epifita con fusti a volte ramificati, penduli, piatti, lunghi 15-50 cm, e foglie alterne, distiche, imbricate, appiattite lateralmente, lanceolate con apice appuntito, lunghe 5-7 cm e larghe 1,5-2,5 cm, di grandezza decrescente verso la base e l’apice. Infiorescenze, su un corto peduncolo, all’ascella delle foglie con 1-2 fiori, di 1-1,2 cm di diametro, di colore giallastro con macchia rosso porpora alla base dei sepali e petali, che sbocciano da aprile a giugno. Sepalo dorsale ovato con apice appuntito, lungo 5 mm e largo 4 mm, sepali laterali ovati con apice appuntito, lunghi 10 mm e larghi 6 mm, fusi alla base della colonna a formare una sorta di sperone (mentum) ricurvo, petali ovati con apice appuntito, lunghi 4 mm e larghi 2 mm, labello trilobato, lungo 10 mm, con lobi laterali eretti e lobo mediano, largo 7 mm, con apice profondamente inciso.

Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

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Epifita del sud-est asiatico, il Dendrobium grande forma vistosi cespi pendenti con fusti piatti, talora ramificati, che raggiungono i 50 cm. Minuscoli fiori di 1-1,2 cm © Giuseppe Mazza

Orchidea piuttosto comune in alcune delle aree di origine dal caratteristico fogliame e dai minuscoli fiori che forma grossi cespi pendenti, richiede una elevata luminosità, ma non sole diretto, temperature medio-alte, 20-30 °C, elevata umidità, 70-85%, e aria costantemente in movimento. Le innaffiature durante il periodo vegetativo devono essere regolari e abbondanti, ma lasciando asciugare il substrato prima di ridare acqua, più distanziate in inverno fino alla ripresa vegetativa. Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa e per le concimazioni, mensili durante la fase di crescita, possono impiegarsi concimi bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose o meno di quella consigliata dal produttore. Può essere coltivata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti oppure in vasi o canestri sospesi con composto drenante e aerato che può essere costituito da una miscela di corteccia (bark) di media pezzatura e carbone o frammenti di fibra di cocco. Divisioni, trapianti e rinvasi vanno effettuati quando strettamente necessari all’apparire delle nuove radici che segnalano la ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Callista grandis (Hook.f.) Kuntze (1891); Aporum grande (Hook.f.) Rauschert (1983).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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