Dendrobium kenepaiense

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Dendrobium kenepaiense è un’epifita del Borneo quasi sconosciuta in coltivazione © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo (Kalimantan) dove vive nelle foreste umide fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico fa riferimento alla località, Kenepai, di ritrovamento.

Il Dendrobium kenepaiense J.J.Sm. (1918) è una specie epifita con pseudobulbi cilindrici, lunghi 30-40 cm, provvisti di foglie alterne, distiche, ovate con apice irregolarmente bilobato, coriacee, lunghe 3-7,5 cm e larghe 1-1,8 cm.

Fiori singoli ai nodi, di 2-3,5 cm di diametro, di colore bianco crema con venature e sfumature marrone chiaro. Sepali ovati con apice appuntito, retroflessi, lunghi circa 1,6 cm e larghi 0,8 cm, i due laterali fusi insieme alla base della colonna formano una sorta di corto sperone conico (mentum), petali ovati con apice appuntito, lunghi circa 1,4 cm e larghi 0,4 cm, retroflessi, labello trilobato, lungo fino a circa 3 cm e largo 2,8 cm, con lobi laterali retroflessi e lobo mediano ampio con apice bilobato e margini laterali retroflessi.

Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie dai piccoli fiori di forma particolare pressoché sconosciuta in coltivazione, richiede elevata luminosità, temperature medio-alte in primavera-estate, 24-32 °C, leggermente più fresche in inverno, elevata umidità, 60-80%, e costante ventilazione.

Innaffiature regolari e abbondanti durante la crescita degli pseudobulbi, più diradate in inverno fino alla ripresa vegetativa, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa.

Per le concimazioni, che vanno sospese durante la stasi vegetativa, possono essere utilizzati prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella riportata sulla confezione, alternate opportunamente alle innaffiature per evitare accumuli di sali nel composto. Può essere montata su rami, corteccia o zattere di sughero oppure coltivata in vaso con un composto particolarmente drenante che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura con aggiunta di inerti per una maggiore areazione delle radici.

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Gli pseudobulbi sono cilindrici, lunghi 30-40 cm con foglie di 3-7,5 cm. I fiori, singoli ai nodi, raggiungono i 3,5 cm di diametro con un labello di circa 3 cm © Giuseppe Mazza

I rinvasi vanno effettuati quando il composto comincia a dare segni di degrado al momento della ripresa vegetativa segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Distichorchis kenepaiensis (J.J.Sm.) M.A.Clem. (2003).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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