Dendrobium lindleyi

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Dendrobium lindleyi è una piccola epifita delle foreste decidue del Sud-est asiatico. L’infiorescenza, racemosa subterminale spesso pendente, dura 2-3 settimane © Mazza

La specie è originaria dell’Arunachal Pradesh, Assam, Bangladesh, Bhutan, Cina (Anhui, Chongqing, Fujian, Guangdong, Guangxi, Guizhou, Hainan, Henan, Hong Kong, Hubei, Hunan, Jiangsu, Jiangxi, Kin-Men, Macao, Ma-tsu-Pai-chúan, Shanghai, Sichuan, Zhejiang e Yunnan), Darjiling, Laos, Myanmar, Sikkim, Thailandia e Vietnam, dove vive epifita nelle foreste decidue tra 350 e 1400 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; la specie è dedicata al botanico inglese John Lindley (1799-1865).

Nomi comuni: ju shi hu (cinese); ueang phung (thailandese).

Il Dendrobium lindleyi Steud. (1840) è una specie epifita con pseudobulbi ravvicinati fusiformi assottigliati alla base, scanalati, di 3-8 cm di lunghezza e 1-2 cm di diametro, con all’apice solitamente una singola foglia persistente oblunga con apice ottuso, di 4-12 cm di lunghezza e 1-3 cm di larghezza, coriacea, spessa, di colore verde intenso. Infiorescenza racemosa subterminale solitamente pendente, lunga 10-30 cm, portante 5-20 fiori delicati, lievemente profumati, di 2,5-3 cm di diametro, di colore da giallo pallido a giallo oro, che si aprono pressoché contemporaneamente. Sepali ovato-lanceolati fino a 1,5 cm di lunghezza e 0,5 cm di larghezza; i sepali laterali, fusi insieme alla base della colonna, formano una sorta di corto sperone (mentum). Petali obovati con apice appuntito, di circa 1,5 cm di lunghezza e 1 cm di larghezza, labello orbicolare leggermente concavo con apice retuso e margini ondulati e cigliati, di circa 2 cm di lunghezza e 2,5 cm di larghezza, pubescente e sfumato di giallo arancio alla base. Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 5-7 pseudobulbi.

Specie di piccole dimensioni dalla luminosa e spettacolare fioritura della durata di 2-3 settimane, di facile coltivazione se si rispettano pienamente le sue esigenze di luce, calore e umidità. Durante la crescita degli pseudobulbi, dalla primavera all’autunno, richiede una leggera ombreggiatura, temperature medio-alte, elevata umidità, 80-85%, innaffiature regolari e abbondanti, ma lasciando asciugare prima di ridare acqua. In autunno le innaffiature vanno gradatamente ridotte fino a sospenderle del tutto in inverno, in questo periodo la luminosità deve essere massima, anche alcune ore di sole diretto, le temperature notturne comprese tra 9 e 14 °C, valori superiori possono inibire la fioritura, l’umidità intorno al 60-65% e le concimazioni sospese, possono essere necessarie sporadiche nebulizzazioni se gli pseudobulbi raggrinziscono eccessivamente. All’apparire delle infiorescenze, a fine inverno-inizio primavera, le innaffiature vanno aumentate gradatamente fino a riprendere il normale regime idrico alla ripresa vegetativa; per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata. Fondamentale in tutte le stagioni una costante ventilazione.

Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti, oppure coltivata in vasi di ridotte dimensioni o canestri con composto particolarmente drenante e aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) e carbone di media pezzatura con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio. Trapianti e rinvasi vanno effettuati quando strettamente necessari, non amando essere disturbata, alla ripresa vegetativa, segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Dendrobium aggregatum Roxb. (1832); Epidendrum aggregatum Roxb. ex Steud. (1840); Callista aggregata Kuntze (1891); Callista aggregata (Roxb.) Brieger (1981).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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