Dendrobium lowii

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Rara in natura e in coltivazione, il Dendrobium lowii è un’epifita nativa del Borneo © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo (Kalimantan) dove vive epifita sui rami più esposti degli alberi delle foreste pluviali, tra 700 e 1000 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; la specie è dedicata all’esploratore, uomo politico e collezionista inglese Sir Hugh Low (1820-1905), segretario di Sir James Brooke, Rajah di Sarawak, che la rinvenne su una montagna della costa nordoccidentale del Borneo a 900 m di altitudine.

Nomi comuni: Low’s dendrobium (inglese).

Il Dendrobium lowii Lindl. (1861) è una specie epifita con pseudobulbi eretti cilindrici, lunghi 20-40 cm, provvisti nella metà superiore di foglie persistenti alterne, distiche, ovato-oblunghe con apice irrego- larmente bilobato, di 5-8 cm di lunghezza e 1,5-2,2 cm di larghezza, coriacee, di colore verde scuro, con la base fogliare tubolare avvolgente lo pseudobulbo ricoperta da una peluria nerastra. Infiorescenze racemose dai nodi superiori, compatte, portanti fino a 7 fiori di 3-5 cm di diametro di colore variabile da giallo pallido a giallo oro.

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Pseudobulbi di 20-40 cm e fiori di 3-5 cm di diametro che durano 6-7 settimane © Giuseppe Mazza

Sepali oblungo-lanceolati con apice appuntito, i due laterali, fusi insieme alla base della colonna, formano una sorta di lungo sperone (mentum), petali ovati con apice appuntito retroflesso e margini ondulati, labello trilobato con lobi laterali eretti ai lati della colonna e lobo mediano tondeggiante con margini ondulati e apice retuso retroflesso, percorso al centro da 6 linee rosso arancio provviste di lunghe frange.

I fiori emanano un leggero gradevole profumo e sono di lunga durata, fino a 6-7 settimane.

Si riproduce per seme, in vitro, micropropagazione e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie rara in natura, anche per la deforestazione, e in coltivazione, tra le più ornamentali del genere per la bellezza dei suoi fiori, richiede una esposizione molto luminosa, anche qualche ora di sole nelle prime ore del mattino, temperature medio-alte in estate, 22-30 °C, più fresche in inverno con minime notturne tra 13 e 15 °C, elevata umidità, 75-85%, e un costante movimento dell’aria.

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti durante la crescita degli pseudobulbi, ma senza ristagni e lasciando asciugare prima di ridare acqua, essendo facilmente soggetta a marciumi, distanziate in inverno, ma senza fare raggrinzire eccessivamente gli pseudobulbi, utilizzando anche per le nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demine- ralizzata.

Le concimazioni, durante la stagione vegetativa, vanno effettuate utilizzando preferibilmente prodotti bilanciati, con microelementi a ¼ di dose di quella riportata sulla confezione.

Può essere coltivata in vaso con composto drenante e ben aerato, per permettere alle radici di asciugarsi velocemente dopo ogni innaffiatura, costituito da frammenti di corteccia (bark) o fibra di cocco di media pezzatura con aggiunta di carbone ed eventualmente inerti per migliorare il drenaggio, oppure montata su rami, corteccia, zattere di sughero o di felci arborescenti. I rinvasi vanno effettuati, quando necessari, alla ripresa vegetativa segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Callista lowii (Lindl.) Kuntze (1891).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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