Dendrobium mussauense

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria dell’isola di Mussau nell’Arcipelago delle Bismarck dove vive epifita prevalentemente nella fascia costiera sulle mangrovie o sugli alberi lungo le rive di corsi d’acqua.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico fa riferimento al luogo di origine.

Il Dendrobium mussauense Ormerod (1997) è una specie epifita con robusti pseudobulbi cilindrici, eretti, che possono raggiungere 2 m di lunghezza, provvisti di foglie alterne distiche, oblungo-ellittiche, coriacee, di colore verde chiaro. Infiorescenze racemose dai nodi superiori portanti fino a 30 fiori, di circa 7 cm di diametro, disposti a regolare distanza sul rachide, di color crema con venature porpora violacee sul labello. Sepali oblungo-lanceolati con apice appuntito, ondulati e ritorti, i due laterali, uniti alla base della colonna, formano una specie di corto sperone (mentum), petali pressoché eretti, lineari-spatolati con apice appuntito, ritorti tre volte, labello trilobato percorso alla base da tre lamelle con lobi laterali eretti ai lati della colonna e lobo mediano tondeggiante con margini ondulati.

Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

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Il Dendrobium mussauense è un’epifita scoperta in epoca recente nell’isola di Mussau, che fa parte dell’Arcipelago delle Bismarck. Pseudobulbi cilindrici, eretti, che raggiungono i 2 m. Le infiorescenze posso portare 30 fiori larghi circa 7 cm. Specie rara in coltivazione, ma di notevole interesse anche come progenitore di ibridi © Giuseppe Mazza

Specie rara in coltivazione, ma di notevole interesse ornamentale e come progenitore di ibridi, richiede elevata luminosità, anche sole diretto, temperature elevate in estate, 24-32 °C, leggermente più fresche in inverno, con minime notturne non inferiori a 16-18 °C, elevata umidità atmosferica, 65-80%, e costante leggero movimento dell’aria per prevenire attacchi fungini. Innaffiature regolari ed abbondanti durante la crescita degli pseudobulbi, solo leggermente più diradate durante la stasi vegetativa, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa.

Concimare con frequenza settimanale durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella suggerita dal produttore. Viene coltivata montata su rami, corteccia, pezzi di teak o palissandro, oppure in vaso con composto drenante e aerato costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura, di carbone o fibra di cocco con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio; i rinvasi vanno effettuati, quando il composto ha perso le sue caratteristiche drenanti, al momento della ripresa vegetativa, segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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