Dendrobium parthenium

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Borneo (Sabah) e Filippine (Palawan) dove cresce nelle foreste costiere e ai margini di corsi d’acqua fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico deriva dall’aggettivo greco “παρθένιος” (parthénios) = verginale.

Nomi comuni: virginal dendrobium (inglese).

Il Dendrobium parthenium Rchb.f. (1885) è una specie epifita con pseudobulbi eretti, lunghi 35-80 cm, solcati, provvisti per quasi tutta la loro lunghezza di foglie alterne, distiche, oblungo-ovate con apice ottuso bilobato, lunghe 4-5 cm e larghe 1,5-2,5 cm, coriacee, di colore verde chiaro e lucide superiormente, opache inferiormente. Infiorescenze dai nodi superiori con 1-3, raramente 4, fiori, di 5-6,5 cm di diametro, di colore bianco puro con macchia rosa porpora alla base del labello. Sepali triangolari con apice appuntito, i due laterali fusi alla base della colonna a formare una sorta di sperone (mentum), petali ovati con apice appuntito e margini lievemente ondulati, labello trilobato con lobi laterali piccoli ed eretti ai lati della colonna e lobo mediano disteso, obovato, con apice retuso e margini crespati e ondulati.

Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

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Il Dendrobium parthenium è un’epifita del Borneo e Filippine con pseudobulbi eretti di 35-80 cm. Candidi fiori di 5-6,5 cm che durano 3-6 settimane © Giuseppe Mazza

Specie nota per la bellezza dei suoi fiori di lunga durata, 3-6 settimane, rifiorente e di facile coltivazione, che ha dato origine a diversi ibridi, richiede elevata luminosità, anche qualche ora di sole diretto al mattino, temperature medio-alte in estate, 24-32 °C, leggermente più fresche in inverno, con valori minimi notturni non inferiori a 15 °C, elevata umidità atmosferica, 70-85%, ed aria costantemente in movimento. Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti durante il periodo vegetativo, ma lasciando in parte asciugare il substrato prima di ridare acqua, leggermente più diradate in inverno, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Per le concimazioni, durante la crescita degli pseudobulbi, può essere utilizzato un prodotto bilanciato idrosolubile, con microelementi, a metà dose, o meno, di quella consigliata dal produttore, opportunamente alternato alle innaffiature per evitare accumulo di sali alle radici. Può essere allevata in vaso, con composto particolarmente drenante e aerato che può essere costituito da frammenti di media pezzatura di corteccia (bark) e carbone, con eventuale aggiunta di inerti come pezzi di coccio, oppure montata su tronchi, corteccia, zattera di sughero o di radici di felci arborescenti. I rinvasi, quando necessario, vanno effettuati alla ripresa vegetativa segnalata dall’emissione delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Dendrobium sanderianum Rolfe (1894).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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