Dendrobium pseudoaloifolium

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Borneo dove vive sugli alberi delle foreste umide a basse altitudini.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico è la combinazione del prefisso greco “ψευδής” (pseudés) = falso e del nome della specie del Dendrobium aloifolium (Blume) Rchb.f. (1861).

Il Dendrobium pseudoaloifolium J.J.Wood (1984) è una specie epifita con fusti ravvicinati, lunghi 8-12 cm, provvisti di foglie, ad eccezione della parte apicale che ne è priva, alterne, distiche, imbricate, equitanti, (ad una sola faccia con lamina ripiegata in due lungo la nervatura centrale), ellittiche con apice acuminato, lunghe circa 1 cm e larghe 0,5 cm, carnose, di colore verde soffuso di bruno rossiccio. Infiorescenze generalmente dai nodi apicali privi di foglie con 1-3 fiori, di circa 5 mm di diametro, di colore porpora chiaro con margini biancastri. Sepalo dorsale ovato con apice acuto, lungo 2 mm e largo 1,5 mm, sepali laterali ovato-triangolari con apice ottuso, lunghi 3,5 mm e larghi 1,5 mm, uniti alla base a formare una sorta di sperone (mentum) con apice ottuso, lungo circa 2 mm. Petali oblunghi con apice acuto, lunghi circa 2 mm e larghi 1 mm, labello trilobato, lungo 3,5 mm e largo 1,5 mm, e colonna lunga 2 mm.

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Orchidea miniatura pressoché sconosciuta in coltivazione, il Dendrobium pseudoaloifolium è un’epifita delle foreste umide del Borneo, a basse altitudini. Foglie alterne, distiche, imbricate, carnose, con lamina ripiegata in due lungo la nervatura centrale. Non superano i 10 mm ed fiori fanno appena 5 mm di diametro © Giuseppe Mazza

Può riprodursi facilmente per divisione e tramite le giovani piante prodotte in abbondanza lungo il fusto (in gergo “keiki”, che in hawaiano significa “figli”), che possono essere asportate e trattate come piante adulte quando hanno formato un buon apparato radicale.

Orchidea miniatura pressoché sconosciuta in coltivazione, presente quasi esclusivamente in collezioni specializzate. Richiede una posizione parzialmente ombreggiata e ben ventilata, temperature medio-alte, 20-32 °C, pressoché costanti durante l’anno, elevata umidità, 70-85 %, e innaffiature regolari, ma senza ristagni, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Può essere coltivata in vasi o canestri, con composto drenante a base di frammenti di corteccia di media pezzatura, oppure montata su pezzi di corteccia o zattere di sughero o di radici di felci arborescenti rivestiti di sfagno.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Aporum pseudoaloifolium (J.J.Wood) M.A.Clem. (2003).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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