Dendrobium ramificans

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Dendrobium ramificans è un’epifita di Sulawesi e Molucche con fusti ravvicinati, ramificati, di 15-30 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Sulawesi e Molucche dove cresce sugli alberi delle foreste umide a basse e medie altitudini.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome della specie è l’aggettivo latino “ramificans, -antis” = ramificante.

Il Dendrobium ramificans J.J.Sm. (1904) è una specie epifita con fusti ravvicinati, ramificati, di 15-30 cm di lunghezza con distanza tra i nodi di circa 1 cm, provvisti per quasi tutta la loro lunghezza di foglie alterne, distiche, imbricate, equitanti (ad una sola faccia con lamina ripiegata in due lungo la nervatura centrale), ellittiche con apice acuminato, lunghe 1,5-2 cm e larghe 0,6-1 cm, carnose.

Infiorescenze subsessili dai nodi superiori portanti numerosi fiori di colore bianco con venature porpora, di circa 5 mm di diametro, circondati da scaglie secche, che si aprono in successione.

Sepalo dorsale ovato con apice ottuso, lungo 2,5 mm e largo 2 mm, sepali laterali ovato-triangolari con apice ottuso, lunghi 3 mm e larghi 3,5 mm, uniti alla base a formare una sorta di sperone (mentum).

Petali oblunghi con apice ottuso, lunghi 2,5 mm e larghi 1 mm, labello trilobato, lungo circa 5 mm e largo 2 mm, con lobi laterali triangolari e lobo mediano oblungo con apice ottuso, lungo 3 mm e largo 2 mm, e colonna lunga circa 1 mm.

Pedicello e ovario lungo circa 5 mm.

Si riproduce per seme, in vitro, e a livello amatoriale per divisione.

Orchidea miniatura presente, al di fuori delle zone di origine, quasi esclusivamente in giardini botanici e collezioni specializzate.

Richiede una posizione parzialmente ombreggiata e ventilata, temperature medio-alte, 20-32 °C, pressoché costanti durante l’anno, elevata umidità, 70-85 %, e innaffiature regolari, ma senza ristagni, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa.

Può essere coltivata in vasi o canestri, con composto drenante a base di frammenti di corteccia di media pezzatura, oppure montata su pezzi di corteccia o zattere di sughero o di radici di felci arborescenti rivestiti di sfagno.

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Foglie alterne carnose di 1,5-2 cm, distiche, imbricate, con lamina ripiegata in due lungo la nervatura centrale. Fiori di appena 5 mm che si aprono in successione © Giuseppe Mazza

Rinvasi ed eventuali divisioni vanno effettuati alla ripresa vegetativa segnalata dall’emissione delle nuove radici.

Sinonimi: Aporum ramificans (J.J.Sm.) Rauschert (1983).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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