Dendrobium sarawakense

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Raro in coltura, il Dendrobium sarawakense è un’epifita del Borneo © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo (Sarawak) dove vive sugli alberi delle foreste umide.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico è l’aggettivo latino “sarawakensis, e” = di Sarawak, con riferimento al luogo di origine.

Nomi comuni: Sarawak dendrobium (inglese).

Il Dendrobium sarawakense Merr. (1921) è una specie epifita con pseudobulbi cilindrici più o meno eretti, lunghi 30-70 cm, sottili, provvisti di foglie alterne, distiche, lanceolate con apice appuntito, coriacee, di colore verde intenso.

Infiorescenze racemose pendenti dai nodi superiori, lunghe 5-10 cm, portanti 5-10 fiori di circa 3,5 cm di diametro con sepali ellittico-lanceolati di colore giallo con sfumature rossastre esternamente; i sepali laterali, fusi insieme alla base della colonna, formano una sorta di sperone (mentum) ricurvo lungo fino a circa 3 cm. I petali, leggermente più piccoli dei sepali, sono gialli, il labello è trilobato con i lobi laterali eretti e lobo centrale ovato, largo 1,5 cm, con un ispessimento al centro e margini leggermente frangiati. Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie rara in coltivazione che si caratterizza per il lungo sperone ricurvo dei fiori, inodori e della durata di 10-12 giorni.

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Infiorescenze racemose pendenti di 5-10 cm con fiorellini di 3,5 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Richiede una leggera ombreggiatura, temperature medio-alte, durante la crescita degli pseudobulbi, leggermente più fresche fino alla ripresa vegetativa, con valori minimi notturni non inferiori a 15 °C, elevata umidità, 60-80%, e una ventilazione costante in tutti i periodi dell’anno. Innaffiature regolari e abbondanti durante il periodo di crescita, ma lasciando asciugare prima di ridare acqua, più diradate durante la stasi vegetativa.

Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le conci- mazioni, opportunamente distribuite in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno effettuate solo durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ½-¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti, oppure coltivata in vasi o canestri, anche sospesi, utilizzando un composto particolarmente aerato e drenante che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) e carbone di media pezzatura con eventuale aggiunta di inerti per favorire il drenaggio. Trapianti e rinvasi vanno effettuati quando strettamente necessari alla ripresa vegetativa, segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Dendrobium multiflorum Ridl. (1908); Eurycaulis multiflorus M.A.Clem. (2003).

 

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