Dendrobium sutiknoi

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Dendrobium sutiknoi è un’insolita epifita della Nuova Guinea descritta solo nel 2005 © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Nuova Guinea dove cresce sugli alberi delle foreste umide a basse altitudini.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi.

La specie è dedicata al coltivatore e collezionista indonesiano Sutikno, che l’ha introdotta in coltivazione.

Nomi comuni: Sutikno’s dendrobium (inglese).

Il Dendrobium sutiknoi P.O’Byrne (2005) è una specie epifita con pseudobulbi cilindrici sottili, lunghi 0,5-1,5 m, provvisti per quasi tutta la loro lunghezza di foglie alterne, distiche, ovato-ellittiche con apice appuntito, coriacee, di colore verde intenso.

Infiorescenze racemose dai nodi superiori portanti 5-15 fiori, lunghi circa 8 cm e larghi 3,5 cm.

Sepali lineari ritorti di colore bruno verdastro o bruno giallastro, i laterali, fusi insieme alla base della colonna, formano una sorta di sperone (mentum) conico.

Petali lineari con apice appuntito, eretti e ritorti, bruno verdastri, labello trilobato con lobi laterali verde giallastro con margine giallo e lobo centrale spatolato, lungo circa 1,5 cm, sottile, retroflesso, e infine colonna color crema con due piccoli denti appuntiti ai lati dell’apice.

Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie di recente descrizione e ancora rara in coltivazione, si distingue per i fiori attraenti di lunga durata, 7-9 settimane, dai petali eretti particolarmente lunghi e per il labello dal sottile lobo mediano, richiede elevata luminosità, anche qualche ora di luce solare diretta, temperature mediamente elevate, 24-32 °C, durante tutto l’arco dell’anno, con valori minimi notturni non inferiori a 16-18 °C durante la stasi vegetativa, elevata umidità, 70-85%, e costante movimento dell’aria.

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Gli pseudobulbi, cilindrici e sottili, possono raggiungere il metro e mezzo. Le infiorescenze portano anche 15 fiori lunghi circa 8 cm e larghi 3,5 cm che durano 7-9 settimane, ma è ancora molto rara in coltura © Giuseppe Mazza

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti nel periodo di crescita degli pseudobulbi, poi ridotte fino alla ripresa vegetativa, ma senza lasciare secco per lungo tempo il substrato.

Le innaffiature e nebulizzazioni vanno fatte con acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata.

Per le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, da effettuare esclusivamente durante il periodo vegetativo, vanno utilizzati preferibilmente prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ½ - ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti, oppure coltivata in vasi o canestri con composto particolarmente drenante e aerato, per permettere alle radici di asciugarsi velocemente dopo ogni innaffiatura, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) e carbone di media pezzatura con eventuale aggiunta di inerti, come pezzi di polistirolo o di coccio, per migliorare il drenaggio; i rinvasi vanno effettuati, quando necessari, alla ripresa vegetativa, segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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