Dendrobium taurinum

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Dendrobium taurinum cresce epifita a basse altitudini, spesso nelle foreste di mangrovie, nelle Filippine e le Isole Molucche. Molto apprezzato in coltura, ha dato origine a vari ibridi © G. Mazza

La specie è originaria delle Filippine e Isole Molucche dove cresce epifita, spesso nelle foreste di mangrovie, a basse altitudini.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico è l’aggettivo latino “taurinus, a, um” = di toro, con riferimento ai fiori che somigliano alla testa di un toro.

Nomi comuni: bull orchid, bullface orchid (inglese).

Il Dendrobium taurinum Lindl. (1843) è una specie epifita con pseudobulbi cilindrici leggermente compressi, fino ad oltre 1,5 m di lunghezza e 1,5-2,5 cm di diametro, provvisti nella metà superiore di foglie oblungo-ellittiche, di 6-15 cm di lunghezza e 4-5 cm di larghezza, coriacee, di colore verde scuro lucido.

Infiorescenze racemose dai nodi superiori, erette, lunghe 10-50 cm, portanti numerosi fiori di circa 6 cm di diametro con sepali bianco crema o bianco verdastri, petali da lavanda a porpora scuro e labello bianco soffuso di porpora ai margini. Sepalo dorsale pressoché triangolare con apice appuntito ricurvo, lungo circa 3 cm e largo 1 cm, sepali laterali triangolari con apice appuntito ricurvo, lunghi 4 cm e larghi 1,5 cm, fusi insieme alla base della colonna a formare una sorta di sperone (mentum) conico lungo fino a 2 cm.

Petali lineari, eretti, ritorti, lunghi circa 4 cm, labello trilobato, lungo 3,5 cm e largo 2,5 cm, percorso alla base da tre lamelle, con lobo mediano con margine crespato.

Si riproduce per seme, in vitro, micropropagazione e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie apprezzata dai collezionisti per le delicate sfumature di colore dei suoi fiori di lunga durata, 4-6 settimane, e ampiamente utilizzata nelle ibridazioni, richiede elevata luminosità, temperature medio-alte in estate, 24-32 °C, con umidità del 70-85%, temperature mediamente più fresche in inverno, con minime notturne non inferiori a 16 °C; fondamentale in tutte le stagioni un costante movimento dell’aria. Durante il periodo di crescita degli pseudobulbi le innaffiature devono essere regolari e abbondanti, più diradate in inverno fino alla ripresa vegetativa, utilizzando per le innaffiature e nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata. Le concimazioni, durante il periodo vegetativo, opportunamente distribuite ed alternate in modo da evitare accumulo di sali, vanno effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ½- ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

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Gli pseudobulbi possono superare il metro e mezzo e le infiorescenze i 50 cm. Il fiore, visto qui di fronte e di lato, ha circa 6 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Viene solitamente coltivata in vaso, preferibilmente di argilla, con composto particolarmente drenante e aerato che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) o carbone di media pezzatura, con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio; può anche essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti. Trapianti e rinvasi, quando necessari, vanno effettuati alla ripresa vegetativa, segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Callista taurina (Lindl.) Kuntze (1891); Durabaculum taurinum (Lindl.) M.A.Clem. & D.L.Jones (2002).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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