Dendrobium williamsianum

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Dendrobium williamsianum è un’epifita della Nuova Guinea con pseudobulbi cilindrici eretti, lunghi fino a circa 60 cm. Rara in coltura, ha dato però origine a vari ibridi © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Nuova Guinea dove cresce prevalentemente nelle savane a basse altitudini, con clima caratterizzato da una lunga stagione secca.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “δένδρον” (dendron) = albero e “βίος” (bios) = vita, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; la specie è dedicata al vivaista e collezionista inglese Benjamin Samuel Williams (1824-1890).

Il Dendrobium williamsianum Rchb.f. (1878) è una specie epifita con pseudobulbi cilindrici eretti, lunghi fino a circa 60 cm, provvisti di foglie persistenti alterne, distiche, oblunghe, di 5-7 cm di lunghezza, di colore verde chiaro lucido.

Infiorescenze racemose erette o arcuate dai nodi superiori degli pseudobulbi maturi, lunghe fino a circa 30 cm, con 6-12 fiori di 5-7 cm di diametro con sepali oblunghi di colore bianco o bianco lievemente soffuso di viola pallido, i due inferiori più larghi del dorsale, dilatati e fusi insieme alla base della colonna a formare una sorta di corto sperone (mentum) conico.

Petali obovati di colore leggermente più intenso dei sepali, labello oblungo con apice piuttosto squadrato e ricurvo di colore porpora violetto intenso con margini biancastri, percorso alla base da tre lamelle erette di colore ancora più scuro.

Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie piuttosto rara in coltivazione dai fiori attraenti di lunga durata, 6-7 settimane, che ha dato origine a numerosi ibridi.

Richiede elevata luminosità, temperature medio-alte durante la crescita degli pseudobulbi, 24-32 °C, leggermente più fresche durante la stasi vegetativa, con minime notturne non inferiori a 15 °C, e umidità medio-alta, 60-80%, con un continuo movimento dell’aria.

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Le infiorescenze racemose raggiungono i 30 cm, con 6-12 fiori di 5-7 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Innaffiature regolari e abbondanti, dalla tarda primavera a inizio autunno, pressoché sospese in autunno-inverno fino alla ripresa vegetativa.

Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata, per le concimazioni sono preferibili prodotti bilanciati idrosolubili con microelementi, a metà dose o meno di quella consigliata sulla confezione, da effettuare esclusivamente quando gli pseudobulbi sono in crescita.

Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti, oppure coltivata in vasi e canestri utilizzando un composto particolarmente drenante e aerato che può essere costituito da fibra di cocco o frammenti di corteccia (bark) e carbone di media pezzatura, con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio.

I trapianti e rinvasi, quando necessari, vanno effettuati all’apparire delle nuove radici che segnalano la ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Durabaculum williamsianum (Rchb.f.) M.A.Clem. & D.L.Jones (2002).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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