Dendrocygna guttata

Famiglia : Anatidae

 

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

   

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La Dendrocygna guttata, scoperta e descritta solo a partire dal 1852, è la meno nota del gruppo © Giuseppe Mazza

La Dendrocigna guttata o Anatra fischiante macchiata o Dendrocigna macchiata ( Dendrocygna guttata - Schlegel 1866) è probabilmente la meno conosciuta delle anatre facenti parte del gruppo denominato “dendrocigne” , appartiene all’ordine degli Anseriformi (Anseriformes), alla famiglia degli Anatidi (Anatidae).

Il nome del genere Dendrocygna deriva dal greco “dendron”= albero e dal latino “cygnus”= cigno e quindi significa “cigno arboreo” in riferimento alle abitudini arboricole della maggior parte delle specie appartenenti a questo genere e in riferimento all’aspetto peculiare di queste anatre che in qualche modo ricordano dei piccoli cigni.

Il nome della specie “guttata” deriva dal latino “guttatus” = punteggiato, screziato, macchiato in riferimento alle evidenti macchie rotondeggianti bianche presenti sui lati del corpo di quest’anatra.

Zoogeografia

Questa specie occupa un piuttosto esteso areale insulare che si estende dalle Indie Orientali (Filippine del sud, parte centrale dell’Indonesia) alla Nuova Guinea. La popolazione ha recentemente colonizzato l’Australia con una piccola popolazione residente a Weipa sulla costa occidentale della penisola di Capo York.

Ecologia-Habitat

In genere frequenta ambienti paludosi, acquitrini, laghi e stagni. Le zone umide predilette sono quelle caratterizzate da alberi e alberelli sparsi lungo le rive e che permettono a queste anatre di appollaiarsi in prossimità e sopra l’acqua. Essendo probabilmente la specie di dendrocigna maggiormente arboricola, le coppie nidificanti, per la deposizione, dipendono dalla presenza di alberi di discrete dimensioni cresciuti in prossimità dell’acqua e dotati di cavità idonee.

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Sconfinata di recente in Australia, frequenta paludi, laghi e stagni delle Filippine, Indonesia e Nuova Guinea © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

La differenza fra maschio e femmina non è certo evidente in questo genere di anatidi ( Dendrocygna spp. ), anche se talvolta gli atteggiamenti e le forme più appesantite e arrotondate (del basso ventre) delle femmine pre-deposizione (o che depongono) possono consentire di distinguerle ad un “occhio esperto”.

Queste anatre hanno una conformazione particolare: collo e zampe allungati, grandi piedi palmati provvisti di unghie robuste e puntute, hanno postura ben eretta con tronco maggiormente vertica- lizzato per essere delle anatre, la loro camminata piuttosto “alzata dal terreno” è elegante, fine e graziosa.

Ali piuttosto corte, larghe, tondeggianti con primarie e secondarie di lunghezza simile caratterizzano il genere.

Alcune specie hanno i vessilli interni delle penne primarie esterne fortemente frastagliati e dentellati; essi emettono vibrazioni in volo e generano distintivi fischi o ronzii meccanici che possono essere specie specifici. In volo, le dendrocigne, tengono testa e collo leggermente bassi ed estesi in avanti, questa postura le fa apparire un po’ gobbe. Le zampe, lunghe( più della coda che è piuttosto corta), fanno sembrare che in volo abbiano una lunga coda appuntita.

Hanno un volo con battiti delle ali piuttosto rallentati e profondi, il volo è un po’ sfarfallante e molto bello. Molte specie volano anche con scarsa luminosità (anche di notte). La dendrocigna guttata sembra vagamente una miniatura della dendrocigna di Cuba o dendrocigna arborea ( Dendrocygna arborea ).

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Collo e zampe allungati e grandi piedi palmati con robuste unghie puntute © Giuseppe Mazza

Ha una lunghezza di circa 42-50 cm, l’apertura alare sui 85-95 cm ed un peso di circa 600-850 g.

Quest’anatra è chiamata dendrocigna macchiata o dendrocigna maculata per le caratteristiche e grandi macchie tondeggianti bianche presenti lateralmente sulle penne dei fianchi, del petto e del collo; ma la maculatura non è sempre evidente negli esemplari osservati da lontano.

Nell’insieme ha una livrea poco appariscente costituita da varie tonalità di marrone. Le macchie più grandi, maggiormente bianche e bordate di scuro sono quelle dei fianchi; le macchie del collo e del petto sono più piccole e più sfumate, fino a scomparire.

Le penne copritrici dorsali sono colore marrone scuro bordate di bruno-rossiccio. Il petto, soprattutto lateralmente, è sfumato di rossiccio. La gola, le guance e la primissima parte del collo in continuazione della testa, sono di colore grigio pallido con sfumature più biancastre a livello di guancia ventrale-sottogola e con sfumature marrone scuro a livello di occhio che è attraversato da una corta striscia scura. Il ventre è colore cannella biancastro con leggera macchiettatura accennata e sfumata. Sulla testa, che ha largo vertice marrone scuro-nerastro, è presente un piccolo e poco evidente ciuffetto di penne tenuto spesso parzialmente eretto e che si interrompe bruscamente (quando sollevato). Le penne delle ali, della coda ed il sotto-ala sono bruno scuri.

Il becco, piuttosto massiccio, ha colorazione grigio scura con sottocolorazione rosa o chiazzata di rosa (in alcuni esemplari il rosa è più chiaro ed evidente). Le zampe sono colore grigio scuro sfumate di carnicino-rosa scuro.

Gli occhi, espressivi, hanno iridi marroni scure. I sessi sono simili. I giovani hanno livree più opache e meno maculate rispetto agli adulti.

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Sedentaria, confidente, abile nuotatrice, ama i rami ed i tronchi che emergono dall’acqua © Giuseppe Mazza

Etologia-Biologia riproduttiva

Questa specie di dendrocigna è la meno conosciuta del proprio genere anche per il fatto di essere stata l’ultima delle specie appartenenti al genere Dendrocygna ad essere stata scoperta e descritta a partire dal 1852.

E’ un’anatra sedentaria ed ha un carattere che può essere confidente e talvolta quasi audace. Questa dendrocigna normalmente emette meno vocalizzi rispetto alle altre specie del proprio genere, anche se coppie tenute in cattività in realtà si sono dimostrate essere molto rumorose.

Quando volano, le dendrocigne guttate, emettono un forte e caratteristico fruscio-ronzio-fischio generato dal veloce passaggio di aria attraverso le profonde smarginature delle penne remiganti primarie.

Questa specie è un’abile nuotatrice e tuffatrice subacquea potendo rimanere sott’acqua per 20 secondi e più; quando si immerge effettua, con forza, un tuffo in avanti tenendo le ali premute fortemente contro il corpo. Sono anatre che amano sostare e riposare appollaiate sulle rive ombreggiate, sui rami e gli alberi con struttura orizzontale sporgenti sull’acqua, sui tronchi che emergono dalle acque e sulla vegetazione galleggiante e fluttuante. Vivono spesso in coppia o in piccoli gruppi anche misti con altre specie d’anatra.

Come le altre specie del medesimo genere possono avere l’abitudine di nutrirsi e di riposarsi in gruppo pur non essendo inclini a formare grandissimi stormi e grandi concentrazioni di esemplari, tipici delle altre specie di dendrocigne. Comunque, anche per questa specie, sono stati osservati stormi anche di centinaia di esemplari che, quando la luce del giorno cala o anche ben oltre il tramonto, possono volare radunandosi sulle cime di alberi ad alto fusto ritenuti idonei per il riposo notturno; lo stesso numero di animali, il mattino, possono dirigersi nelle medesime aree di pastura.

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Le coppie sono spesso stabili e nidificano nelle cavità degli alberi che crescono lungo le sponde © Giuseppe Mazza

L’alimentazione è simile a quella delle altre specie di dendrocigna e cioè onnivora potendosi nutrire sia di piante acquatiche che di piante e loro semi che crescono sulle sponde ed integrando la dieta soprattutto con invertebrati, in particolare molluschi, e piccoli animaletti vari.

La stagione riproduttiva è piuttosto lunga ed inizia probabilmente all’inizio della stagione delle piogge in settembre; covate con anatroccoli neonati sono state registrate, nel sud della Nuova Guinea, tra dicembre ed aprile. I legami di coppia sembrano essere piuttosto duraturi.

La covata è costituita da 8-15 uova di colore bianco-avorio-crema e l’incuba- zione dura circa 25-28 giorni. Gli anatroccoli hanno colorazione marrone scura con parti ventrali giallastre; gialle sono anche due linee sul dorso, delle linee in corrispondenza delle ali e delle ampie linee laterali della testa e sopraciliari che determinano una colorazione che ricorda un bombo ( Bombus spp. ). I giovani raggiungono l’età dell’involo e l’indipendenza a circa 45-50 giorni d’età.

La specie risulta abbastanza ben presente nel proprio areale; numerosa in alcune parti dell’Indonesia ed è tra i più comuni uccelli selvatici della Nuova Guinea. Nonostante ciò la perdita di zone umide a causa di un tipo di agricoltura intensiva è preoccupante; viceversa la specie non sembra, per fortuna, essere sottoposta ad intensa pressione venatoria.

La popolazione si stima essere di 1-2 decina/e di migliaia di individui. Nonostante la dendrocigna guttata, come tutte le dendrocigne, sia una specie graziosa ed accattivante da allevare, risulta essere ancora piuttosto scarsa negli aviari ornamentali.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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