Dendrocygna viduata

Famiglia : Anatidae

 

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

 

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La Dendrocygna viduata è di casa in Sud America, Africa e Madagascar © Mazza

La Dendrocigna faccia bianca ( Dendrocygna viduata – Linnaeus 1766) è una bella anatra afferente al gruppo denominato “dendrocigne”. Appartiene all’ordine degli Anseriformi (Anseriformes), alla famiglia degli Anatidi (Anatidae), al genere Dendrocygna ed alla specie Dendrocygna viduata.

Il nome del genere “dendrocygna” deriva dal greco “dendron”= albero e dal latino “cygnus”= cigno e quindi significa “cigno arboreo” in riferimento alle abitudini arboricole di alcune delle specie appartenenti a questo genere e in riferimento all’aspetto peculiare di queste anatre che in qualche modo ricordano dei piccoli cigni. Il nome della specie “viduata” viene dal latino “vidua”= vedova, in lutto in riferimento alla parte nera-scura della livrea.

Zoogeografia

Questa specie ha una peculiare distribuzione essendo presente in America del Sud e in Africa (e in Madagascar) e nonostante l’ampia separazione transatlantica, le due popolazioni, non sono geneticamente differenti. Nonostante tra le ipotesi dei primi naturalisti ci fosse quella che le dendrocigne faccia bianca fossero state introdotte nel Nuovo Mondo dai mercanti di schiavi, si suppone, più verosimilmente, che la specie dall’Africa abbia colonizzato l’America emigrando spontaneamente attraverso l’Atlantico.

Ecologia-Habitat

La specie frequenta diversi habitat acquatici e terrestri dal livello del mare agli 8500 metri delle Ande orientali. La specie predilige le zone umide e le campagne aperte evitando, normalmente, le foreste e le aree boscose. E’ uno dei più abbondanti uccelli africani ed è talvolta considerato un animale nocivo, per la sua frequentazione di risaie, nell’Africa dell’ovest. La popolazione africana, assieme a quella del Madagascar, è stimata essere di 2-3 milioni d’individui. Decine di migliaia di individui si riuniscono in Uruguay e la specie è molto numerosa anche in Venezuela, Brasile, Bolivia e Colombia. Ciononostante , la specie, è rara in parti del Costa Rica, e dai primi anni del 1940 è scomparsa del tutto da Panama.

Morfofisiologia

E’ un’anatra lunga circa 38-45 cm e ha un peso attorno ai 500-800 g. Ha la classica forma degli anatidi appartenenti al suo genere e quindi: collo e zampe lunghe, postura piuttosto verticale e slanciata, andatura “staccata dal suolo” elegante e graziosa.

La specie è caratterizzata dall’avere la faccia ampiamente bianca. Tale bianco, che continua nel sottogola in modo continuativo o come macchia dopo una linea nera, contrasta fortemente con il nero del resto della testa e della prima porzione del collo. La faccia bianca, in alcuni esemplari e soprattutto nelle parti del vertice, può essere “contaminata” di giallastro. Nere sono anche le ali, la groppa, le cosce, la coda e la parte centrale del ventre. La parte distale del collo e il petto sono di un colore marrone-rossiccio bello e acceso.

I lati del corpo sono finemente barrati, prossimalmente di cannella e marrone-nero opaco e poi, progredendo posteriormente, di bianco e nero. Le penne dorsali e copritrici sono di colore marrone scuro bordate di marroncino-cannella.

I sessi sono simili. Hanno ali larghe con le quali possono compiere voli di precisione e buone virate; l’andatura , in volo, è un po’ sfarfallante, il volo non è invece particolarmente veloce. Le ali hanno remiganti nere, grandi copritrici colore nero-lavagna e piccole copritrici dello stesso marrone vivace del petto-collo e gradualmente sfumate in cannella-cuoio andando verso il tronco. Tutte le penne del sotto ala sono nere.

Il becco, di dimensioni importanti, è di colore nero-lucido con una fascia sub-terminale grigiastra (in alcuni esemplari possono esserci altre parti grigiastre soprattutto attorno alle narici) e le zampe sono color grigio ardesia. L’occhio è bruno scuro ed ha rima palpebrale nera, da lontano l’occhio sembra nero-lucido. I giovani hanno facce grigiastre e il marrone del petto più opaco.

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Nuota, come tutte le dendrocigne, in linea retta e può vantare stormi di migliaia d’individui © Giuseppe Mazza

Etologia-Biologia riproduttiva

Specie abbastanza tranquilla durante il giorno, durante la ricerca del cibo diventa più loquace.

Ha abitudini prevalentemente crepu- scolari o notturne pur alimentandosi, soprattutto nel periodo invernale, anche di giorno.

Le dendrocigne faccia bianca sono meno inclini ad appollaiarsi sugli alberi rispetto ad altre specie congeneri; passano gran parte della giornata ad oziare, in gran numero di esemplari, su piane fangose o banchi di sabbia. In comune con altre specie di dendrocigne ha il fatto di nuotare secondo linee rette.

Negli llanos del Sud America, spesso si radunano in immensi stormi di migliaia di individui. In questi ambienti, la specie, è talmente confidente da non fuggire nemmeno di fronte a colpi di fucile.

Tale specie spesso si aggrega a gruppi di specie affini come la Dendrocigna fulva ( Dendrocygna bicolor ) e la Dendrocigna autunnale o dal ventre nero (Dendrocygna autumnalis) anche se le differenti specie, all’interno dei grandi stormi, tendono a rimanere “sotto-divise” in piccoli gruppi conspecifici.

Le dendrocighe faccia bianca talvolta stazionano, durante il giorno, sulle spiagge dell’oceano Indiano nuotando anche in mare per attraversare larghe insenature. La specie può compiere movimenti locali in cerca d’acqua ma è inusuale che compia movimenti superiori a 200 km circa.

Quando le dendrocigne faccia bianca sono in volo vocalizzano quasi di continuo emettendo forti fischi striduli e ripetuti; quando volano di notte o al crepuscolo è facile avvertire il passaggio di stormi, senza vederli, proprio per i continui graziosi vocalizzi. I componenti della coppia, e anche più esemplari contemporaneamente, passano del tempo ad effettuarsi reciproci dolci grooming alla testa e al collo utilizzando i becchi. Questa pratica ha anche la funzione di rafforzare i legami di coppia e tra gli esemplari che si frequentano.

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Entrambi i genitori proteggono la prole, anche fingendo l’ala spezzata per distogliere i predatori © Giuseppe Mazza

Le dendrocigne faccia bianca solitamente si riproducono durante la stagione delle piogge. I nidi possono essere ubicati in cavità degli alberi e del terreno, in basse forcelle di alberi che crescono vicino alle rive o sono solitamente ben nascosti e celati nell’erba alta o nei canneti. I nidi possono anche essere realizzati a una certa distanza dall’acqua o più frequentemente in ambienti paludosi dove l’allungata vegetazione palustre viene abbassata a costituire una sorta di cupola protettiva dei nidi stessi.

La copula avviene normalmente in acqua anche se talvolta, in acque poco profonde, le anatre si accoppiano in piedi. La covata è costituita da 8-15 uova piuttosto tondeggianti e di colore bianco-avorio. La cova è di circa 24-25 giorni. I legami di coppia sono piuttosto stabili e duraturi.

Gli anatroccoli hanno una livrea macchiata marrone-scuro alternata a pezzature giallastro-crema: la testa ha il vertice e una linea passante attraverso gli occhi di colore marrone scuro con sopraccigli , guance e collo giallastri. Chiari-giallastri sono anche petto e ventre. Giallastre sono anche 4 macchie poste sul dorso marrone, i fianchi e due linee delle ali. Entrambi i genitori sono molto protettivi nei confronti della prole e tendono a nascondere gli anatroccoli in ambienti coperti fino a circa 8 settimane d’età, periodo durante il quale acquisiscono la capacità di volo. Quando una famiglia di dendrocigne si sente minacciata, i piccoli si immergono ed i genitori sbattono rumorosamente le ali sopra il pelo dell’acqua fingendo di avere un’ala spezzata. Tale comportamento ha lo scopo di tentare di attrarre l’attenzione, dell’eventuale predatore, su di se in modo da distogliere l’attenzione dalla prole.

In Sud America molte uova vengono predate dai caracara e molti anatroccoli vengono catturati e mangiati da Jabiru ( Jabiru mycteria ), cicogne maguari ( Ciconia maguari ) e caimani.

La dendrocigna faccia bianca è molto apprezzata tra gli allevatori ed è abbastanza diffusa negli aviari e nelle collezioni del vecchio e nuovo mondo. In cattività bisogna fare attenzione perché le varie specie di dendrocigna possono facilmente incrociarsi tra di loro.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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