Dillenia indica

Famiglia : Dilleniaceae

Testo © Pietro Puccio

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Presente in India, Cina e Sud-Est asiatico, la Dillenia indica, raggiunge i 25 m d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina (Yunnan), India, Indonesia, Malaysia, Sri Lanka, Tailandia e Vietnam dove cresce nelle foreste umide sempreverdi prevalentemente lungo le rive dei fiumi.

Il genere è dedicato al botanico tedesco Johann Jacob Dillen (latinizzato in Dillenius) (1687-1747); il nome specifico latino “indica” = dell’India fa riferimento ad uno dei luoghi di origine.

Nomi comuni: chulta, dillenia, elephant-apple, hondapare tree (inglese); chalta (bengalese); babau, graine bourrique, pomme d’éléphant (francese); chilta, girnar, karambel, hondapara, outenga (hindi); fruta-estrela, árvore-da-pataca, árvore-do-dinheiro, bolsa-de-pastor, dilênia, flor-de-abril, maçã-de-elefante (portoghese); manzano de los elefantes (spagnolo); chalthafrucht, elephantenapfel, indischer rosenapfel (tedesco).

La Dillenia indica L. (1753) è un albero sempreverde, o semisempreverde, dalla chioma tondeggiante, alto fino a circa 25 m con corteccia liscia di colore bruno rossastro che si sfalda; i rami giovani sono tomentosi. Presenta foglie di colore verde intenso, lucide superiormente, alterne, solitamente raggruppate all’apice dei rami, di forma ellittico-oblunga o obovato-oblunga, di 15-40 cm di lunghezza e 7-14 cm di larghezza con nervature laterali parallele prominenti e margini dentati; i piccioli, lunghi 2-6 cm, sono scanalati e pubescenti alla base.

I fiori sono solitari, terminali, pendenti su un peduncolo lungo circa 8 cm, grandi, fino a circa 20 cm di diametro, con cinque sepali tondeggianti, concavi, spessi e carnosi, lunghi 4-6 cm, di colore verde pallido. La corolla, formata da cinque petali obovati bianchi, lunghi 7-10 cm e larghi 6-8 cm, circonda numerosi stami gialli che formano una massa compatta su cui spiccano i bianchi stili lanceolati, disposti radialmente, lunghi circa 2,5 cm. Il frutto è un frutto aggregato di 5-15 cm di diametro che deriva dall’ingrossamento di più ovari, 15-20, con i sepali carnosi persistenti, indeiscente (non si apre a maturità), con 5 o più semi reniformi di colore bruno per ovario. Si riproduce facilmente per seme, che germina in circa un mese a 20-25 °C, e per talea; da seme la prima fruttificazione avviene dopo 8-10 anni.

Specie molto ornamentale per il fogliame, i grandi e profumati fiori e i frutti globosi, è spesso utilizzata come albero da ombra in parchi e giardini. E’ coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale, con temperature minime che è bene non scendano sotto +10 °C, anche se può sopravvivere, per breve periodo, a temperature intorno a -2 °C.

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Albero frondoso e ornamentale, con fiori profumati, frequente nei giardini dei tropici. Le foglie, la corteccia e i frutti hanno virtù medicinali © Giuseppe Mazza

Preferisce terreni sabbiosi, neutri o acidi, mantenuti umidi, se tenuta a secco in inverno può perdere le foglie.

I sepali carnosi, dal gradevole sapore acidulo, vengono consumati crudi o cotti, o utilizzati per preparare marmellate e gelatine e per aromatizzare il curry; anche i frutti vengono consumati, sia pure in misura minore e per lo più cotti, avendo un sapore decisamente acidulo, sono leggermente lassativi per cui è prudente non abusarne. Le foglie, la corteccia e i frutti sono utilizzati nella medicina tradizionale principalmente come antinfiammatori; il succo del frutto è utilizzato per preparare sciroppi per la tosse e miscelato con acqua e zucchero per abbassare la febbre, la corteccia per cataplasmi nelle artriti.

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I frutti, dal gradevole sapore acidulo, raggiungono anche i 15 cm di diametro. Derivano dall’ingrossamento di 15-20 ovari con sepali carnosi persistenti © Giuseppe Mazza

Studi di laboratorio hanno evidenziato anche una attività antileucemica degli estratti dei frutti, dovuta probabilmente alla presenza di acido betulinico.

Il legno è compatto e resistente ed ha un moderato uso nelle costruzioni e per fabbricare casse, compensato ed altri oggetti.

Sinonimi: Dillenia speciosa Thunb. (1791); Dillenia elongata Miq. (1858).

 

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