Dracaena sanderiana

Famiglia : Asparagaceae

Testo © Pietro Puccio

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Un bancale di Dracaena sanderiana pronte per la vendita © Giuseppe Mazza

La Dracaena sanderiana hort. Sander ex Mast. (1893) è originaria delle foreste pluviali dell’Africa tropicale (Camerun e Gabon).

Il nome generico deriva dal greco “drakàina” che è il femminile di drago; la specie è dedicata al famoso collezionista e vivaista tedesco Henry Frederick Conrad Sander (1847 – 1920) che operò in Inghilterra e Belgio.

Nomi comuni: “chinese water bamboo“, “belgian evergreen”, “friendship bamboo”, “lucky-bamboo”, “lucky bamboo”, “ribbon dracaena”, “ribbonplant”, “ribbon plant”, “water bamboo” (inglese); “bambou d’eau”, “bambou porte-bonheur”, “canne chinoise”, “canne de Chine”, “dracaena de Chine” (francese); “bambú de la suerte”, “dracena de Camerún”, “drácena sanderiana”, “lucky bamboo”, “lucky bambú” (spagnolo); “glücksbambus”, “panas- chierter drachenbaum” (tedesco); “bambú-da-sorte”, “lucky bamboo” (portoghese).

Specie sempreverde con fusti sottili, circa 15 mm di diametro, legnosi, eretti, alti fino a 1,5 - 2 m, di colore verde per lungo tempo, che presentano agli apici ciuffi di foglie lanceolate, piuttosto distanziate tra loro e ricurve, lunghe fino a circa 25 cm e larghe 4-6 cm, di colore interamente verde lucido o con vistosa striscia gialla o bianco crema ai bordi. Le infiorescenze sono terminali, piccole ed erette, e portano fiori giallastri cui seguono piccole bacche globose di colore arancio contenenti 1-3 semi. Si propaga facilmente per porzione di fusto.

Specie coltivata a scopo ornamentale, in particolare nelle varietà a foglia variegata, nelle zone tropicali e subtropicali umide in posizione preferibilmente ombreggiata; se ne può tentare la coltivazione in posizione riparata nelle zone temperato calde, anche se già con temperature prossime a 0 °C le foglie si danneggiano.

Può essere coltivata in vaso per la decorazione degli interni nel modo classico, ma negli ultimi anni questa specie è stata, e lo è tuttora, al centro di un vasto fenomeno commerciale e di costume, grazie anche alla sua resistenza a condizioni ambientali poco propizie, in cui vengono utilizzati porzioni di fusto di varia altezza, diritti o artificialmente incurvati, riuniti in composizioni di varia forma ed immersi in contenitori pieni d’acqua, dove riescono a radicare e produrre piccoli ciuffi di foglie, che se si ha l’accortezza di rinnovare l’acqua periodicamente e posizionare in luogo luminoso, possono durare a lungo.

Sinonimi: Dracaena braunii Engl. (1892); Pleomele braunii (Engl.) N.E.Br. (1914); Pleomele sanderiana (Sander) N.E.Br. (1914).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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