Dryobalanops sumatrensis

Famiglia : Dipterocarpaceae

Testo © Pietro Puccio

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Dalla Dryobalanops sumatrensis si estraggono i cristalli di borneolo. Oggi è Critically Endangered © Mazza

La specie è originaria dell’Indonesia (Kalimantan e Sumatra) e Malaysia Peninsulare dove cresce nelle foreste pluviali in limitate aree costiere, rappresentando spesso la specie dominante, su pendici collinari fino a circa 350 m di altitudine, preferibilmente su suoli sabbiosi o pietrosi.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “drys, dryos” = quercia, “balanos” = ghianda e “opsis” = aspetto, con riferimento ai frutti simili a ghiande; il termine specifico latino “sumatrensis” = di Sumatra, fa riferimento a uno dei luoghi di origine.

Nomi comuni: Borneo camphor, Borneo camphorwood, Malay camphor, Sumatra camphor (inglese); bingpian, ping p’ien (cinese); kapur (malese); camphrier de Bornéo (francese); canfora del Borneo (italiano); cânfora-de-bornéu (portoghese).

La Dryobalanops sumatrensis (J.F.Gmel.) Kosterm. (1988) è un albero sempreverde resinoso, alto fino ad oltre 60 m, con tronco cilindrico del diametro fino a circa 2 m con contrafforti basali e corteccia bruno rossiccia che tende a sfaldarsi nelle piante adulte.

Le foglie, su un picciolo lungo 0,5-1 cm, sono alterne, semplici, coriacee, pressoché ovate con apice lungamente appuntito, di 4-9 cm di lunghezza e 3-6 cm di larghezza. Infiorescenze a pannocchia lunghe 7-9 cm portanti fiori bisessuali bianchi, di circa 3 cm di diametro, con 5 sepali lanceolati con apice ottuso e 5 petali oblunghi con apice appuntito.

I frutti, contenenti un solo seme, sono indeiscenti, ovoidi, di circa 3 cm di lunghezza e 1,5 cm di diametro, con pericarpo legnoso, che al momento della germinazione si apre in tre valve, con calice persistente a forma di coppa che circonda parzialmente la base e 5 ali lunghe 4-6 cm, derivanti dalla crescita dei sepali, che ne favoriscono la dispersione tramite il vento. Si riproduce per seme che germina in 5-8 giorni alla temperatura di 26-28 °C.

Specie vigorosa e di veloce crescita coltivabile nelle zone tropicali e subtropicali umide in pieno sole, tranne nella fase giovanile quando necessita di un leggero ombreggiamento.

L’albero fornisce un’oleoresina secreta in cavità nel tronco e che solitamente essuda dalla corteccia, chiamata olio di Borneo o di canfora, da non confondere con quello che si estrae dal Cinnamomum camphora, e cristalli di borneolo, composto organico dall’odore simile a quello della canfora, che si depositano in fessure verticali nel tronco, oggetto di un fiorente commercio a partire dal Medio Evo, usati in profumeria e sopratutto nella medicina tradizionale e aromaterapia, sostituiti in tempi moderni da prodotti di sintesi.

Il legno è di media durezza e discreta durata, resistente agli attacchi fungini, di colore da giallastro a bruno rossiccio dopo esposizione alla luce, con un odore di canfora che permane a lungo, utilizzato variamente nelle costruzioni, per imbarcazioni, mobili di qualità, infissi e falegnameria in genere. La specie si è rivelata particolarmente adatta alla riforestazione di zone degradate.

A causa dei tagli indiscriminati per recuperare i cristalli di borneolo la sua popolazione si è ridotta notevolmente e per tale motivo nel 1998 è stata inserita dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) nella lista rossa delle specie minacciate di estinzione come “Critically Endangered”.

Sinonimi: Laurus sumatrensis J.F. Gmel. (1791); Dryobalanops aromatica C.F.Gaertn. (1805); Dryobalanops camphora Colebr. (1816); Dipterocarpus teres Steud. (1840); Dryobalanops junghuhnii Becc. (1902); Dryobalanops vriesii Becc. (1902).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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