Ducula spilorrhoa

Famiglia : Columbidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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La Ducula spilorrhoa o Piccione imperiale dello stretto di Torres, ha l’epicentro del suo areale di diffusione a cavallo di questo restringimento terrestre che separa il continente australiano dalla Nuova Guinea e l’arcipelago indonesiano.Il sud del Queensland è il limite meridionale della specie © Gianfranco Colombo

Il Piccione imperiale dello stretto di Torres ( Ducula spilorrhoa - Gray, 1858 ) appartiene all’ordine dei Columbiformes ed alla famiglia dei Columbidae e fa parte del gruppo delle Ducula, un genere che ha subito in questi ultimi decenni una profonda riclassificazione tassonomica.

Un lavoro non ancora terminato e non sempre condiviso che ha visto una sua iniziale riclassificazione da sottospecie della Ducula bicolor a specie a se stante, nella quale sono state poi identificate altre sottospecie che alcuni vogliono a loro volta considerare a livello di specie. Insomma una situazione alquanto fluida e che subirà sicuramente nel futuro altre modifiche.

Tutti questi colombi sono considerati appartenenti al gruppo dei piccioni imperiali, un raggruppamento che abita un ampio territorio insulare composto da un numero esorbitante di isole ed isolotti e sulle quali spesso si sono sviluppate specie e sottospecie molto simili. Il nome comune imperiale deriva dal suo portamento altezzoso ed elegante che gli hanno fatto meritare un tale apprezzamento e lo hanno addirittura distinto anche fra gli appartenenti la stessa famiglia che già sono espressione naturale dell’eleganza e della raffinatezza.

Anche l’etimologia del nome scientifico è stata determinante nella denominazione comune di questo uccello. Il genere Ducula ha origine latina e deriva da “dux-ducis” = capo, divenuto poi duce, kaiser, duca, duke, ducula che ha portato poi al nome volgare di imperiale dato sia in italiano che nel mondo anglosassone.

Il termine che identifica la specie spilorrhoa è di origine greca e nasce dalla composizione del termine “spilos” = macchia, con “orrhos” = sedere, con un preciso riferimento a quelle caratteristiche che lo distinguono dalla specie alla quale prima era assegnato.

Questo uccello è chiamato in moltissimi modi nei luoghi dove vive, da Piccione della noce moscata a Piccione imperiale australiano, da Piccione dello stretto di Torres a Piccione bianco della noce moscata e solo con questi appellativi, si potrebbe già immaginare le caratteristiche ed il luogo dove vive.

In Australia questo volatile fino a pochi decenni fa era oggetto di una accanita caccia sia per la bontà delle carni ma ancor più perché ritenuto causa di danni alle sempre crescenti colture nel territorio del Queensland. Come accadeva per il piccione migratore del Nord America ( Ectopistes migratorius ), stormi immensi coprivano il cielo di Cairns nella penisola di York, durante i raduni serali nei dormitori comuni. Si vedevano arrivare alti da ogni direzione e piombare in queste boscaglie per passarvi la notte ma i cacciatori erano in attesa per farne dei veri e propri macelli. Ben si sa la fine che ha fatto la colomba americana per l’intensa caccia alla quale fu assoggettata tanto da portarla giusto un secolo orsono, il 1° di settembre del 1914, alla definitiva estinzione.

Il nostro piccione ha invece potuto riprendersi, dopo intense lotte protezionistiche che hanno drasticamente vietata tale distruzione ed ora è tornato a numeri sufficienti per garantirsi un prospero futuro. Una semplice passeggiata sull’Esplanade di Cairns, quel lungo ed incantato giardino affacciato sull’oceano ed ecco apparire magicamente sugli alberi tutti intorno ed in buon numero, questo magnifico ed elegante piccione.

Alcuni nomi europei dati a questo uccello sono: in inglese Torresian Imperial pigeon, in tedesco Kaiserfruchttaube, in francese Carpophage argenté, in spagnolo Ducula australiana ed un simpatico Papuasodegurobato in giapponese.

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Ingoiano anche frutti interi di grosse dimensioni data l’ampia apertura della bocca ed un gozzo molto capiente, con pietruzze scelte ad arte per triturare il cibo © Gianfranco Colombo

Zoogeografia

Già da alcuni nomi volgari si può facilmente intendere qual è l’areale occupato da questo colombo. Il piccione dello stretto di Torres ha l’epicentro del suo areale proprio a cavallo di questo restringimento terrestre che divide il continente australiano dalla Nuova Guinea e dall’arcipelago indonesiano. Occupa inoltre una serie infinita di piccole isole e minuscoli arcipelaghi, quali le Trobriand, le Woodlark, le Louisiade , le Aru e le coste nord est dell’Australia e parte del North West Territory. La costa sud del Queensland è il limite meridionale estremo di questa specie. Fra la quarantina di specie classificate ad oggi nel genere Ducula, il piccione di Torres è fra quelle con l’areale molto limitato e quindi più soggetto ad eventuali ripercussioni negative nel caso di modifiche od interventi anche naturali del loro ambiente.

La popolazione attuale ha ormai raggiunto qualche decina di migliaia di esemplari ma il livello di attenzione non deve essere abbassato. Questo volatile è stanziale anche se si sono notati movimenti locali dovuti principalmente alla ricerca del cibo che avviene spesso trasvolando brevi tratti di mare per raggiungere una delle innumerevoli isole che punteggiano queste distese oceaniche.

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Il Piccione imperiale dello stretto di Torres ha una fitta barratura nera, ben visibile della parte inferiore del corpo che copre totalmente il sottocoda. Il volo ad ali spianate del corteggiamento marca il territorio © Gianfranco Colombo

Ecologia-Habitat

Il piccione di Torres vive principalmente in foreste rivierasche, boschi di eucalipto ( Eucalyptus sp.), cespugli di Melaleuca ( Melaleuca sp.) e di mangrovie ( Rhizophora sp.) specialmente su isole e sempre a ridosso della costa ma volentieri e sempre più spesso, frequenta centri abitati alla ricerca di quelle specie arboree e fruttificanti che vengono piantate in giardini o coltivate in frutteti.

I giardini pubblici del nord Australia sono ormai normalmente abitati da questi uccelli e spesso li vedono anche nidificanti in coppie isolate, in deroga alle normali abitudini di forte socialità che dimostrano durante il periodo di nidificazione. Seppure abbastanza timidi, si lasciano ormai avvicinare con facilità in particolare quando impegnati in gruppo ad ingollare golosamente semi e frutti maturi. Questi piccioni ingoiano abitualmente frutti interi anche di grosse dimensioni avendo una bocca con un’apertura alquanto ampia ed un gozzo molto capiente per cui dopo la digestione i semi vengono espulsi praticamente interi facilitando quindi la diffusione di molte essenze. A tale scopo usano ingoiare pietrisco per facilitare la triturazione dei frutti ed il distacco del seme contenuto. Il seme viene rigurgitato ma spesso anche espulso direttamente con le feci.

Morfofisiologia

Tutte le Ducule hanno dimensioni simili e tre di loro hanno anche livree molto uguali che le rendono indistinguibili quando non sufficientemente vicine tanto da rilevare quei piccoli particolari che le differenziano. Fortunatamente due di loro hanno areali distinti e non vengono in contatto fra loro.

Una situazione comunque alquanto particolare ed interessante. Il Colombo imperiale bianconero ( Ducula bicolor ) è il più somigliante al piccione di Torres ed ha oltretutto, nell’estremo sud dell’areale, una porzione di territorio sovrapposto. Il Colombo imperiale bianco ( Ducula luctuosa ) convive con la Ducula bicolor ma solo sull’isola di Sulawesi e quindi non ha contatti con lo spilorrhoa. Infine il Colombo imperiale giallastro ( Ducula flavescens ) considerato a volte sottospecie del piccione di Torres, risulta che viva solo nell’arcipelago delle Bismarck e non ha contatto con nessuno degli altri due.

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Un nido con piccolo. La Ducula spilorrhoa si riproduce generalmente in fitte colonie poste in luoghi inaccessibili © Gianfranco Colombo

Il piccione di Torres ha il corpo perfettamente bianco con remiganti e coda nere corvino, il becco giallo ed una fitta barratura nera, ben visibile da vicino, nella parte inferiore del corpo che copre totalmente il sottocoda. Questa ultima caratteristica ed il colore del becco sono gli unici particolari che lo distinguono dal piccione imperiale bianconero del quale veniva prima considerato sottospecie.

Misura circa 44 cm di lunghezza, un peso fino a 550 g ed un’apertura alare di 45 cm. Ha un volo rapido e potente con battiti d’ali profondi e completi che gli imprimono una notevole velocità di crociera tanto da superare facilmente gli 80 kmh.

Etologia-Biologia riproduttiva

Tipico è il comportamento tenuto durante il corteggiamento di questo uccello, quando il maschio con il par- ticolare volo ondeggiato caratterizzato da impennate e successive planate ad ali spiegate, sorvola il proprio territorio indicandone il possesso. Poi il solito tubare profondo e cupo mentre sollecita la femmina all’accoppiamento ed infine il preening di consolidamento del rapporto di coppia.

Questo piccione nidifica generalmente in colonie anche numerosissime di alcune migliaia di coppie, occupando aree litoranee dense, intricate e spesso inaccessibili da terra. Il luogo di nidificazione può essere anche lontano dai siti di alimentazione tanto che i suoi movimenti mattutini o serali in gran numero, sono stati spesso gli unici modi per misurarne la consistenza e presenza in luoghi disabitati e remoti.

Costruisce sui rami bassi delle piattaforme di piccoli rametti foderate all’interno da radici e piccole fronde. Tuttavia il nido risulta estremamente debole e trasparente, tanto da riuscire a volte a vedere dal di sotto il contenuto del nido. Come tutti i columbidi anche il piccione di Torres depone abitualmente due uova ma molto spesso si limita ad uno solo che cova per circa 28 giorni. Il piccolo è assistito da entrambi i genitori per altre quattro settimane e solo dopo il primo anno viene raggiunta la maturità.

Sinonimi

Carpophaga spilorrhoa - G. R. Gray, 1858.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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