Dyera costulata

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

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Una maestosa Dyera costulata nella foresta pluviale di Singapore. Specie sempreverde o semidecidua nei periodi di siccità, può raggiungere i 60 m d’altezza con un tronco di 1,6 m di diametro © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo, Malaysia Peninsulare, Sumatra e Thailandia dove vive nelle foreste umide, dove spesso rappresenta la specie emergente, sia su suoli sabbiosi che argillosi, fino a circa 1000 m di altitudine.

Il genere è dedicato al botanico inglese William Turner Thistleton-Dyer (1843–1928); il nome specifico è l’aggettivo latino “costulatus, a, um” = dotato di piccole coste, con riferimento alle nervature delle foglie.

Nomi comuni: jelutong bukit (Malaysia); labuwai (Sumatra); lutong, teen-pet daeng (Thailandia).

La Dyera costulata (Miq.) Hook.f. (1883) è un albero sempreverde, o semideciduo nei periodi di siccità, alto 30-60 m con tronco cilindrico fino a 1,6 m di diametro, corteccia grigio scura liscia con scaglie quadrangolari e rami disposti in verticilli; tutte le parti della pianta contengono un lattice bianco che essuda abbondantemente dalle ferite.

Foglie semplici disposte in verticilli di 6-8, oblungo-ellittiche con margine intero, apice ottuso o leggermente appuntito e nervature prominenti, coriacee, lunghe 5-30 cm e larghe 3-12 cm, di colore verde lucido superiormente, grigiastre inferiormente; le nuove foglie sono di colore bronzo.

Infiorescenze cimose ascellari e terminali, su un peduncolo lungo 3-8 cm, portanti numerosi minuscoli fiori, che durano una sola notte, con calice emisferico a 5 lobi arrotondati, corolla imbutiforme bianca o verde giallastra con tubo lungo 1-3 mm e lobi lunghi 3-8 mm e larghi 1-2 mm.

I frutti sono follicoli legnosi in coppia, di 20-40 cm di lunghezza e 2,5-3,8 cm di diametro, deiscenti, ricoperti da minuscole scaglie color ruggine, contenenti numerosi semi piatti alati, lunghi 5 cm e larghi 2 cm, ala inclusa, dispersi dal vento.

Si propaga per seme, che ha una durata di germinabilità inferiore ad un anno, preventivamente tenuto in acqua per un giorno, in terriccio sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 24-28 °C; si riproduce anche per talea.

Albero imponente a crescita veloce, potendo raggiungere 10 m di altezza dopo 5 anni dall’impianto, dal fogliame particolarmente ornamentale, utilizzabile in parchi e grandi giardini e nelle alberature stradali nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido; richiede pieno sole e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, purché ben drenante.

Oltre che per le sue caratteristiche ornamentali è coltivato, nei luoghi di origine, per il legno, che viene in parte esportato, e utilizzato nella riforestazione di aree degradate e consolidamento dei suoli.

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Per la crescita rapida e le foglie ornamentali è spesso presente nei giardini dei tropici. Il passato il lattice veniva usato per la gomma da masticare © Giuseppe Mazza

Il legno è di colore bianco crema tendente al bruno giallastro con l’età, con tessitura fine ed uniforme, leggero, facile da lavorare e rifinire, ma poco durevole e facilmente attaccabile da insetti xilofagi, utilizzato per infissi interni, modellistica, cornici, oggetti artigianali e artistici, scatole, fiammiferi, matite e nella fabbricazione del compensato; il contatto con la segatura può causare dermatiti allergiche in individui sensibili.

In passato il lattice è stato utilizzato come componente della gomma da masticare, ma è stato per buona parte soppiantato da quello della Hevea brasiliensis e dai prodotti di sintesi. Le radici sono state utilizzate come sostituto del sughero.

Sinonimi: Alstonia costulata Miq. (1861); Alstonia eximia Miq. (1861); Alstonia grandifolia Miq. (1861); Dyera laxiflora Hook.f. (1882).

 

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