Echidna nebulosa

Famiglia : Muraenidae

 

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Testo © Giuseppe Mazza

 

 

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L’Echidna nebulosa ha una distribuzione vastissima nell’Indo-Pacifico © Giuseppe Mazza

La piccola Murena stellata ( Echidna nebulosa - Ahl, 1789 ) appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine degli Anguilliformes ed alla ben nota famiglia dei Muraenidae.

Il nome del genere Echidna viene dal greco "echidna" = vipera, per l’aspetto viperino.

Il nome della specie nebulosa viene dal latino ”nebulosus” = nebbioso, nuvoloso per disegno mimetico costellato di puntini, che gli hanno valso l’appellativo volgare di murena stellata.

Zoogeografia

Ha una distribuzione vastissima nelle acque tropicali dell’Oceano Indiano e dell’ Oceano Pacifico, che si sovrappone in gran parte a quella non meno importante della Gymnomuraena zebra.

A titolo indicativo, la troviamo dal Sud Africa ed il Madagascar lungo tutta la costa africana fino al Mar Rosso. Poi nel Mare Arabico, alle isole Seychelles, alle Maldive, in India, nello Sri Lanka, alle isole Andaman, in Indonesia, Australia e Nuova Guinea. Verso Nord, nel Pacifico, ha colonizzato le Filippine, Taiwan e la parte meridionale del Giappone.

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Dalla porta di casa osserva il mondo, ritraendosi al primo pericolo © Giuseppe Mazza

Verso Sud raggiunge l’isola di Lord Howe, verso Est, dopo le Hawaii, tocca addirittura il continente americano. La troviamo infatti lungo le coste de Messico, in Costa Rica, a Panama e nel nord della Colombia.

Ecologia-Habitat

Vive nascosta fra le madrepore e gli anfratti delle rocce, in genere nei primi 10 m d’acqua, ma è stata vista anche sul lato esterno dei reef fino a circa 50 m di profondità.

Morfofisiologia

Del tutto inoffensiva per l’uomo, non supera il metro, misurando in genere 50-70 cm.

Le pinne dorsali, caudali ed anali, sono fuse per formare un’unica lunga cresta cutanea sul dorso che poi continua lungo la coda fino all’ano. Come d’uso fra le murene, mancano le pinne pettorali e le ventrali.

Il corpo, decisamente serpentiforme, privo si squame, è protetto da un muco scivoloso che gli permette d’infilarsi in pertugi quasi invisibili.

Gli orifizi branchiali sono ridotti a due semplici fori.

Anche se a differenza di altre murene è attiva anche di giorno, la vista è modesta, compensata da un olfatto perfetto, grazie a due narici anteriori e due posteriori a forma di tubicino. Le prime puntano in basso, all’estremità del muso, e le seconde in alto, a livello dell’occhio. Una sorta di radar tutto campo per cacciare anche al chiaro di luna.

Il muso è arrotondato. La bocca, decisamente grande rispetto al capo, mostra delle mascelle con una dentatura appuntita per afferrare i crostacei di cui di nutre, seguita da una struttura molariforme per frantumarne i carapaci. Altri piccoli denti sono presenti sul vomere.

Il colore di fondo è bianco con un reticolo sottile nerastro. Su questo, lungo i lati, spiccano due file di bande nere con punteggiature gialle più o meno estese. Quella inferiore, più lunga, scende fino al ventre, mentre quella superiore interessa il dorso.

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Invecchiando il disegno s’allarga e pare che le femmine possano diventar maschi © Giuseppe Mazza

Possono entrambe congiungersi, in alto o in basso dove manca la piega cutanea che funge da pinna, ed anche questa reca mostra delle macchie che continuano il motivetto.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Come tutte le murene anche l’ Echidna nebulosa ha la sua piccola tana. In genere se ne sta sulla porta di casa fiutando il mondo, pronta a ritirarsi se s’avvicina un predatore, ma sicura com’è della sua tuta mimetica esce a caccia anche di giorno. Quando si trova in una pozza d’acqua e arriva la bassa marea, non esita, anche sotto il sole, ad uscire sulla terra ferma per riprendere il mare o passare in un’altra pozza. Cerca piccoli crostacei ed i pesciolini intrappolati che non hanno scampo.

Pare che sia una specie ermafrodita proterogina, con femmine cioè che possono trasformarsi in maschi a partire da in certa taglia.

Può vivere isolata, in piccoli gruppi o in coppia.

Non si conosce molto sulle modalità riproduttive anche se per la deposizione si sono visti coniugi nuotare abbracciati in superficie.

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Nel suo ambiente il disegno è estremamente mimetico e caccia anche di giorno © Giuseppe Mazza

Quello che è certo è che le uova sono pelagiche e che le larve, dette leptocefali, sono trasparenti, a forma di foglia di salice, col capo piccolissimo.

Un carattere evocatore di primi- tività nel mondo dei pesci.

In acquari adeguati è una specie calma e poco aggressiva che può vivere a lungo. Ma detiene il record delle evasioni e se non si chiude bene il coperchio può scappare di notte e la si ritrova al mattino morta sul pavimento.

La crescita della murena stellata è lenta, con un indice di vulnerabilità relativamente alto di 57 su una scala di 100.

Sinonimi

Echidna variegata - Bleeker, 1864; Gymnothorax boschii - Bleeker, 1853; Muraena boschii - Bleeker, 1853; Muraena nebulosa - Ahl, 1789; Muraena ophis - Rüppell, 1830; Poecilophis nebulosa - Ahl, 1789.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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