Echinocereus reichenbachii subsp. fitchii

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

L’ Echinocereus reichenbachii subsp. fitchii N.P. Taylor (1997) è originario degli Stati Uniti (Texas) e del Messico (Nuevo Leon e Tamaulipas) dove vive nelle boscaglie rade lungo le rive del Rio Grande.

Il nome generico è la combinazione del termine greco “echinos” = riccio, con riferimento alla forma globosa di alcune specie appartenenti al genere, e “Cereus”; la specie è dedicata al botanico tedesco Heinrich Gottlieb Ludwig Reichenbach (1793-1879), la sottospecie a William R. Fitch assistente del botanico statunitense Joseph Nelson Rose (1862-1928).

Nomi comuni: “Fitch’s hedgehog cactus” (inglese); “igelsäulenkaktus” (tedesco).

Specie da globosa a cilindrica, solitaria o cespitosa, con fusti dall’epidermide verde scuro che in coltivazione generalmente non supera i 10 cm di altezza e 6 cm di diametro, anche se vecchi esemplari in natura possono raggiungere 40 cm di altezza e 10 cm di diametro. Presenta 10-20 costole sottili, leggermente spiralate, e tubercoli accennati con all’apice areole ellittiche distanti tra loro circa 0,5 cm. Le areole sono dotate di 12-30 spine radiali bianche con apice scuro, lunghe 3-10 mm, e 1-7 spine centrali, sottili, bianche e variamente colorate dal giallo al rosso vivo, lunghe 2-10 mm.

I fiori, leggermente profumati, nascono dalle areole della zona apicale, sono imbutiformi, di 5-12 cm di lunghezza e 12 cm di diametro, color magenta con centro più scuro; hanno ovario lungo 25 mm su cui sono distribuite areole dotate di spine e lanugine bianca e petali obovati con apice appuntito e margini seghettati.

I frutti sono globosi, verdastri, contenenti numerosi semi. Si riproduce per divisione e facilmente da seme, in tal caso fiorisce a partire dal secondo anno di età.

Specie molto apprezzata dai collezionisti per le ridotte dimensioni, la velocità e facilità di crescita ed i grandi e vistosi fiori.

Va coltivata in pieno sole, o comunque alla massima luminosità possibile, su terricci particolarmente drenanti che possono essere costituiti per circa il 50% da comune terra da giardino concimata e per la restante parte, in ugual misura, da sabbia (o agriperlite) e pietrisco frantumato privo di polvere.

Ha una elevata resistenza al freddo secco, potendo resistere per breve periodo fino a -10/-12°C, ma non al freddo umido che può provocare facilmente marciumi. Pertanto nei climi caratterizzati da inverni umidi va riparata e mantenuta asciutta a temperature tra 5 e 10°C, mentre in estate va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Echinocereus fitchii Britton & Rose (1922); Echinocereus melanocentrus Graessn. (1937); Echinocereus reichenbachii var. albertii L.D. Benson (1969); Echinocereus reichenbachii var. fitchii (Britton & Rose) L.D. Benson (1969).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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