Echium candicans

Famiglia : Boraginaceae

Testo © Pietro Puccio

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Le infiorescenze possono raggiungere i 45 cm. Ottimo nettare per le api © Mazza

L’ Echium candicans L. f. (1782) è originario delle Isole Madeira dove cresce lungo le coste e nei declivi collinari rocciosi.

Il nome generico deriva dal greco “échis” = vipera, secondo alcuni per la forma delle infiorescenze, secondo altri per la credenza che le specie appartenenti al genere fossero efficaci contro il suo morso; il termine specifico latino “candicans” = biancheggiante fa riferimento alla tonalità biancastra del tomento che copre quasi tutte le parti della pianta.

Nomi comuni: “bugloss”, “pride of Madeira”, “star of Madeira” (inglese); “vipérine arbustive”, “vipérine de Madère” (francese); “bublossa-de-flor-azul”, “massaroco” (por- toghese); “echium”, “equium”, “flor mora”, “plumero azul”, “orgullo de Madeira”, “taginaste” (spagnolo); “madeirischer natterkopf”, “stolz-von-Madeira” (tedesco).

Arbusto sempreverde biennale o spesso perenne di durata limitata, molto ramificato dalla base, alto solitamente circa 1,5 m, ma può raggiungere e superare a volte i 2 m, con rami villosi grigio-biancastri e foglie lanceolate, lunghe 6-20 cm e larghe 1-4 cm, tomentose, di colore grigioverde, raggruppate nella parte terminale dei rami.

Le infiorescenze sono pannocchie terminali coniche lunghe 15-45 cm con una moltitudine compatta di fiori imbutiformi che rimangono aperti per qualche settimana, lunghi 5-9 mm e larghi 8-12 mm, con corolla a 5 lobi di colore dall’azzurro al blu violetto e stami rosati. I frutti contengono 4 semi ovoidi lunghi 2-3 mm.

Si riproduce facilmente per seme, talea semilegnosa e propaggine. Partendo da seme il primo anno produce una rosetta di foglie, il secondo ramifica e fiorisce all’apice dei rami; nelle piante che si comportano da perenni, il massimo della fioritura si ha generalmente al terzo e quarto anno di età, poi tende a divenire meno appariscente e per questo motivo molti consigliano a questo stadio di rinnovare la pianta.

Specie di grande valore ornamentale e paesaggistico da coltivare in pieno sole su suoli anche poveri, molto drenanti e piuttosto aridi, adatta per giardini e pendii rocciosi e zone costiere in climi di tipo mediterraneo con inverni piovosi ed estati calde e secche, in queste situazioni non ha bisogno praticamente di cure, con niente o rare innaffiature estive, bastando le piogge invernali.

Non è esigente in fatto di suolo, potendo crescere sia in quelli acidi che alcalini ed è resistente al vento ed agli aerosol marini, è invece piuttosto sensibile alle basse temperature, perde le foglie intorno a -2°C e muore intorno a -4/-5°C.

Il nettare dei fiori attira una moltitudine di farfalle e di api ed il miele che se ne ricava è di ottima qualità. Per la facilità con cui si riproduce per seme, e la capacità di coprire estese aree, è considerata in alcune zone potenzialmente infestante.

Da tenere infine presente che il contatto con foglie e rami può risultare irritante per la pelle in individui particolarmente sensibili.

Sinonimi: Echium fastuosum J. Jacq. (1813).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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