Eclectus roratus

Famiglia : Psittacidae

 

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

 

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Maschio e femmina a confronto di Eclectus roratus. Il dimorfismo è tale che per anni gli ornitologi credevano si trattasse di due specie diverse © Giuseppe Mazza

Il pappagallo Ecletto ( Eclectus roratus - Muller 1776) è un uccello appartenente all’ordine degli Psittaciformi (Psittaciformes), famiglia degli Psittacidi (Psittacidae), sottofamiglia Psittacini (Psittacinae), tribù degli Psittaculini (Psittaculini), genere Eclectus al quale appartiene come unica specie con, presumibilmente, 9 sottospecie. Non c’è, infatti, accordo fra coloro che si occupano di classificazione. Inoltre, lo studio di alcune sottospecie è molto difficoltoso per l’inacessibilità geografica e/o per problemi di ordine culturale/politico che rendono difficilmente realizzabili le osservazioni dirette della specie nei propri differenti habitat.

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Evolutivamente parlando i maschi sono in genere più variopinti, ma qui è il contrario © Giuseppe Mazza

I resti di un’altra specie appartenente al genere Eclectus sono stati trovati in alcuni siti archeologici presso le isole di Tonga e Vanuatu; trattasi dell’ Eclectus infectus estintosi circa 3000 anni fa a causa dell’arrivo dell’uomo su queste isole che distrusse l’habitat della specie e introdusse animali alloctoni che entra- rono in forte competizione con questo pappagallo residente.

Il termine indicante il genere “eclectus” è un latinismo mutuato dal greco ” eklego (εκλεγω)”. “ Εκλεγω “ significa scelto, distinto, selezionato da cui eclettico in italiano e indica le differenti colorazioni di questa specie legate al sesso.

Per quanto riguarda il termine indicante la specie “roratus” viene dal latino, dal verbo roro e significa : “essere umido, spruzzato, bagnato goccia a goccia come dalla rugiada” e si riferisce alla brillantezza dei colori di questa specie in entrambi i sessi e che possono dare una sensazione di “effetto bagnato”.

Zoogeografia

L’areale naturale del pappagallo Ecletto va dalle Molucche all’ isola di Sumba; dalla Nuova Guinea e le isole limitrofe all’arcipelago delle Bismark e alle isole Salomone e arriva fino all’Australia nordorientale (penisola di Capo York); a seconda dell’areale la specie è distribuita con differenti sottospecie e popolazioni.

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La vistosa livrea femminile è mimetica nell’oscurità delle fronde © Mazza

Ecologia-Habitat

Questi pappagalli vivono nel folto di giungle dove difficilmente possono essere visti, l’habitat è infatti costituito dalle foreste primarie e secondarie, da savane alberate e dalle foreste tropicali fino ai circa 1000 metri di altitudine.

Morfofisiologia

E’ un pappagallo di medie dimensioni; ha una lunghezza di circa 30-40 cm.

L’Ecletto è la specie di pappagallo che possiede il dimorfismo sessuale più estremo ed inoltre la femmina è più vivacemente e contrastatamente colorata rispetto al maschio. I colori della livrea tra maschio e femmina di questa specie sono talmente differenti che gli studiosi di scienze naturali del 19°secolo e fino agli inizi del 20°secolo li classificarono, inizialmente, come due specie distinte. I maschi di questa specie vennero, tra l’altro, descritti molto tempo prima di scoprire le femmine che, nonostante il colore, sono meno individuabili sia perché il rosso viola si mimetizza bene nell’oscurità delle fronde e sia per il fatto che le femmine restano nascoste nei nidi avendo comportamenti che le fanno mettere molto meno in mostra rispetto ai maschi.

In effetti il pappagallo l’Ecletto è considerato, anche al giorno d’oggi, un specie misteriosa che pone ancora molti interrogativi agli studiosi di evoluzione. In tutte le specie di pappagalli parrocchetti, ad esempio, i maschi appaiono più intensamente colorati rispetto alle femmine.

In questa specie le femmine di color vermiglio e blu-viola (in alcune sottospecie manca il blu-viola) contrastano enormemente dai propri maschi che sono di colore quasi interamente verde smeraldo brillante. La femmina ha la testa, fin oltre la nuca e davanti fino all’inizio del petto di un rosso acceso. Dopo il rosso, ventralmente, a partire dal resto del petto fino a tutto il ventre presenta un colore viola-blu molto caratteristico. La colorazione blu-viola forma anche una sorta di collare che gira attorno alla base del collo per ricongiungersi alla porzione di petto dello stesso colore. Anche le penne copritrici del margine dorsale dell’ala sono di questo colore con tonalità più azzurrognole. Le penne remiganti primarie e secondarie, dorsalmente, sono sempre bluastro-violacee con porzioni di tonalità più scure / brune e porzioni rosso scuro; possono avere alcune soffusioni di verde. Ventralmente, le medesime penne, sono bruno-nerastre. Il dorso e le ali sono di colore rosso; un rosso più cupo rispetto a quello della testa. Anche la coda, dorsalmente, è rossa anche se le timoniere, verso la base sono più scure (sul bruno) e possono avere porzioni verde-bluastre. Le timoniere, ventralmente, si presentano bruno-nero. In alcune sottospecie il margine finale delle timoniere e il sottocoda sono gialli; in alcune sottospecie la fascia petto-ventrale blu-viola può avere tonalità e intensità un po’ differenti o essere totalmente assente (in questi ultimi casi gli esemplari sono quasi interamente rossi).

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In più le femmine passano 9 mesi nascoste accanto al nido © Mazza

Le differenze legate alle sottospecie sono maggiormente rilevabili nella femmina, avendo i maschi delle varie sottospecie, livree più simili. Entrambi i sessi possono avere invece variazioni di taglia e peso a seconda della sottospecie (il peso può, in genere, andare dai 370 g ai 610 g ).

Il maschio è di un verde “ramarro” molto brillante; il bordo dorsale delle ali è di un azzurro cielo chiaro. Il sotto ala è rosso chiaro; tale colore (che si apprezza totalmente quando l’uccello vola) si estende per una porzione dei fianchi disegnando un semicerchio (sempre non ben apprezzabile ad ali chiuse). Quando il pappagallo è ad ali chiuse, di colore rosso, si vedono due strisce-macchie parallele e interne rispetto ai bordi delle ali chiuse.

Le penne timoniere e quelle primarie e secondarie delle ali, dorsalmente, hanno una colorazione con parti di bruno, parti di verde e parti di azzurro-blu ( quest’ultimo colore maggiormente esteso sulle penne dell’ala). Queste stesse penne ventralmente sono bruno-nero; il bordo delle timoniere può essere sfumato in giallo-crema. Le zampe sono grigie con le unghie più scure. Oltre alle differenze macroscopiche della livrea esistono altre parti del corpo molto differenti tra maschio e femmina: il becco della femmina adulta è totalmente nero mentre quello del maschio ha la ranfoteca superiore di colore arancio con la punta che sfuma in giallo, molto appariscente; l’occhio del maschio ha iride bruno-aranciato-rossiccio scuro, l’iride degli esemplari femmina sono invece giallo acceso contrastando in modo quasi luminoso con la pupilla nera.

Un caso unico di selezione naturale con un fenomeno di bicromatismo, per di più invertito, spinto allo stremo. Nei giovani, che presentano già la colorazione dell’adulto, il becco è totalmente nero e gli occhi sono marroni in entrambi i sessi.

Sottospecie

Le sottospecie di Eclectus roratus univocamente riconosciute sono:

-  Eclectus roratus roratus - Muller 1776; è la sottospecie nominale (cioè la prima ad essere stata scoperta e descritta dall’uomo). E’ lungo sui 35 cm, pesa 380-475 g e ha struttura tozza; vive sulle isole Molucche meridionali incluse le isole di Burum e Ceram e il suo areale in parte si sovrappone con quello della sottospecie di seguito descritta nell’isola di Ceram. Sia il maschio che la femmina hanno colori più opachi rispetto alla sottospecie vosmaeri ; il maschio ha la coda bordata di giallo chiaro (più evidente inferiormente), la coda della femmina ha tonalità aranciate.

-  Eclectus roratus vosmaeri – Rothchild 1922: è di dimensioni maggiori (la seconda sottospecie in ordine di grandezza) rispetto alla sottospecie nominale con una lunghezza di 38 cm e un peso di 430-540 g; si caratterizza per una livrea molto brillante e un aspetto allungato molto elegante. Il maschio ha testa e nuca verde erba chiara (più giallastra) e la coda blu con un bordo giallo pallido, anche il rosso del sotto ala è molto evidente ed è presente anche sulla coscia. La femmina, che ha il rosso maggiormente brillante rispetto a tutte le altre sottospecie, ha sottocoda gialla e bordo della coda giallo intenso. Le piume blu-lavanda del petto hanno aspetto filiforme-peloso. Questa sottospecie vive nelle isole Maluku (isole settentrionali dell’arcipelago delle Molucche).

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Per questo i maschi furono scoperti e battezzati molti anni prima © Mazza


-  Eclectus roratus cornelia - Bonaparte 1850: lungo sui 37 cm, pesa 450-540 g il suo areale è limitato all’isola di Sumba; il maschio è di un verde più chiaro e ha una coda più blu rispetto all’ Eclectus roratus roratus, l’iride è dorato-ambra, la femmina è molto particolare essendo totalmente rossa (anche la coda è rossa), tranne le penne primarie blu. Anche questa sottospecie è più grande e più brillante rispetto alla nominale.

-  Eclectus roratus riedeli - A.B. Meyer 1882 . E’ di più piccole dimensioni rispetto alla sottospecie nominale essendo lungo circa 33 cm e pesando 380-410 g; è l’altra sottospecie con femmina interamente rossa (il rosso è più scuro rispetto alla sottospecie cornelia ) sempre tranne le penne primarie blu e tranne un largo bordo giallo della coda e le copritrici del sottocoda che sono sempre gialle. Il maschio ha una sfumatura di colore bluastro sul collo e guance e ha la coda bordata di giallo. Vive sulle isole Tanimbar ( nell’Indonesia orientale).

-  Eclectus roratus polychloros - Scopoli 1786, è più grande della sottospecie nominale; è lungo 37 cm e pesa 470-525 g . Il maschio ha la livrea di colore verde intenso leggermente sfumata di blu e giallo, ha una larga banda giallo chiaro sulla coda (più grande della sottospecie vosmaeri ). La femmina di questa sottospecie ha uno stretto anello perioculare di penne blu, la porzione blu della livrea passa sul petto e vicino alle ali formando un disegno con angolature caratteristiche della sottospecie; la coda è scura alla base, rossa nella parte centrale e termina con sfumature rosa-aranciate. E’ distribuito dalle isole Kai alla Papua occidentale alla Nuova Guinea alle isole Kiriwina , sulle isole D’Entrecasteaux fino all’arcipelago Louisiade, è stato introdotto anche in altre isole.

-  Eclectus roratus macgillivrayi - Mathews 1913. Lungo circa 40 cm e dal peso di circa 450-610 g. E’ la sottospecie che vive nella penisola di Capo York nel continente Australiano ed è la sottospecie di maggiori dimensioni, simile alla sottospecie vosmaeri ; il maschio ha coda bordata di giallo. Gli esemplari di questa sottospecie hanno aspetto allungato e imponente.

-  Eclectus roratus solomonensis – Rothchild e Hartert 1901. Gli esemplari di questa sottospecie sono lunghi in media 33-34 cm e pesano 390-425 g ; ha una distribuzione molto ampia; dall’ arcipelago Bismarck alle sulle isole Salomone e sui vari isolotti limitrofi ; assomiglia alla sottospecie polychloros rispetto alla quale è più piccolo; il maschio ha la livrea di un bel verde-giallastro brillante, coda molto bluastra e macchia rossa del sottoala ampia e che raggiunge le cosce. Ha la ranfoteca superiore del becco di un arancione più pallido. La femmina ha un aspetto corto e tondeggiante, ha un ampio anello perioculare azzurro e le penne dell’ala sono in parte azzurre. L’iride è giallo paglierino.

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Nel periodo riproduttivo la femmina ha spesso contemporaneamente più maschi ed è nutrita con la prole © Mazza


-  Eclectus roratus biaki – Hartert 1932. E’ lungo sui 35 cm e pesa circa 375-425 g. Il suo areale è costituito dalle isole della baia di Geelvink in Nuova Guinea, questa sottospecie non è univocamente riconosciuta. Il maschio è di un verde scuro, intenso e brillante, e le piume hanno un leggero disegno barrato a “lisca di pesce”, la coda ha un bordo giallo pallido. L’iride è arancio-rossastra. La femmina è caratterizzata dall’avere l’anello perioculare blu-viola ben demarcato e che mette in risalto l’iride bianco-giallo-argentata. Gli esemplari di questa sottospecie hanno aspetto filiforme e con piumaggio adeso al corpo.

-  Eclectus roratus aruensis - G.R.Gray 1858. Gli esemplari di questa sottospecie sono lunghi circa 37-38 cm e pesano sui 430-540 g. Endemico delle isole Aru, è di grandi dimensioni con una struttura lunga e stretta e con la coda più lunga rispetto alle altre sottospecie. Il maschio è caratterizzato da un ampio bordo giallo chiaro della coda e da un’iride rosso acceso. Anche la femmina ha forma allungata con la coda poco scura e più rosso brillante.

Sembra che il pappagallo ecletto abbia avuto origine in Nuova Guinea e si sia espanso presso le isole circostanti differenziandosi con caratteristiche da endemismo nelle nuove località e isole colonizzate. Comunque anche all’interno della medesima sottospecie vi può essere una certa variabilità di dimensione e colorazione fino ad arrivare a differenze legate a differenti popolazioni che si succedono all’interno della medesima sottospecie ma che risultano parzialmente o totalmente separate da barriere geografiche. Il mantenere questa grande variabilità genetica, evitando gli incroci almeno tra le differenti sottospecie (se non addirittura tra le differenti popolazioni), sarebbe molto importante per non distruggere irreparabilmente la straordinaria biodiversità di questo pappagallo.

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Quella degli Eclectus è dunque una società poliandrica, dove le mogli sanno farsi sentire © Giuseppe Mazza

Etologia-Biologia riproduttiva

Il pappagallo ecletto si muove in piccoli gruppi alla ricerca del cibo costituito da frutta e parti vegetali di vario tipo (semi, fiori, nettare, gemme, foglie ); alla sera vari stormi possono radunarsi anche in gran numero su alberi, ad utilizzo comune, dove passare la notte.

Questa specie si riproduce in cavità di rami e tronchi che vengono ricercati sugli alberi più alti e inaccessibili; tanto che poter documentare la riproduzione in natura è molto difficoltoso.

Allo stato selvatico, la specie, sembra avere comportamenti poliandrici con la presenza anche di parecchi maschi che si occupano contemporaneamente di una sola femmina e, di conseguenza, di una sola covata.

La femmina si occupa delle uova e dei piccoli neonati uscendo dal nido molto raramente e anche quando esce, spesso, rimane nelle immediate vicinanze e solo il tempo necessario per essere nutrita dal maschio (maschi) e per espletare le proprie necessità fisiologiche.

Le femmine mature passano moltissimo tempo nei nidi che difendono accanitamente. Tale comportamento, che avviene anche in ambiente artificiale, sembra avere lo scopo principale di non farsi rubare il sito di nidificazione da altre femmine. Il comportamento difensivo del nido è talmente radicato che una femmina adulta può passare anche 9 e più mesi consecutivi nel nido; se si pensa che l’allevamento di una covata richiede un impegno di circa 3 mesi, la difesa e occupazione del sito di nidificazione risulta essere un’attività estremamente impegnativa.

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I maschi, anche in cattività, sono molto più miti e docili delle compagne © Giuseppe Mazza

Quando una femmina, nel nido, si sente minacciata emette delle vocalizzazioni molto forti, arruffa il piumaggio e tenendo aperte le ali aggredisce l’eventuale intruso col becco spalancato. Alcuni naturalisti ipotizzano che il colore acceso delle femmine si sia evoluto per segnalare, in modo appariscente, il sito di nidificazione occupato sporgendo dal bordo stesso del nido e quindi “invitando” le altre femmine a tenersi alla larga.

I maschi, come si è visto negli esemplari nati in cattività, tendono a essere più miti e docili rispetto alle femmine.

La covata tipica dell’ecletto è costituita da due uova bianche lunghe circa 4-5 cm (molto raramente può deporre 1 o 3 uova) e l’incubazione dura 28 giorni. I piccoli nascono implumi di colore rosa chiaro (il colore della pelle) e con gli occhi chiusi. Crescendo apriranno gli occhi verso i 10 giorni d’età e si ricopriranno gradualmente di un piumino grigio scuro che diventerà molto folto attorno al primo mese di vita e conferirà un aspetto tondeggiante ai giovani pappagalli ecletto. Sempre verso i 25-30 giorni d’età inizieranno a spuntare le penne che, avendo già la colorazione tipica dell’adulto, consentiranno di distinguere i maschi dalle femmine già a questa tenera età.

Quando i piccoli lasceranno il nido, a circa 60-80 giorni d’età, verranno imbeccati anche direttamente dal maschio (maschi). L’età adulta verrà raggiunta a 2-3 anni e potranno vivere 30 anni e più.

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Il nido contiene in genere 2 uova. I piccoli hanno una speranza di vita di 30 anni © Giuseppe Mazza

Questa specie di pappagallo, per la sua bellezza, è discretamente diffuso in cattività e allevato generalmente in coppia con risultati riproduttivi abbastanza soddisfacenti. Per le elevate capacità cognitive e manipolative (attuate utilizzando il becco e le zampe), questa specie (come le altre specie di pappagalli allevati), va ospitata in voliere di dimensioni idonee e ricche di posatoi e arredi che diano la possibilità agli uccelli di volare e di poter esprimere i propri comportamenti naturali onde evitare problematiche di vario genere come ad esempio l’automutilazione del piumaggio e le sindromi da stress.

In cattività l’alimentazione deve essere ricca di frutta, verdura a foglia verde e germogli freschi per apportare beta-carotene. Sono importanti anche verdure di altro tipo, anche cotte, come ad esempio i legumi; le sementi secche e le noci vanno somministrate in modo razionato per non avere il frequente fenomeno negativo dell’obesità.

A questo riguardo, in alternativa, come alimento secco si può usare mangime specifico estruso. Fiori commestibili, nettare e yogurt magro possono essere somministrati saltuariamente come arricchimenti alimentari; avocado, cioccolato, avanzi di cucina umana e altro sono da evitare perché insalubri o addirittura tossici.

Purtroppo i pappagalli ecletti vengono tuttora cacciati in natura, particolarmente da alcune popolazioni e tribù locali, perché considerati animali nocivi in quanto consumatori di frutta e perché le variopinte penne vengono utilizzate come elementi decorativi dei costumi tradizionali. Per questo motivo alcune sottospecie e popolazioni localizzate sono diventate molto rare.

 

→ Per nozioni generali sui Psittaciformes vedere qui.

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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