Egretta picata

Famiglia : Ardeidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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L’Egretta picata vive fra il nord Australia e la Nuova Guinea, con piccole colonie alle isole Aru e Sulawesi © Giuseppe Mazza

La Garzetta testa bianca, detta anche Airone bianconero ( Egretta picata - Gould, 1845) appartiene all’ordine dei Pelecaniformes ed alla famiglia degli Ardeidae, un gruppo che include uccelli dotati di lunghe zampe e becchi molto acuminati e pronunciati, strettamente legati agli ambienti acquatici e praticamente presenti in ogni angolo del nostro pianeta.

Alcune specie sono molto comuni e sparse in molti continenti, altre al contrario, sono relegate in piccoli spazi, sono stanziali e non si spostano se non all’interno di queste aree mantenendo un particolare e momentaneo anonimato finché qualche ornitologo non ne rileva la presenza.

La garzetta testa bianca è una di queste specie e la data di classificazione da parte di Gould nel 1845, quasi un secolo dopo l’inizio del lavoro di catalogazione delle specie da parte di Linneo, ne testimonia la particolarità.

Già molti anni prima, era passato da quelle parti, trascorrendo un triennio dal 1768 al 1771, a bordo della HMS Endeavour del Capitano James Cook, il discepolo favorito di Linneo, il Dr. Daniel Solander, inviato al seguito per raccogliere esemplari da riportare in Svezia per la classificazione ma probabilmente gli sfuggì questo airone.

Da sempre classificata nel genere Ardea viene ora da molti assegnata a quello di Egretta mantenendo la passata tassonomia come sinonimo o viceversa, anche se molti sono sostenitori della vecchia classificazione.

L’etimologia del genere Ardea trae origine dalla mitologia preromana e si riferisce all’attuale città di Ardea nel Lazio, al tempo capitale dei Rutuli, distrutta e totalmente bruciata durante le ostilità con popoli confinanti. Dalle sue ceneri rinacque un uccello dalle forme di airone e dal colore candido che venne appunto chiamato Ardea come la città. Di certo un diretto riferimento alla leggenda dell’Araba Fenice.

Il genere Egretta nasce invece dalla forma vezzeggiata del termine provenzale “aigron” = airone per indicare un uccello di dimensioni inferiore ai consimili e probabilmente derivante a sua volta dal tedesco “heigir” trascritto poi in italiano in airone ed in francese in "aigron". Il nome specifico picata è un termine di origine latina che indica un soggetto sporco di catrame o di pece, quindi bianco e nero nel colore, tanto che il medesimo termine è stato usato anche per descrivere la Gazza ( Pica pica ), la Monachella variabile ( Oenanthe picata ) o il Piccione di Wonga ( Leucosarcia picata ) tutte specie che mostrano questi contrasti nel colore.

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Nella stagione riproduttiva gli adulti sono quasi neri con riflessi metallici blu, fatto salvo il collo ed il petto che sono di un bianco niveo con un vistoso lungo bavaglio sventolante © Giuseppe Mazza

In Europa questo uccello, non essendo direttamente conosciuto ma frutto di riporti scientifici, è stato nominato richiamando questa caratteristica della livrea. In inglese viene chiamato Pied Heron, in tedesco Elsterreiher, in spagnolo Garceta Pía, in francese Aigrette pie, in portoghese Garça-alvinegra, in finlandese un fantasioso Valkokaulahaikaraed ed in giapponese un impronunciabile Munajirokurosagi.

Zoogeografia

Questo airone occupa un’area alquanto ridotta in quanto è relegato alla costa settentrionale dell’Australia, dal Queensland ad est, alla regione di Kimberley ad ovest, nella zona litoranea sud est della Nuova Guinea e separatamente con piccole popolazioni, nelle isole Aru, nelle Molucche orientali e nell’isola di Sulawesi. Zone equatoriali con clima caldo ed umido tutto l’anno che garantiscono a questa specie le condizioni ideali per una sedentarietà continuata. Infatti la garzetta testa bianca non effettua migrazioni ma si limita a spostamenti locali stagionali nell’ambito del suo territorio, solo per la ricerca di paludi o pianure allagate durante l’intensa stagione delle piogge. La limitatezza del territorio non ha dato origine al momento ad alcuna classificazione di sottospecie.

Ecologia-Habitat

Come tutti gli aironi anche la garzetta testa bianca è legata strettamente agli ambienti umidi con presenza di acqua possibilmente a corso lento o stagnante. Questo airone frequenta anche fiumiciattoli o sponde di grossi corsi d’acqua ma preferisce sempre anse fangose od angoli nei quali la corrente rallenta visibilmente e dove ha la possibilità di stare a mezza gamba nell’acqua senza difficoltà. Frequenta anche le foreste litoranee di mangrovie dove si destreggia con abilità fra l’intrico delle radici affioranti di queste piante ed anche sponde di laghi ed invasi artificiali. Terminata la pesca ama molto riposare su bassi alberi, nascosto all’ombra delle fronde dei rami prospicienti lo specchio d’acqua. È come tutti gli aironi piuttosto solitario e difficilmente forma raggruppamenti con esemplari della stessa specie, preferendo invece convivere con altri volatili non concorrenti nella ricerca del cibo.

Morfofisiologia

La garzetta testa bianca è un ardeide di piccole dimensioni che raggiunge i 50 cm di lunghezza, i 250 g di peso ed un’apertura di circa 1 m.

La livrea è caratterizzata dal contrasto fra i colori bianco e nero che si contendono equamente il piumaggio. Nella stagione della nidificazione gli adulti hanno il corpo totalmente nero con riflessi metallici blu, fatto salvo il collo ed il petto che sono di un bianco niveo. La testa ha un cappuccio nero che partendo dalla linea degli occhi copre perfettamente la parte superiore del capo terminando sulla nuca con un ciuffo di penne lunghe e sottili che cadono all’indietro. Piume lunghe anche oltre i 20 cm che sventolano al più piccolo refolo di vento.

Anche sul petto, all’attaccature del lungo collo, vi sono delle penne bianche anch’esse lunghe e sottili che cadono sul torace come un lungo bavaglio sventolante. I calzoni sono neri mentre le lunghe zampe sono nude e di colore giallastro.

Gli occhi hanno l’iride gialla indicando che, come è frequente negli ardeidi, anche questo airone ha abitudini crepuscolari. Il becco lungo ed affilato, è anch’esso giallo e leggermente curvato in basso nella parte terminale.

La ragione che ha portato alla classificazione di questo airone come “testa bianca” è forse dovuta al fatto che i giovani hanno effettivamente una testa completamente bianca insieme al petto ed al ventre, al contrario degli adulti che li hanno entrambi neri. I giovani hanno inoltre la copertura alare di colore mattone che verrà gradualmente sostituita col nero al raggiungimento della maturità. In questo stadio di piumaggio la garzetta testa bianca è facilmente confondibile con l’Airone del Pacifico ( Ardea pacifica ) col quale condivide gran parte dell’areale ed è così diverso dagli adulti che inizialmente veniva classificato come altra specie.

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Non meno ondeggianti sono le piume del ciuffo. Becco giallo affilato, leggermente curvato in basso nella parte terminale, ed iride gialla per una buona visione crepuscolare © Giuseppe Mazza

Non vi è distinzione fra i sessi se non per una leggera differenza nelle dimensioni a favore del maschio.

Etologia-Biologia riproduttiva

Dopo un breve corteggiamento, spesso vicino al luogo dove verrà costruito il nido, basato su svolazzamenti, inchini e versi gutturali, viene formata una coppia monogama che dura solamente per la stagione di nidificazione. La garzetta testa bianca nidifica abitualmente su arbusti o alberi o ramificazioni di mangrovie ben sollevati dal suolo e spesso insieme ad altre specie, creando delle garzaie a volte molto popolate. Il nido è una piattaforma poco ordinata formata da rametti sempre più sottili fino a formare una coppa informe dove vengono deposte da 3 a 5 uova verde azzurrognole molto tenue che diventano successivamente di color crema durante la cova.

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Si nutre di tutto ciò che è legato all’ambiente acquatico: anfibi, pesci, crostacei, serpentelli e insetti. Il nido è una disordinata piattaforma di rametti fra le mangrovie © Gianfranco Colombo

Entrambi i partner si alterneranno nella cova per 4 settimane ed i piccoli nidiacei rimarranno nel nido per altri 40 giorni anche se inizieranno precocemente ad aggirarsi attorno, camminando praticamente sui rami come fosse il letto di fragmiti su cui passeranno parte della loro vita da adulto, usufruendo delle lunghissime dita come base di appoggio allargata. L’indipendenza arriva dopo altri 60-70 giorni e la maturità sessuale dal secondo anno. Questo è il periodo più delicato della loro vita perché cadere a terra senza saper volare, significherebbe morte sicura per bocca di coccodrilli, grossi serpenti o predatori terrestri.

La garzetta testa bianca mangia tipicamente tutto ciò che è legato all’ambiente acquatico. Anfibi e crostacei, pesci e piccoli mammiferi acquatici, insetti e serpentelli.

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I giovani hanno la copertura alare color mattone col ventre, il petto e il capo bianchi, donde forse in nome d’Egretta testa bianca © Gianfranco Colombo

Pur non essendo molto sociale al di fuori del periodo di nidificazione, spesso lo si vede cacciare in compagnia con altri aironi, in luoghi aperti e senza alcuna paura. In effetti non è specie molto timorosa come alcuni congeneri che trascorrono gran parte del tempo occultati nei canneti uscendo solo durante le tenebre. Non è considerata specie a rischio sebbene le popolazioni non siano mai consistenti ed il territorio occupato alquanto limitato.

Sinonimi

Notophoyx aruensis - Gould, 1845; Ardea picata - Gould, 1845; Herodias picata - Gould, 1845; Hydranassa picata - Gould, 1845; Notophoyx flavirostris - Sharpe, 1898; Tonophoyx aruensis normani - Mathews 1915.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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