Encyclia tampensis

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Simili a farfalle, i fiori dell’Encyclia tampensis durano anche 7 settimane. Coltura facile © Giuseppe Mazza

La specie è originaria delle Bahamas e degli U.S.A. (Florida), dove vive epifita sia nelle foreste umide e zone paludose, sia nelle foreste secche, principalmente su querce, conifere e palme, fino a circa 100 m di altitudine.

Il nome del genere deriva dal verbo greco “ενκυκλεω” = circondo, con riferimento ai lobi laterali del labello che circondano la colonna; il nome specifico “tampensis” = di Tampa, fa riferimento al luogo dove fu rinvenuta e raccolta per la prima volta, la Baia di Tampa (Florida).

Nomi comuni: butterfly orchid, Florida butterfly orchid, onion orchid, Tampa butterfly orchid (inglese).

L’ Encyclia tampensis (Lindl.) Small (1913) è una specie epifita con robusti pseudobulbi da ovoidi a piriformi, ravvicinati, di 2-8 cm di lunghezza e 1-2,5 cm di diametro, di colore verde a volte striato di porpora, che portano nella parte terminale una singola foglia, raramente 2-3, coriacea, da lineare a lineare-lanceolata, lunga fino a circa 40 cm e larga 0,5-2 cm.

Infiorescenza terminale racemosa o panicolata su un peduncolo brunastro, lunga fino a circa 80 cm, portante 3-45 fiori di 2,5-3,5 cm di diametro. I sepali e i petali sono di colore molto variabile, da giallo a verde mela a bruno verdastro; i sepali sono oblunghi, di 1,5-2 cm di lunghezza e circa 0,5 cm di larghezza, i petali, da obovati a spatolati, sono lunghi 1,5-2 cm e larghi 0,4-0,6 cm, il labello è trilobato, lungo 1,5-1,8 cm, con lobi laterali ovato-triangolari di colore bianco venato di porpora, lobo mediano tondeggiante con margini ondulati, solitamente bianco con una macchia o striature magenta, esiste anche una forma con labello interamente bianco.

I fiori, che sbocciano prevalentemente in primavera-estate, sono di lunga durata, 5-7 settimane, emanano un gradevole profumo di miele nelle ore pomeridiane e sono impollinati dalle api. I frutti sono capsule ellissoidi lunghe 1,7-2,7 cm e larghe 1,5 cm. Si riproduce per seme, in vitro, micropropagazione e divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi. Specie di facile coltivazione per la sua adattabilità in natura a situazioni ambientali molto diverse, tollerante riguardo la luminosità, potendo crescere sia in ombra che in pieno sole, le temperature, potendo sopportare valori intorno o poco sotto 0 °C per poche ore, e l’umidità, prosperando sia in ambienti costantemente umidi, sia con periodi di secco. In coltivazione è preferibile mantenere le minime costantemente superiori a 14 °C, una umidità elevata, 50-70%, con frequenti innaffiature durante il periodo vegetativo, più diradate in inverno.

Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite in funzione dello stato vegetativo della pianta e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione. Va montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti oppure sistemata in canestri bassi e larghi, per permettere di espandersi senza essere disturbata, con composto molto drenante e aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Epidendrum tampense Lindl. (1847); Epidendrum tampense var. albolabium A.D.Hawkes (1950); Encyclia tampensis f. albolabia P.M.Br. (1995).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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