Epidendrum ciliare

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

JPEG - 57.6 Kb
L’Epidendrum ciliare ha infiorescenze di 10-30 cm. Sepali e petali verdastri di 9 cm e labelli bianchi © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’America Settentrionale (Messico: Campeche, Chiapas, Colima, Guerrero, Jalisco, Michoacan, Nayarit, Oaxaca, Sinaloa e Veracruz), America Centrale (Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama), America Meridionale (Brasile, Colombia, Ecuador, Guaiana Francese, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela) e Caraibi (Antigua, Antille Olandesi, Barbados, Dominica, Grenada, Guadalupa, Isole Vergini, Martinica, St. Kitts e Nevis, St. Lucia, St. Vincent e Grenadine e Trinidad e Tobago), dove cresce sugli alberi delle foreste umide o su affioramenti rocciosi tra 500 e 1000 m di altitudine.

Il nome generico deriva dalla combinazione dei termini greci “epi” = sopra e “déndron” = albero, con riferimento alle numerose specie del genere che vivono sugli alberi; il nome specifico è il termine latino “ciliaris”, da “cilium” = ciglio, quindi dotato di ciglia, con riferimento alle lunghe frange ai lati del labello. Nomi comuni: eyelash orchid, fringed star orchid, hairy-lip epidendrum (inglese).

L’ Epidendrum ciliare L. (1759) è una specie epifita o litofita con rizoma strisciante da cui si originano degli pseudobulbi cilindrici o fusiformi, leggermente compressi, di 10-20 cm di lunghezza, con all’apice 1-2 foglie (raramente 3) coriacee, oblunghe, di 10-30 cm di lunghezza e 2-6 cm di larghezza, di colore verde lucido.

Infiorescenze terminali racemose, generalmente in inverno, lunghe 10-30 cm, ricoperte alla base da guaine imbricate punteggiate di porpora, portanti 5-10 o più fiori cerosi, profumati, di circa 13 cm di diametro, con sepali e petali di colore giallo verdastro su cui risalta il labello bianco.

I sepali sono lineari-lanceolati, lunghi fino a 9 cm e larghi 0,5 cm, i petali, delle stesse dimensioni dei sepali o poco meno, sono falcati, il labello presenta tre lobi profondamente incisi, quelli laterali, lunghi 3,5 cm e larghi 0,5 cm, hanno i margini esterni lungamente frangiati, quello centrale, filiforme, è lungo fino a 6 cm. Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione con ciascuna sezione provvista almeno di 3-4 pseudobulbi.

E’ una delle specie più apprezzate per la facilità di coltivazione e la particolarità dei suoi fiori delicati e gradevolmente profumati, specie di notte, e di lunga durata, circa 3 settimane. In primavera-estate, durante il periodo vegetativo, richiede una posizione leggermente ombreggiata, temperature medio-alte, abbondanti e regolari innaffiature, ma lasciando asciugare leggermente il composto prima di ridare acqua, ed elevata umidità atmosferica, 60-80%.

Dal tardo autunno le innaffiature vanno diradate, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato, permettendo un leggero periodo di riposo con temperature non inferiori a 15 °C; la luminosità deve essere elevata, anche sole diretto, sempre con buon movimento dell’aria.

Utilizzare per le innaffiature e nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, zattera di sughero o di radici di felci arborescenti oppure coltivata in vasi o canestri con composto molto drenante e aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura e sfagno o fibra di cocco. Spostamenti e divisioni vanno effettuati nel momento in cui appaiono le nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Auliza ciliaris (L.) Salisb. (1812); Epidendrum cuspidatum Lodd. (1817); Coilostylis emarginata Raf. (1838); Epidendrum viscidum Lindl. (1840); Epidendrum luteum Planch. (1858); Auliza ciliaris (L.) Lindl. ex Stein (1892); Phaedrosanthus ciliaris (L.) Kuntze (1902); Encyclia ciliaris (L.) A.Lemée (1955); Coilostylis ciliaris (L.) Withner & P.A.Harding (2004); Coilostylis cuspidata (Lodd.) Withner & P.A.Harding (2004).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle ORCHIDACEAE e trovare altre specie, cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_E-139-6_Epidendrum_ciliare
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants