Eranthemum pulchellum

Famiglia : Acanthaceae

Testo © Pietro Puccio

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Infiorescenze terminali in spighe compatte d’Eranthemum pulchellum © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Bhutan, India, Myanmar e Nepal, dove cresce dal livello del mare fino a circa 900 m di altitudine.

Il nome del genere deriva probabilmente dalla combinazione dei termini greci “ero” = amo, e “anthemon” = fiore; il nome specifico è il diminutivo dell’aggettivo latino “pulcher”: “pulchellus, a, um” = bellino, grazioso.

Nomi comuni: blue-sage, indian blue sage (inglese); gulsham (Hindi); camarão-azul, salva-azul (portoghese); azulejo (spagnolo); neelamulli (tamil); blaue Frühlingsblume (tedesco); tinh hoa đẹp, tinh hoa xinh (vietnamita).

L’ Eranthemum pulchellum Andrews (1800) è un arbusto perenne sempreverde, semilegnoso e molto ramificato, alto fino a circa 1,5 m, con foglie, su un picciolo lungo 0,5-2 cm, opposte, ovato-lanceolate con apice appuntito e margine intero o leggermente dentato (crenulato), lunghe 5-10 cm, di colore verde scuro e profondamente venate.

Infiorescenze terminali in spighe compatte lunghe da 3 a 10 cm con brattee imbricate lanceolate o ovato-ellittiche con apice appuntito, di colore bianco con venature e margini verdi, da cui sorgono fiori di colore blu genziana dalla corolla imbutiforme, con tubo sottile lungo circa 2 cm che si espande in cinque lobi obovati, pressoché uguali, piatti, lunghi circa 1 cm, e due stami.

I frutti sono capsule compresse biloculari, deiscenti (si aprono spontaneamente a maturità), lunghe 1,2-1,6 cm, contenenti semi di forma lenticolare. Si riproduce per seme e per talea erbacea in primavera in terriccio sabbioso mantenuto umido ad una temperatura di 24-26 °C; si autodissemina facilmente, tanto da essersi naturalizzato in molte aree tropicali.

Specie molto apprezzata per il fogliame ornamentale ed il particolare colore dei fiori, oltre che per il lungo periodo di fioritura in inverno-primavera, coltivabile all’aperto nelle zone a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato caldo, dove può sopportare occasionali, e per brevissimo periodo, temperature appena sotto 0 °C, pur con danneggiamento del fogliame.

Di facile coltivazione, richiede una posizione parzialmente ombreggiata e suoli drenanti ricchi di sostanza organica, preferibilmente acidi o neutri, mantenuti umidi. Utilizzabile come cespuglio isolato, in massa o per creare bordure e siepi basse. Si adatta bene alla coltivazione in vaso per la decorazione di verande, serre e giardini d’inverno utilizzando un terriccio ricco di humus con aggiunta di sabbia silicea grossolana o perlite per migliorare il drenaggio, in posizione quanto più luminosa possibile, ma evitando il sole diretto, con temperature non inferiori a 12 °C. Le innaffiature devono essere regolari in estate, più diradate in inverno, ma senza fare asciugare eccessivamente il substrato; dopo la fioritura, in primavera, va potata drasticamente fino a pochi centimetri dalla base per mantenere un portamento compatto.

Sinonimi: Justicia nervosa Vahl (1804); Eranthemum bicolor Schrank (1817); Eranthemum nervosum (Vahl) R.Br. ex Roem. & Schult. (1817); Eranthemum varians Billb. (1833); Upudalia pulchella (Andrews) Raf. (1838); Eranthemum grandiflorum Zipp. ex Span. (1841); Eranthemum edgeworthianum Nees (1847); Daedalacanthus nervosus (Vahl) T.Anderson (1867); Daedalacanthus scaber T.Anderson (1867); Eranthemum scabrum Wall. ex T.Anderson (1867); Daedalacanthus varians (Vent.) Voss (1895); Pseuderanthemum pulchellum (Andrews) Merr. (1912).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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