Eria pilifera

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Eria pilifera è un’epifita cespitosa, con psedobulbi cilindrici di 40-50 cm, nativa del Sud-Est asiatico © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Giava, Malaysia Peninsulare, Sumatra e Thailandia peninsulare dove cresce sugli alberi delle foreste umide tra 450 m e 2000 m di altitudine.

Il nome del genere deriva dal sostantivo greco “ἔριον” (erion) = lana, con riferimento alla lanugine presente in molte specie; il nome specifico è la combinazione del sostantivo latino “pilus, i” = pelo e del verbo “fero” = portare, con riferimento alla corta peluria che copre il lobo mediano del labello.

Nomi comuni: ueang nim kap dok lueang (thailandese).

L’ Eria pilifera Ridl. (1896) è una specie epifita che forma densi cespi con pseudobulbi cilindrici leggermente compressi lateralmente, lunghi 40-50 cm, provvisti per quasi tutta la lunghezza di foglie alterne, distiche, lanceolate con apice irregolarmente bilobato, lunghe 7-8 cm e larghe 1-1,2 cm, tutte rivolte dallo stesso lato, di colore verde chiaro.

Infiorescenze racemose opposte alle foglie con pochi (2-4) fiori di colore bianco, prodotti uno alla volta, di circa 1,7 cm di diametro, sottesi da 3-4 brattee persistenti lanceolate, pubescenti, lunghe 0,3-0,5 mm, di colore da giallo pallido ad arancio; ovario e pedicello di colore giallo, pubescente, lungo circa 1 cm. Sepali oblungo lanceolati con apice subacuto, lunghi 1-1,1 cm e larghi 0,4-0,5 cm, i laterali uniti alla base a formare uno sperone con apice ottuso, lungo circa 0,3 cm. Petali lanceolati con apice subacuto, lunghi circa 0,8 cm e larghi 0,3 cm, labello trilobato, lungo 0,7-0,8 cm e largo 0,7 cm, con lobi laterali con apice arrotondato, eretti ai lati della colonna, e lobo mediano ovato, di circa 0,25 cm di lunghezza e larghezza, coperto da una corta peluria di colore da giallo limone a giallo arancio, e colonna lunga circa 0,4 cm.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi, da effettuare alla ripresa vegetativa.

Orchidea miniatura diffusa in una vasta area del sudest asiatico, ma poco nota altrove, richiede un ambiente di coltivazione leggermente ombreggiato e ventilato, temperature medio-alte, 20-32 °C, e elevata umidità, 70-85 %. Innaffiature frequenti durante la crescita degli pseudobulbi in modo da mantenere costantemente umido il substrato, poi più diradate, ma senza farlo asciugare completamente, fino alla ripresa vegetativa. Per le dimensioni che può raggiungere è conveniente coltivarla in vasi o canestri con composto drenante e aerato che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura con eventuale aggiunta di sfagno alla base della pianta se l’ambiente di coltivazione è piuttosto secco.

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Foglie alterne di 7-8 cm. Piccoli fiori bianchi di 1,7 cm di diametro sottesi da 3-4 brattee persistenti lanceolate di 0,3-0,5 mm, giallognole o arancio © Giuseppe Mazza

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Dendrobium lamonganense Rchb.f. (1857); Trichotosia bracteolata Kraenzl. (1910); Trichotosia pilifera (Ridl.) Kraenzl. (1911); Eria bracteolata (Kraenzl.) Ames (1914); Cylindrolobus pilifer (Ridl.) Rauschert (1983).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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