Erythrina × bidwillii

Famiglia : Leguminosae

Testo © Pietro Puccio

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L’ Erythrina × bidwillii è un ibrido orticolo di Erythrina herbacea ed Erythrina crista-galli © Giuseppe Mazza

Ibrido tra Erythrina herbacea L. ed Erythrina crista-galli L. ottenuto nel 1840 in Australia (Nuovo Galles del Sud) dall’orticultore William Macarthur (1800-1882).

Il nome generico deriva dal greco “erythros” = rosso, con riferimento al colore prevalente dei fiori delle specie appartenenti al genere; l’ibrido è dedicato al botanico inglese John Carne Bidwill (1815-1853).

Nomi comuni: bidwill’s coral tree, fireman’s cap, indian coral tree, shrub coral tree (inglese); arbre corail de Bidwell (francese); árbol coral (spagnolo); korallenbaum (tedesco).

L’ Erythrina × bidwillii Lindl. (1847) è un ibrido perenne, deciduo o semideciduo, dall’ aspetto generalmente intermedio tra quello dei genitori; in particolare le foglie hanno forma e colore più vicini a quelli della Erythrina herbacea, mentre le infiorescenze si avvici- nano a quelle della Erythrina crista-galli.

Si presenta come un arbusto o piccolo albero, nei climi più miti, alto 3-4 m, molto ramificato con rami robusti, spinosi, lunghi 2 m ed oltre, arcuati. Le foglie sono alterne, imparipennate, composte da tre foglioline ovate o ellittiche con apice appuntito, lunghe 4-10 cm; le infiorescenze, prodotte da maggio a novembre in racemi ascellari e terminali, sono lunghe 30-90 cm con fiori lunghi circa 5 cm di colore rosso vivo. Ibrido sterile, si riproduce per talea erbacea in primavera e semilegnosa in estate.

Pianta di grande valore ornamentale e paesaggistico adatta ad essere coltivata, in pieno sole, nelle zone a clima tropicale, subtropicale e temperato, in particolare quelli caratterizzati da spiccata stagionalità potendo resistere, una volta ben radicata, a lunghi periodi di secco, può quindi essere utilizzata anche in giardini desertici.

Resiste a temperature fino a -6 °C, mentre il piede della pianta, con una buona pacciamatura, può resistere fino a -10 °C, in tal caso assumerà l’aspetto di un cespuglio basso e la fioritura inizierà tra giugno e luglio.

Non è particolarmente esigente in fatto di suolo, purché ben drenante, utile l’aggiunta di sostanza organica. E’ opportuno potare gli steli legnosi delle infiorescenze una volta sfiorite e drasticamente la pianta alla fine dell’inverno per mantenere un portamento compatto.

Data la presenza di spine è opportuno evitare di collocarla in zone di passaggio e, per l’apparato radicale superficiale, in prossimità di marciapiedi e fondamenta. Può essere coltivata in vaso con frequenti potature per stimolare la fioritura e mantenere ridotte le dimensioni. Tutte le parti della pianta contengono sostanze potenzialmente tossiche.

Sinonimi: Erythrina corallodendron T.C. Huang & H. Ohashi (1977).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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