Eugenia brasiliensis

Famiglia : Myrtaceae

Testo © Pietro Puccio

JPEG - 50.6 Kb
I frutti dell’Eugenia brasiliensis hanno taglia e sapore delle ciliegie. Neri porpora, con varietà gialle e rosse © Mazza

La specie è originaria del Brasile meridionale (Paranà, Rio de Janeiro, Santa Catarina e Sao Paulo), dove vive nelle foreste costiere umide su suoli prevalentemente sabbiosi.

Il genere fu dedicato alla memoria del generale, diplomatico e mecenate Eugenio di Savoia (1663-1736); il termine specifico latino “brasiliensis” = del Brasile ne indica il luogo di origine.

Nomi comuni: Brazil-cherry, brazilian plum, grumichama, spanish cherry (inglese); cerisier du Brésil, jambosier du Brésil (francese); grumixama, grumixa- meira (portoghese); cereza brasileña (spagnolo); brasilianische kirschmyrte (tedesco).

L’ Eugenia brasiliensis Lam. (1789) è un albero sempreverde, eretto, a crescita piuttosto lenta, alto fino a circa 10 m, dalla corteccia grigiastra, che con l’età si fessura e desquama in strisce cartacee, e chioma densa.

Le foglie, su un picciolo lungo circa 1 cm, sono opposte, obovate o ellittiche con margini interi ricurvi, coriacee, lunghe 8-15 cm e larghe circa 5 cm, di colore verde scuro lucido superiormente, verde chiaro inferiormente; i giovani germogli sono di colore porpora scuro.

I fiori, di circa 2,5 cm di diametro su un lungo peduncolo, generalmente solitari o in gruppi di 2-3 all’ascella delle foglie dei giovani germogli, presentano 4 sepali verdi, 4 petali bianchi ed un centinaio di stami bianchi; nei luoghi di origine può rifiorire sporadicamente nell’arco dell’anno.

I frutti, che maturano velocemente, entro un mese dalla fioritura, sono bacche globose di 1,2-2,5 cm di diametro, con sepali persistenti all’estremità, di colore da porpora scuro a quasi nero a maturità e polpa chiara, dal sapore simile a quello delle ciliegie, contenente solitamente da uno a tre semi grigiastri; esistono varietà a frutto giallo e rosso.

Si riproduce generalmente per seme che germina in circa un mese; la fruttificazione inizia a partire dal quarto-quinto anno di età. Si ricorre alla talea e margotta nel caso si voglia riprodurre una particolare varietà.

Specie che al grande valore paesaggistico, per il lussureggiante fogliame, aggiunge la produzione di frutta dal gradevole sapore, adatta a zone a clima subtropicale umido e marginalmente temperato caldo dove può resistere ad abbassamenti di temperatura fino a circa -3 °C per breve periodo.

Preferisce una esposizione in pieno sole, ma si adatta ad una leggera ombreggiatura, e suoli profondi, sabbiosi, ricchi di sostanza organica, preferibilmente acidi, e disponibilità di acqua per tutto l’anno, non sopportando periodi di secco, va quindi irrigata regolarmente se coltivata in climi con estati poco o nulla piovose.

Utilizzabile come esemplare isolato in parchi e giardini o per creare barriere, anche frangivento. I frutti vengono consumati freschi o impiegati in dolci e gelati e per confezionare marmellate.

Sinonimi: Myrtus dombeyi Spreng. (1825); Eugenia bracteolaris Lam. ex DC. (1828); Myrtus grumixama Vell. (1829); Eugenia filipes Baill. (1895); Eugenia ubensis Cambess. (1832); Stenocalyx brasiliensis (Lam.) O.Berg (1857); Stenocalyx ubensis (Cambess.) O.Berg (1857); Eugenia dombeyi Skeels (1912).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle MYRTACEAE cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_E-227-1_Eugenia_dombeyi
_E-227-2_Eugenia_dombeyi
_E-227-3_Eugenia_dombeyi
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants