Eulophia andamanensis

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Eulophia andamanensis è una specie terrestre decidua con pseudobulbi pressoché conici, lunghi fino a circa 10 cm, con 5-6 foglie oblungo-lanceolate lunghe 20-40 cm e larghe 1-4 cm © G. Mazza

La specie è originaria della Cambogia, Isole Andamane, Isole Nicobare, Laos, Malaysia Peninsulare, Singapore, Sumatra, Thailandia e Vietnam dove cresce nelle foreste, praterie e luoghi incolti a basse altitudini in aree con clima spiccatamente stagionale.

Il nome del genere è formato dal prefisso greco “εὖ” (eu) = bene e dal sostantivo “λόφος” (lophos) altura, con riferimento alle creste presenti sul labello; il nome specifico latino fa riferimento ad uno dei luoghi di origine, le Isole Andamane.

Nomi comuni: green orchid (inglese); lan luân anđaman (vietnamita).

L’ Eulophia andamanensis Rchb.f. (1872) è una specie terrestre decidua con pseudobulbi pressoché conici, lunghi fino a circa 10 cm, con 5-6 foglie oblungo-lanceolate con apice appuntito, lunghe 20-40 cm e larghe 1-4 cm, di colore verde intenso. Infiorescenze racemose, su uno scapo lungo 20-30 cm, dalla base degli pseudobulbi, erette, di 8-35 cm di lunghezza, portanti 10-15 fiori di circa 2,6 cm di diametro con sepali triangolari, lunghi circa 1,4 cm e larghi 0,4 cm, di colore verde, petali leggermente più piccoli dei sepali e dello stesso colore e labello trilobato, lungo circa 1,2 cm, con lobi laterali verdi e lobo mediano biancastro con venature brune e margini crespati verdi, percorso alla base da tre creste bianche.

Si riproduce per seme, in vitro, ma solitamente e facilmente per divisione, da effettuare alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 2-3 pseudobulbi.

Specie diffusa in natura, ma raramente presente nelle collezioni, dai minuscoli fiori dal particolare colore e di lunga durata, circa 4-6 settimane, di facile coltivazione, può crescere all’aperto nelle zone tropicali e subtropicali e marginalmente, in posizione riparata, in quelle temperato-calde dove temperature inferiori a 10 °C sono eventi eccezionali e di breve durata, infine non è particolarmente esigente riguardo al suolo purché ben drenato.

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti durante la fase di crescita, ma lasciando asciugare il terriccio prima di ridare acqua, essendo le radici sensibili ai ristagni idrici, poi pressoché sospese fino alla ripresa vegetativa, ma senza fare raggrinzire eccessivamente gli pseudobulbi, questo periodo di riposo è necessario per una buona fioritura.

Dove il clima non consente la permanenza all’aperto in tutte le stagioni può essere coltivata in vaso, utilizzando un terriccio perfettamente drenante ricco di sostanza organica, per potere essere riparata nei mesi più freddi in ambiente luminoso con temperature di 18-30 °C, con valori minimi notturni, durante il periodo di riposo, non inferiori a 14 °C.

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Originaria della Cambogia, Isole Andamane, Isole Nicobare, Laos, Malaysia Peninsulare, Singapore, Sumatra, Thailandia e Vietnam, è raramente presente nelle collezioni. Le infiorescenze racemose, erette, di 8-35 cm di lunghezza, portano circa 10-15 fiori di 2,6 cm di diametro. Facile da coltivare dove il clima lo consente © Giuseppe Mazza

Per le innaffiature è conveniente utilizzare acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, durante il periodo di crescita degli pseudobulbi, vanno effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ½-¼ di dose di quella consigliata sulla confezione. I rinvasi vanno effettuati, quando necessari, alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Graphorkis andamanensis (Rchb.f.) Kuntze (1891); Cyrtopera andamanensis (Rchb.f.) Rolfe (1895); Eulophia keithii Ridl. (1896); Eulophia poilanei Gagnep. (1931).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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