Euryops pectinatus

Famiglia : Compositae

Testo © Pietro Puccio

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Un arbusto di 1 m, molto ornamentale per le foglie, che ricordano le felci, e la prolungata fioritura © G. Mazza

La specie è originaria del Sudafrica (provincia del Capo Occidentale) dove vive prevalentemente su rupi costiere e nelle fessure di rocce sedimentarie.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “eurys” = ampio e “ops” = aspetto, con riferimento all’abbondante fioritura, secondo alcuni, alla grandezza del singolo fiore, secondo altri; il nome specifico deriva dal verbo latino “pectere” = pettinare con riferimento alla forma delle foglie.

Nomi comuni: wolharpuisbos (afrikaans); golden daisy bush, golden marguerite, gray-leaf euryops, resin bush, yellow bush daisy (inglese); margarida amarela (por- toghese); margarita amarilla, margarita de hoja de peine, margaritero gris (spagnolo); goldmargarite (tedesco).

L’ Euryops pectinatus (L.) Cass. (1820) è un arbusto sempreverde molto ramificato, alto 0,7-1,5 m e largo 1 m, con foglie alterne, lunghe 5-10 cm e larghe 4, profondamente incise con sottili lobi grigio argenteo per la presenza di un sottile tomento bianco che le ricopre.

Le infiorescenze solitarie, terminali e ascellari, di 2-5 cm di diametro su uno stelo lungo circa 15 cm, sono i tipici capolini delle Compositae costituiti da una moltitudine di fiori sessili inseriti a spirale su una base tondeggiante, il ricettacolo, circondata da un involucro formato da 12 brattee lineari, appuntite, fuse alla base.

I fiori dell’anello esterno, detti fiori del raggio, mediamente in numero di 13, hanno la corolla oblanceolata costituita da cinque petali fusi insieme di colore giallo brillante. I fiori del raggio sono femminili, ma hanno soprattutto la funzione di attrarre l’attenzione dell’impollinatore, come i petali di un singolo fiore. All’interno dell’anello si trovano i fiori bisessuali, detti fiori del disco, con corolla tubulosa a cinque lobi di colore giallo.

I frutti, contenenti un solo seme e chiamati acheni (o più correttamente cipsele) nelle Compositae, sono sottili, lunghi circa 0,6 cm, sormontati dal pappo, il calice modificato del fiore che ha la funzione di favorire la dispersione, costituite da setole biancastre che hanno la funzione di favorirne la dispersione. Si riproduce per seme e, molto facilmente, per talea semilegnosa in estate, in sabbia, agriperlite o anche in acqua, che radica in 15-20 giorni.

Specie dal fogliame molto ornamentale per il colore grigio argenteo e l’aspetto che ricorda quella delle felci, cui si aggiunge una brillante fioritura di lunga durata. Di rapida crescita e facile coltivazione, è particolarmente adatta ai climi di tipo mediterraneo, ideale come bordura di fondo, esemplare isolato o nei giardini rocciosi; può fiorire pressoché ininterrottamente, se gli inverni sono particolarmente miti, con un massimo in primavera ed un breve periodo di riposo a metà estate; altrove concentra la sua fioritura dalla primavera all’autunno inoltrato.

Indispensabile una posizione in pieno sole, mentre non è particolarmente esigente in fatto di suolo, purché ben drenato; in estate le innaffiature devono essere abbondanti, ma ben distanziate, in modo da fare asciugare il terreno, ed una volta ben radicata può sopportare periodi di siccità. Non è particolarmente resistente alle basse temperature, il fogliame si rovina intorno a -5 °C, mentre la pianta, potata bassa e ben pacciamata, può resistere a temperature di qualche grado in meno.

Sopporta berne le potature, anche drastiche, da effettuare frequentemente, quando in riposo vegetativo, per mantenere compatta la vegetazione. Può essere coltivata in vaso, per la decorazione di balconi, terrazze e verande, in pieno sole, o comunque alla massima luminosità possibile, e con eventuale aggiunta al terriccio di sabbia o agriperlite, intorno al 25%, per migliorarne il drenaggio; le innaffiature in estate dovranno essere più frequenti rispetto alle piante in piena terra. Esiste anche una varietà, ‘Viridis’, priva del tomento bianco, quindi a foglie completamente verdi.

Sinonimi: Othonna pectinata L. (1753).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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