Fagraea fragrans

Famiglia : Gentianaceae

Testo © Pietro Puccio

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Coi suoi 35 m d’altezza, la Fagraea fragrans è un parente esotico delle genziane © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cambogia, Filippine, India, Indonesia, Isole Andamane e Nicobare, Laos, Malaysia, Myanmar, Papua Nuova Guinea, Singapore, Tailandia e Vietnam dove cresce nelle foreste umide, preva- lentemente in spazi aperti, lungo le rive dei fiumi e ai margini delle paludi in aree periodicamente inondate, fino a circa 600 m di altitudine.

Il genere è dedicato al naturalista svedese Jonas Theodor Fagraeus (1729-1797); il nome specifico è il termine latino “fragrans” = profumato, fragrante, con riferimento ai fiori.

Nomi comuni: ironwood (inglese); ta trao (cambogiano); tembesu, tembusu (malay); kan krao, man pa, tham sao (thailandese); tatrao, trai (vietnamita).

La Fagraea fragrans Roxb. (1824) è un albero sempreverde di lenta crescita, alto fino ad oltre 35 m, con tronco che può superare 130 cm di diametro, dalla corteccia di colore da bruno scuro a nerastro, longitudinalmente e profon- damente fessurata, e chioma conica nelle piante giovani, espansa e irregolare in quelle adulte.

Le foglie, su un picciolo lungo 1-2 cm, sono opposte, semplici, intere, da ellittiche a lanceolate o oblungo-lanceolate, coriacee, lunghe 5-13 cm e larghe 2-5 cm, con apice più o meno appuntito, di colore verde chiaro.

Le infiorescenze sono corimbi ascellari, prodotti nella parte terminale dei rami, portanti numerosi fiori ermafroditi imbutiformi di colore bianco crema tendente al giallo, di 0,8-2,2 cm di lunghezza e circa 2 cm di diametro, a 5 lobi con 5 stami lunghi 1,8-2,2 cm inseriti sulla corolla, intensamente fragranti in particolare alla sera.

L’impollinazione è effettuata da farfalle notturne.

I frutti sono bacche globose di circa 0,8 cm di diametro, di colore inizialmente verde, poi arancio tendente al rosso scarlatto a maturità, contenenti nume- rosi minuscoli semi, meno di 1 mm di diametro, in buona parte sterili.

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Il legno è duro e compatto, la corteccia un febbrifugo e le foglie curano la dissenteria © Giuseppe Mazza

Vengono dispersi da uccelli e pipistrelli che si cibano dei suoi frutti.

Si riproduce per seme che va messo a dimora in breve tempo, avendo una bassa durata di germinabilità, in terriccio sabbioso sterilizzato mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, con tempi di germinazione di 2-8 settimane.

Facile anche la riproduzione per polloni radicali.

Specie imponente e di facile adattabilità, coltivabile in pieno sole nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido, non sopportando abbassamenti di tempe- ratura prossimi a 0 °C se non eccezionali e per brevissimo periodo.

Non è particolarmente esigente riguardo al suolo, potendo crescere indifferen- temente sia su terreni leggeri, sabbiosi, anche poveri, che pesanti argillosi e poco drenanti.

Ampiamente utilizzata per le sue caratteristiche ornamentali in parchi e giardini e come alberatura stradale, in particolare nei paesi di origine.

Il legno, di colore giallo, è partico- larmente duro, compatto, di lunga durata e facile lavorazione, resistente agli agenti atmosferici e all’attacco delle termiti.

Veniva utilizzato in passato per traversine ferroviarie e nelle costruzioni di case, imbarcazioni, infissi e ponti, è inoltre ottimo da ardere e per produrre carbone.

In tempi recenti il suo sfruttamento commerciale su larga scala si è ridotto considerevolmente ed ora è utilizzato in misura piuttosto limitata, dato che il numero di piante adulte è diminuito drasticamente per l’eccessivo sfrutta- mento e la riduzione dell’habitat e la specie è ora protetta localmente.

La corteccia è usata nella medicina tradizionale come febbrifugo e le foglie e i giovani rami, sotto forma di decotto, per il trattamento della dissenteria.

Sinonimi: Cyrtophyllum peregrinum Reinw. (1826); Willughbeia fragrans Spreng. (1827); Fagraea peregrina (Reinw.) Blume (1838); Cyrtophyllum fragrans (Roxb.) DC. (1845); Cyrtophyllum lanceolatum DC. (1845); Cyrtophyllum giganteum Ridl. (1923); Fagraea ridleyi Gand. (1924).

 

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