Falco cherrug

Famiglia : Falconidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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In natura il Falco sacro (Falco cherrug) conta appena 7.000 esemplari ed è a rischio d’estinzione © Giuseppe Mazza

Il Falco sacro ( Falco cherrug - Gray, 1834 ) è un uccello afferente all’ordine dei Falconiformi (Falconiformes) ed alla famiglia dei Falconidi (Falconidae), genere Falco.

E’ un falconide di grandi dimensioni per il genere Falco.

In Asia, nell’ambito della falconeria, viene utilizzato non meno del Falco pellegrino ( Falco peregrinus ) in Europa.

Zoogeografia

Questo grosso falco è assente in Italia, mentre non è raro nell’Europa orientale e nell’Asia occidentale.

In alcuni casi raggiunge anche la Manciuria.

Durante l’inverno si spinge abbastanza a sud nell’emisfero boreale, fino alla regione Etiopica, nel continente Africano.

Lo si ritrova quindi in una buona parte della regione Paleartica.

Habitat-Ecologia

Colonizza molto bene le aree aperte e brulle, con pochi alberi, come steppe, brughiere, lande di vaccinieti a mirtilli, aree a pietraie.

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Potente e veloce, dà la caccia ad uccelli di ragguardevoli dimensioni e piccoli mammiferi © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

Di mole nettamente maggiore alla maggior parte delle altre specie del genere Falco, raggiunge la ragguardevole taglia di 60 cm di lunghezza totale.

La femmina è un po’ più grande del maschio.

La tinta delle parti superiori è bruna, variata e interrotta da alcune macchie bianchicce sulle aree scapolari che, non riscontrandosi in nessuna altra specie, lo rendono facilmente riconoscibile.

E’ un uccello che dà la caccia ad uccelli di ragguardevoli dimensioni e piccoli mammi- feri, che scova con la sua potente vista, per tale ragione, viene utilizzato dai falconieri nell’ambito venatorio.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Sia la IUCN che la Birdlife Association, con- siderano questa specie di falco a serio rischio d’estinzione. Gli effettivi in natura si stimano oggi a solo 7.000 esemplari.

Come accennato nell’introduzione sui rapaci diurni, il Falco cherrug fa parte di quelle specie di rapaci che non costruiscono un nido durante il loro ciclo riproduttivo; un fatto probabilmente indotto dalla natura dei biotopi in cui vivono.

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Il Falco cherrug raggiunge i 60 cm di lunghezza ed ha un’apertura alare di 100-130 cm © Giuseppe Mazza

In pratica usano spesso vecchi nidi abban- donati di cornacchie, poiane, corvi, e taccole, costruiti fra i rami degli alberi o in cavità rocciose.

La femmina depone da 3-5 uova ed entrambi i genitori accudiscono la prole altriciale-inetta.

Curiosità

Viene usato da tempo, a scopo venatorio, anche un Falcone ibrido, nato dall’ unione del Girifalco x Falco Sacro, ovvero in termini scientifici Falco rusticolus x Falco cherrug.

In Francese viene detto Faucon Gerfaut x Sacre, in Inglese Gyrfalcon x Saker Falcon, in Catalano Falcό Grifo x Sagrat, in Spagnolo Halcόn Gerifalte x Sacre, in Tedesco Gerfalke x Sakerfalke, ed in Portoghese Falcâo Girifalte x Sacre.

E’ di dimensioni maggiori sia rispetto alle specie nominali, Falco cherrug e Falco rusticulus, che alle loro sottospecie o razze

Ha una origine antica.

Già nel Medioevo era infatti presente e veniva molto usato dai falconieri di corte, sia italiani che francesi, per la sua aggressività, il suo coraggio e l’abilità di caccia, ad esempio nel saper stanare lepri, volpi, tassi, ecc.

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L’ibrido venatorio Falco rusticolus x Falco cherrug è uno status symbol negli Emirati Arabi © Giuseppe Mazza

Oggi, a parte qualche scuola di falconeria o giardino zoologico, è frequente solo negli Emirati Arabi, in quanto è uno status symbol e presiede le riunioni più importanti degli sceicchi.

Allo stato brado, inselvatichito, lo si trova nella tundra dell’ America settentrionale e del Canada, come in quella Euroasiatica.

Ha una livrea molto più barrata ( con barre e bande nere su fondo grigio-beige) della specie pura, l’insieme del disegno gli fa assumere ad ali aperte una geometria a bande orizzontali molto fitta e ad ali chiuse come fosse maculata.

Si nutre di uccelli di vario tipo, come pernici, gallinelle, piovanelli, storni fino ai gabbiani e piccoli mammiferi.

Anche la femmina di questo splendido ibrido è circa il 7 % più grande del maschio e pesa il 66 % in più.

L’età intermedia è quella più apprezzata dai falconieri, per la bellezza della livrea, la potenza e l’abilità di caccia, che raggiunge il suo massimo.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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