Fatsia japonica

Famiglia : Araliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Pianta facile d’appartamento e da giardino nei climi temperati © Giuseppe Mazza

La Fatsia japonica (Thunb.) Decne. & Planch. (1854) è originaria delle foreste umide costiere della Corea, Giappone e Isole Ryukyu (Nansei-shoto).

Il nome generico deriva dal suo nome giapponese “fatsi”; il nome specifico latino “japonica” = del Giappone, ne indica il luogo di origine.

Nomi comuni: “castor oil plant”, “false castor oil plant”, “fatsi”, “fatsia”, “fig leafed palm”, “Formosa rice tree”, “glossy-leaf paperplant”, “glossy leaved paper plant”, “japanese aralia”, “japanese fatsia”, “japanese rice-paper plant”, “paperplant” (inglese); “aralia du Japon”, “aralia japonais”, “fatsie du Japon”, “faux aralia”, “faux-ricin”, “palmier à feuilles de figuier” (francese); “aralia”, “fatsia” (italiano); “arália“, “arália-japonesa”, “fátsia” (portoghese); “aralia de Japon”, “aralia japonés”, “falsa aralia” (spa- gnolo); “aralie”, “fatsia”, “japanische aralie”, “zimmeraralie” (tedesco).

Arbusto sempreverde alto fino a circa 4 m presenta foglie palmato-lobate con 7-9 lobi ovato-oblunghi dai margini lievemente dentati, di colore verde scuro lucido, di 15-40 cm di diametro su piccioli lunghi fino a 50 cm.

Le infiorescenze, prodotte in autunno, sono terminali a pannocchia, alte 30-50 cm, con fiori bianco crema riuniti in ombrelle di 3-4 cm di diametro; i frutti sono globosi di circa 6 mm di diametro di colore verde tendente al nero a maturità.

Si riproduce per seme, che deve essere messo a germinare sollecitamente avendo una germinabilità di breve durata, per talea semilegnosa, margotta e tramite polloni emessi alla base della pianta.

Specie di facile coltivazione per la sua versatilità e rapida crescita, può essere coltivata all’aperto in un’ampia varietà di suoli, anche se preferisce quelli organici, sabbiosi e tendenzialmente acidi, ed in situazioni di ombra piena o parziale, comunque lontano dal sole diretto, specie durante le ore centrali della giornata, che può danneggiarne le foglie; da posizionare preferibilmente in luoghi riparati da forti venti.

Presenta inoltre una notevole resistenza alle basse temperature, potendo resistere per brevi periodi fino a circa -10°C, ed alcuni gradi in meno, pur perdendo la parte aerea, se ben pacciamata, anche se tende a perdere le foglie già a temperature dell’ordine di -5°C.

Sopporta bene le potature, anche drastiche ed anno dopo anno, da effettuare in primavera, per mantenerne compatto il portamento e contenute le dimensioni.

Coltivata in vaso, è una apprezzata pianta per la decorazione di interni, dove però non sopporta il caldo secco degli appartamenti riscaldati, ma preferisce ambienti luminosi e freschi e di questo va tenuto conto nella sua collocazione.

Le innaffiature devono essere regolari durante il periodo vegetativo, diradate dal tardo autunno a fine inverno.

Le foglie sono spesso usate nelle composizioni floreali. In Giappone è tradizionalmente collocata nel lato nord della casa per proteggerla dagli spiriti cattivi.

Sinonimi: Aralia japonica Thunb. (1780); Dimorphanthus japonic us (Thunb.) Endl. (1842); Echinopanax japonic us (Thunb.) Kuntze (1891); Aralia sieboldii K.Koch (1858); Fatsia japonica var. lobulata Makino (1916); Fatsia japonica var. liukiuensis Hatus. ex H.Ohba (1999).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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