Felis silvestris - Abissino, Somali

Famiglia : Felidae

 

Testo © Dr Didier Hallépée

 

 

 

Traduzione italiana di Mario Beltramini

 

 

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Rapido, goloso e curioso, s’arrampica ovunque © Giuseppe Mazza

Nel XIX secolo, un ufficiale britannico dell’armata delle Indie venne ad assumere il suo nuovo posto in Abissinia (oggi Etiopia) in compagnia della sua gatta Zulma. Un altro ufficiale, innamoratosi di questa gatta, se la portò in Inghilterra nel 1868. L’originalità del suo manto fu molto apprezzata e Zulma fu così all’origine di una nuova razza chiamato Abissina in omaggio alla regione da dove veniva prima di arrivare in Inghilterra. È col British ed il Persiano una delle più vecchie razze riconosciute.

Più tardi, una inglese percorse l’Abissinia alla ricerca di autentici gatti abissini. Non ne trovò alcuno, ed a ragione.

Il manto caratteristico dell’Abissino ricorda quello della lepre: ogni pelo porta due o tre strisce di colore: si chiamò ciò il ticking. Secondo gli studi che sono stati fatti sulle origini delle razze feline, sembra che il ticking proviene dai paesi del Sud-Est asiatico.

Per lungo tempo gattini dal pelo semilungo sono apparsi tra le cucciolate di Abissini e sono stati sistematicamente scartati come non conformi. Nel 1965, una allevatrice americana decise di farne una nuova razza che venne riconosciuta nel 1972 col nome di Somalo.

Carattere

L’Abissino è dotato di zampe posteriori più allungate che gli conferiscono una grazia felina inimitabile. La sua andatura, molto felina, ne fa uno dei favoriti del pubblico. Il naso è circondato da un grazioso bordino ed il viso presenta un magnifico maquillage attorno agli occhi e sulla fronte. Muscoloso, sportivo, molto dolce, non miagola ma tuba.

Veloce, ghiottone, curioso (attenzione alle fughe), si arrampica dappertutto, è un compagno molto vivo (da non raccomandare a coloro che confondono un gatto con un oggetto decorativo), di apparenza regale. Di media taglia, i maschi sono in proporzione più grandi delle femmine.

Ben muscolosi, l’Abissino ed il Somalo sono svelti ed agili come una pantera e mostrano un vivo interesse per ciò che li circonda. Il loro manto screziato ha una qualità che gli fa riflettere la luce. Per quanto riguarda la lunghezza del pelo, il Somalo può sembrare un pò più pesante di quanto non sia in realtà.

La sua golosaggine ne potrebbe fare un gatto obeso, ma la sua energia inesauribile gli permette di conservare questa finezza che è causa del suo charme.

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Abissino © Giuseppe Mazza

Standard

A forma di triangolo addolcito, la testa presenta dei contorni arrotondati senza alcuna linea diritta, sia di faccia che di profilo. Il profilo è un susseguirsi di curve molto dolci: cranio leggeremente arrotondato, fronte leggermente bombata, leggera pendenza concava tra la fronte ed il naso, senza interruzioni. Il naso non deve essere troppo lungo. Un leggero rigonfiamento, se non causa nè interruzione nè curvatura troppo marcate, non è assolutamente un difetto. La lunghezza della testa deve essere proporzionata al resto del corpo. La testa è portata fieramente su un collare elegante.

Sia di faccia che di profilo, il muso presenta dei contorni leggermente arrotondati. Non è nè appuntito nè pizzicato. Il mento è pieno. Formando curve dolci, non è nè sfuggente ne proiettato in avanti. Nei maschi adulti sono permesse guance cascanti. Il tartufo è circondato da una linea in armonia col colore della base. Le labbra devono ugualmente essere pigmentate di questo stesso colore.

Gli occhi sono grandi, brillanti ed espressivi. A forma di mandorla, la loro apertura non è nè orientale nè rotonda. Il colore ammesso va dal giallo al nocciola passando per il verde in tutte le sfumature, a condizione che lo stesso sia uniforme. Gli occhi sono sottolineati da un tratto di maquillage “alla Cleopatra” del colore di base del manto, esso stesso circondato da una zona di colorazione più chiara. Sopra ciascun occhio, una corta linea verticale, come fosse un tratto di matita, taglia questa zona chiara.

Grandi, attente e moderatamente appuntite, le orecchie hanno forma di una coppa con base ben svasata. Dirette in avanti, sono piazzate come se il gatto stesse “ascoltando”. Mediamente distanziate, in modo che le orecchie non siano nè parallele nè verticali, il loro punto di attaccatura inferiore deve essere abbastanza basso, meno comunque che per i gatti di tipo “orientale”. I peli sulle orecchie sono corti ed inclinati, se possibile con del tipping. Nel Somalo, l’interno delle orecchie è ben folto. L’impronta di pollice tipica dei gatti agouti è desiderata sull’esterno dell’orecchia. Essa è più visibile nei gatti di colore scuro che in quelli di colore chiaro.

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Abissino blu © Giuseppe Mazza

L’incollatura è leggermente arcuata, alquanto lunga e graziosa.

Di formato foreign, il corpo è mediamente lungo, flessuoso e grazioso, con una muscolatura ben sviluppata. È sodo al tatto ed elegante, mai tozzo. La gabbia toracica è leggermente arrotondata, le costole non devono essere piatte. Il dorso è leggermente arcuato come se il gatto fosse pronto a spiccare un balzo.

Proporzionalmente minute in rapporto al corpo, le zampe sono lunghe, ben muscolose e diritte.

I piedi sono piccoli, ovali e compatti. In posizione eretta, l’Abissino ed il Somalo danno l’impressione di stare sulla punta dei piedi. Il colore dei cuscinetti deve essere in armonia col colore di base.

Alquanto spessa alla base, la coda è relativamente lunga, seppure proporzionata al corpo. È relativamente affusolata nell’Abissino ed a pennacchio nel Somalo.

Nell’Abissino, il manto è elastico al tatto, qualità chiamata “resilienza”, brillante e fino. Corto, deve comunque avere una lunghezza sufficiente affinchè ciascun pelo possa presentare almeno quattro bande alternate, chiare e scure, chiamate ticking. Il manto, ben disteso sul corpo, è più lungo sulla spina dorsale, accorciandosi gradatamente sulla testa, fianchi e zampe. Senza essere lanoso, il sottopelo partecipa alla specificità del manto dell’ Abissino, a volte sericeo ed elastico.

Nel Somalo, il manto è semilungo, abbastanza allungato sul corpo, più corto sulle spalle e la spina dorsale, allungandosi gradualmente sui fianchi. Il collare ed i calzoni sono ben abbondanti. Il sottopelo non deve essere lanoso.

Incroci autorizzati

Abissino x Abissino - Somalo x Somalo - Abissino x Somalo

Mantello

Il colore del manto è una qualità essenziale dell’Abissino e del Somalo. In ogni caso, non deve essere smorto, ma, al contrario, il più contrastato possibile. Il manto dell’Abissino e del Somalo sembra dotato, a questo effetto, di una qualità sfavillante che rafforza l’intensità del suo colore. Ogni pelo deve avere almeno quattro bande alternate, chiare e scure, chiamate ticking, salvo sui peli del ventre, del petto, del collo, dell’interno delle zampe e del disotto della coda che non sono macchiettati. La pigmentazione di questa zona deve essere in ogni caso omogenea. Presi andando dalla pelle verso l’estremità, i peli macchiettati devono cominciare con una banda chiara e terminare (parte distale) con una banda scura. Essendo l’Abissino ed il Somalo dei gatti tabby, il mento e la parte alta della gola sono di un colore più chiaro, più avorio che bianco.

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Abissino Wild Usual © Giuseppe Mazza

Si noterà una banda di colore più scuro sulla spina dorsale e la coda, cosa che accentua il “look” selvatico dell’Abissino e del Somalo. Sono apprezzate due “suolette”, cioè una colorazione più scura nella parte posteriore delle zampe.

I quattro colori tradizionali dell’ Abissino sono il lepre (pelo bruno caldo con ticking bruno-nero, sottopelo color albicocca-marrone ticked tabby), il sorrel (pelo rosso-rame con ticking bruno rosso, sottopelo albicocca- cannella ticked tabby), il blu (pelo blu-grigio con ticking blu-grigio acciaio, sottopelo crema), ed il fawn (pelo beige con ticking crema scuro, sottopelo crema chiaro).

L’introduzione del gene I permise di creare un Abissino col manto argentato, l’Abissino Silver. Il motivo è lo stesso di quello dei gatti non silver, ma il colore più chiaro tra le bande del colore di base è rimpiazzato da una sfumatura il più possibile argentata.

Le ombre rossastre, chiamate “rufismo”, anche se non sono le benvenute, non devono essere troppo penalizzate, sopratutto se sono localizzate lungo la colonna vertebrale.

Al giorno d’oggi, l’Abissino è accettato in tutti i colori, ma unicamente in motivo ticked tabby.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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