Felis silvestris - Mau egiziano, Shirazi

Famiglia : Felidae

 

Testo © Dr Didier Hallépée

 

 

 

Traduzione italiana di Mario Beltramini

 

 

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Il Mau Egiziano è il famoso gatto sacro dei Faraoni © Giuseppe Mazza

All’inizio del ventesimo secolo, l’Italia era popolata dai discendenti dei gatti egiziani. Stando alle descrizioni, molti avevano infatti il manto maculato, e assomigliavano ai gatti dei faraoni.

Con la seconda guerra mondiale in Italia morirono parecchi gatti, e i discendenti diretti dei gatti dei faraoni praticamente scomparvero, anche se ancora oggi, come accade del resto in Provenza, si trovano sporadici esemplari maculati. Nel film "L’ussaro sul tetto" (1994 – Jean-Paul Rappeneau) l’eroe felino ha per esempio tutte le carat- teristiche del mau bronzeo.

Per contro, nel Nord Africa, il gatto bruno maculato di nero sembra ancora abbastanza comune. Gatti randagi con l’aspetto del mau bronzeo sono stati segnalati fino al Marocco. E sull’altra sponda dell’Egitto, si puo’ trovare questa razza lungo tutta la via della seta.

Nathalie Troubetzkoï era una principessa russa in esilio che i casi della vita avevano portato ad installarsi a Roma. Nathalie aveva una grande passione per i gatti. Un giorno, un ragazzino le portò un gattino in una scatola di cartone. L’insolita bellezza di questo gattino la conquistò immediatamente. Il gattino venne chiamato Ludivine e soprannominato Ludol o Lulu. Lulu era di un bel colore argento con delle macchie nere.

La principessa notò che la scatola nella quale il gatto le era stato portato veniva dall’Egitto. E’ così che essa dedusse l’origine di questo gatto meraviglioso. Presto capì che si era imbattuta in un discendente dei gatti dei faraoni.

Mise in azione i suoi numerosi amici affinchè le trovassero un altro gatto di questo tipo al fine di poter avere dei gattini della stessa parvenza.

Degli amici trovarono Gregorio, un maschio nero, di 11 anni, nato da una famiglia maculata. L’ambasciatore di Siria, suo amico, le portò un autentico soggetto del medio Oriente, Geppa, un maschio nerofumo.

Lulu e Geppa diedero presto vita alla loro prima cucciolata (1953), anch’essa maculata come i genitori. Di questi, Nathalie Troubetzkoï conservò una piccola femmina argentata, Baba. In seguito, Gregorio fece a Baba dei magnifici gattini, maculati pure loro (1953), tra cui un gatto di un colore nuovo, Jojo, bronzeo.

Nathalie Troubetzkoï cominciò a far conoscere i suoi gatti in Italia e continuò a farli riprodurre. Liza (o Donna Lisa) fu presentata in concorso a Roma nel 1955.

Nel 1956, fu finalmente autorizzata ad emigrare negli USA.

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Quando un gatto balla il rock, è forse un Mau egiziano bronzo © Giuseppe Mazza

Non potendo portare tutti i suoi gatti con sè, dovette sceglierne tre di loro e trovare un focolare per gli altri. E’ così che Baba, Jojo e Liza partirono alla conquista degli Stati Uniti.

Una volta installatasi, Nathalie Troubetzkoï continuò a darsi da fare per far conoscere i gatti d’Egitto, esporli ed a farli riconoscere come razza sotto il nome di mau egiziano.

Creò il suo allevamento col nome di gatteria di Fatima. Nel 1957 Baba fu la prima della razza ad essere incoronata campionessa. Tutti i mau d’allevamento discendono dai mau della principessa.

Allevare una razza partendo da tre soggetti originali non è cosa facile. E così, per numerosi anni, l’allevamento del mau egiziano è stato naturalmente fonte di preoccupazione a causa dei problemi di consanguineità malgrado alcuni apporti esterni.

Per risolvere definitivamente i problemi di consanguineità, Didier e Marie-Christine Hallépée hanno reintrodotto dei soggetti provenienti direttamente dal Cairo: Sahourê, Otta e Maslama, cosa che ha permesso di conservare la bellezza naturale e la personalità avvincente del mau dandogli nel contempo una robustezza ed una salute a tutta prova. Tutte le discendenze presenti in Francia beneficiano di questi apporti che si ritrovano egualmente in quelle, numerose, straniere.

A partire dagli anni cinquanta, i britannici sono stati sedotti dai Mau. Limitati nella loro importazione dalla quarantena, tentarono di "ricreare" la razza partendo da ibridi di gatti abissini, soriani e siamesi. All’inizio, questi gatti furono chiamati mau, ma hanno finito per essere riconosciuti come una varietà orientale specifica: l’Oriental spotted tabby.

E’ a seguito di cio’ che in alcuni testi mal informati si legge a volte che il mau discende dal siamese e che la sua morfologia gli assomiglia. Certe inesattezze stentano a morire ...

IL CARATTERE

Il mau egiziano è sovente qualificato di gatto-cane. E’ un vero e proprio "barattolo di colla". Appiccicato com’è al padrone, non esita a seguirvi, ovunque andiate per casa, nel corso delle vostre attività.

La prima colazione è un momento importante per il gatto mau: dopo la lunga notte, voi siete infatti finalmente disponibili per la tanto attesa seduta di coccole. Questa adorabile canaglia s’arrampicherà sulle vostre ginocchia, strofinandosi contro il vostro braccio, che tenterà invano di controllare la traiettoria di una tazza di caffè, ben calda!

La sera, davanti al televisore, vi accorgerete che si è rannicchiato ed addormentato sulle vostre ginocchia senza che ve ne siate nemmeno accorti! Spesso, vi guarda, e nel suo sguardo sa passare tanti messaggi. Non miagola forte, ma modula la propria voce e riesce ad esprimere tante cose.

Certe discendenze sono più timorose d’altre. Questi gatti timidi tendono a fuggire da coloro che non riconoscono come appartenenti alla famiglia. Sono spesso quelli che abitano con una sola persona. Appena giunge un visitatore, cambiano di stanza o si rifugiano sotto un mobile. Hanno paura dei grandi spazi, e preferiscono un piccolo ambiente, più rassicurante.

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Il Mau egiziano bronzo ha una tinta più o meno ramata © Mazza

Ed è durante la calma serale che anche i più timidi vengono sul letto per farsi accarezzare.

I mau non sono infatti gatti nati per destare l’ammirazione dei visitatori, ma per dare un affetto sincero a quelli che hanno la pazienza di meritarselo.

Se lo compariamo al gatto abissino, il mau è un gatto che non crea grossi problemi in cucina! Siamo giusti: non tutti i mau sono golosi. Ma una parte non trascurabile è attenta a ciò che accade in cucina, pronta a prendere qualche rischio per migliorare la dieta.

Un mau non è una peluche! Quando gioca o quando vuole sfuggirvi (no, mamma, non mi darai le medicine!), è quasi impossibile prenderlo. Sotto il ventre, c’è un pezzo di pelle che penzola: sono delle pieghe ventrali dette "gousset".

Queste gli permettono di distendersi quando corre o salta. Può così compiere balzi di due metri o correre a più di 50 km/h.

Ebbene, non proprio tutti ... quando le pieghe scompaiono perché la pancia è piena il gatto perde di agilità ...

In ogni caso, sia che si tratti di un gatto molto affettuoso, un po’ timido o semi-selvaggio (come quelli che vivono liberi in Egitto), il mau ha una personalità molto forte.

Tra voi e lui s’instaurerà una relazione particolare, mista d’affetto e rispetto. Impossibile ignorarlo od ignorare i suoi desideri. Un mau che cerca coccole, non si arrende finché non le ha.

Quello che vuole è il rispetto della sua tranquillità. Riuscirà a convincervi che avete il diritto d’avvicinarlo, parlargli, avere con lui un approccio personalizzato, ma non di toccarlo, ed assumerà un’aria indignata quando lo statu quo non sarà rispettato.

Quanto a colei che ha scelto di amarvi sopra tutto, quando viene l’ora delle cure che lei detesta, saprà dibattersi, urlare, far vedere che potrebbe difendersi ... ma eviterà di farvi il minimo male!

C’è pure il piccolo selvaggio nato in Egitto, ma che ha saputo adottarvi. La sua presenza ed il suo affetto sono tali che bisogna fare uno sforzo per ricordarsi che non si può tenerlo in braccio. E poi c’è il saggio: la sua personalità è tranquillizzante. Si strofina contro gatti, cani ed umani, e calma gli agitati. Il gatto, si sa, è un animale espressivo con una forte personalità. E queste doti sono particolarmente evidenti nel mau.

LO STANDARD DEL MAU

Il Mau Egiziano è una razza di gatto domestico naturalmente maculata.

Un gatto, di dimensioni medie, che unisce potenza ad eleganza, e colpisce per il sorprendente contrasto del manto, corto e lucido, e per lo sguardo espessivo, verde luminoso.

La testa, di media taglia, forma un triangolo dai contorni addolciti senza zone piane. Viste di fronte, le guance sono piatte, eccetto i maschi, dove le guance cascanti sono accettate. Il naso ha una larghezza uguale per tutta la sua lunghezza.

Di profilo, la fronte è leggermente arrotondata e prolungata da una leggera pendenza concava al livello degli occhi. Il naso è diritto. Né corto né lungo, il muso, tutto a curve dolci, completa il triangolo della testa. Il mento è solido, né sporgente né rientrante.

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L’argento è il colore più diffuso nei Mau Egiziani © Giuseppe Mazza

Gli occhi sono grandi, a mandorla e ben aperti, con una disposizione leggermente obliqua, senza pertanto essere orientale. Il loro colore ideale è il "verde uva spina".

Di taglia media o grande, le orecchie sono larghe alla base, arrotondate sulla punta e poste alquanto spaziate sul prolungamento delle linee formate dalla testa. Viste di profilo, sono disposte abbastanza all’indietro.

L’esterno delle orecchie è coperto da una pelliccia molto corta, mentre l’interno, rosa pallido, pare quasi trasparente. Dei ciuffetti di pelo all’apice sono accettati.

L’incollatura è arcuata, ben marcata.

Di tipo semi-foreign, il corpo, di taglia media, è un’armoniosa sintesi di potenza ed eleganza.

Le spalle sono sporgenti, e s’indovina facilmente la loro angolazione.

La muscolatura è ben sviluppata, sopratutto nei maschi adulti, che possono essere più tarchiati delle femmine.

Pieghe ventrali caratteristiche, dette "gousset", si estendono fino agli arti posteriori.

Di taglia media, le zampe hanno un’ossatura moderata ed una forte muscolatura.

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Il mantello del Mau Egiziano è tipicamente maculato © Giuseppe Mazza

Le zampe posteriori, più alte di quelle anteriori, danno un equilibrio particolare al Mau Egiziano che, quando è ritto, sembra tenersi sulla punta dei piedi.

Piccoli e delicati, i piedi sono leggermente ovali, quasi rotondi.

Di media taglia, la coda è alquanto spessa alla base per poi affilarsi verso l’estremità.

Il manto, corto, appiattito sul corpo, deve comunque avere una lunghezza sufficiente perché ciascun pelo (nelle zone macchiettate) presenti almeno quattro bande alternate, chiare e scure.

Nei mau argento e bronzo, è dolce ed elastico al tatto. Nei nerofumo e nei neri, è più fine e sericeo.

Soltanto il patron spotted tabby è accettato. Dev’esserci un buon contrasto tra le macchie e il colore pallido di fondo del mantello.

La fronte presenta una M caratteristica disegnata sul mantello, e l’occhio, il tipico trucco egiziano. Una seconda linea, posta sotto il trucco, sfuma verso l’orecchia.

Delle linee diritte ben distinte partono dalla M sul cranio, passano per il collo e si trasformano in macchie ben allineate sulla colonna vertebrale.

I segni sono più estesi sulle spalle, per fare la transizione tra le linee e le macchie. Il resto del corpo è ricoperto da macchie di taglia e forma variabili, ma mai allineate, per non richiamare il motivo mackerel tabby. Il collo è ornato di almeno un collare aperto ed il ventre presenta delle macchie disposte a "bottoni da gilet".

Le zampe presentano degli anelli spessi, che possono essere ineguali ed aperti. La coda è ad anelli, con la punta nera salvo che nel bronzeo, dove la cima può andare dal marron scuro al nero.

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Il Mau Egiziano è discreto, espressivo, e a volte timido © Giuseppe Mazza

Mantello:

Argento. Base argentata, pallida e luminosa, in contrasto con le macchie nere. Il retro delle orecchie è rosa grigiastro con punti neri. Il naso, le labbra e gli occhi sono sottolineati di nero. La gola, il mento e le narici sono argentee, quasi bianche. Il tartufo è rosso mattone. I cuscinetti sono neri con del nero attorno alle dita e sui talloni.

Bronzo. Base bronzea, brillante, si degrada dal camoscio all’avorio sotto il ventre, più scura sul treno posteriore e contrastante con macchie nere o marron scure. E’ accettato un sottopelo grigio. Il retro delle orecchie è rosa fulvo con punti da marron scuro a neri. La gola, il mento e le narici vanno dal bianco crema al beige. Il tartufo è rosso mattone. I cuscinetti sono da marron scuro a nero con lo stesso colore tra le dita ed il retro delle zampe posteriori. Secondo gli standard, il mau egiziano bronzeo puo’ presentare una tinta più o meno ramata.

Nerofumo. Benchè non acuto, il colore nerofumo nel mau egiziano deve chiaramente lasciare esprimersi il patron spotted tabby (segni fantasma). La base del pelo è argento luminoso per un quarto della lunghezza, i tre quarti restanti sono grigio antracite. Le macchie colorate sui tre quarti del pelo sono nere e contrastano cosi’ col resto del manto. La gola, il mento e le narici sono più chiari. Il naso, le labbra e gli occhi sono sottolineati di nero. Il tartufo ed i cuscinetti sono neri con del nero attorno alle dita e sul retro delle zampe posteriori.

Nero. Anche se non di colore agouti, il colore nero del mau egiziano puo’ lasciar intravvedere il patron spotted tabby (segni fantasma). Il pelo è brillante su tutta la lunghezza.

Blu. Il colore blu è riconosciuto unicamente in CFA nelle sue quattro varietà (blue silver, blue self, blue smoke blue solid).

Shirazi. Il mau a pelo lungo, allevato col nome di shirazi, non è riconosciuto.

 

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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