Ficus dammaropsis

Famiglia : Moraceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria della Papua Nuova Guinea dove cresce nelle foreste pluviali, prevalentemente lungo le rive dei corsi d’acqua, tra 800 e 2700 m di altitudine.

Il nome del genere è quello latino utilizzato per il fico comune ( Ficus carica ); il nome specifico è la combinazione del nome del genere Dammara e del sostantivo greco “ὄψις“ (opsis) = aspetto, per la somiglianza dei frutti giovani con quelli della Dammara alba Rumph. ex Hassk., 1842 (sinonimo di Agathis dammara (Lamb.) Rich. & A. Rich., 1826).

Nomi comuni: dinner plate fig, highland breadfruit (inglese); embehe, kaje, kapiak, shuwat, yakati (Nuova Guinea).

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Ficus dammaropsis è un sempreverde molto ramificato di 5-10 m, proveniente dalle foreste pluviali della Papua Nuova Guinea © Giuseppe Mazza

La Ficus dammaropsis Diels (1935) è un arbusto o piccolo albero sempreverde molto ramificato, dioico, alto 5-10 m, con corteccia liscia grigiastra; dalle ferite essuda una abbondante linfa lattiginosa. Le foglie, su un robusto picciolo, sono alterne, semplici, ovate con base cordata, margine sinuoso, lamina ondulata tra le nervature e apice brevemente appuntito, fino a 90 cm di lunghezza e 60 cm di larghezza, coriacee, di colore verde scuro lucido superiormente, verde chiaro giallastro inferiormente; le foglie giovani sono color bronzo. Stipole (appendici alla base della foglia che hanno lo scopo principale di proteggerla durante la fase iniziale di crescita) doppie, decidue, di colore giallo chiaro, lunghe 15-28 cm.

Le infiorescenze sono cavità dalle pareti carnose, dette siconi, che racchiudono interamente i fiori, accessibili da una apertura apicale. I siconi, sessili, prodotti pressoché con continuità, nascono all’ascella delle foglie, sono globosi, di 6-13 cm di diametro, con fiori maschili e femminili su individui diversi, ricoperti da brattee imbricate di dimensioni decrescenti verso l’apice dove coprono l’apertura, inizialmente di colore verde, poi bruno-rossiccio a maturità; i minuscoli frutti (acheni) contengono un solo seme. L’impollinazione è effettuata da un insetto appartenente alla famiglia delle Agaonidae, nel nostro caso Ceratosolen abnormis Wiebes, 1963, come è noto a ciascuna specie di Ficus è associato uno specifico insetto, che a sua volta può riprodursi solo in presenza della specie cui è associato.

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Coltivato nei giardini dei tropici per le grandi foglie ornamentali che sfiorano i 90 cm, reca insoliti siconi sessili globosi, di 6-13 cm, con brattee imbricate, decrescenti verso l’apice, che sfumano a maturità dal verde al bruno-rossiccio. I giovani frutti bolliti sono consumati come verdura dagli indigeni e le grandi foglie servono ad avvolgere i cibi © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, posto superficialmente in terriccio drenante ricco di sostanza organica mantenuto umido alla temperatura di 24-28 °C, per talea e margotta. Specie considerata da molti la più ornamentale del genere per le spettacolari foglie, coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido, se ne può tentare la coltivazione in posizione riparata in quelle temperato-calde più miti dove temperature intorno a 0 °C sono eccezioni di brevissima durata. Richiede una posizione in pieno sole o leggermente ombreggiata e suoli fertili, drenanti da leggermente acidi a leggermente alcalini, mantenuti pressoché costantemente umidi, ma senza ristagni.

Negli altopiani della Nuova Guinea le giovani foglie, che si trovano frequentemente in vendita nei mercati locali, e i giovani frutti bolliti sono consumati come verdura dagli indigeni, le grandi foglie sono inoltre utilizzate per avvolgere i cibi durante la cottura; lo strato esterno dei frutti è edule ed è a volte consumato in periodi di carestia. Le fibre ricavate dalla corteccia sono utilizzate per fare corde, tessuti, mantelline, sacche, copricapo e diversi altri oggetti artigianali.

Sinonimi: Dammaropsis kingiana Warb. (1891); Ficus dammaropsis var. obtusa Corner (1960).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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