Ficus lyrata

Famiglia : Moraceae

Testo © Pietro Puccio

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In natura il Ficus lyrata può raggiunge i 20 m d’altezza, ma si adatta anche in casa © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Africa Tropicale Occidentale (Benin, Camerun, Costa D’Avorio, Gabon, Liberia, Nigeria, Sierra Leone e Togo), dove vive nelle foreste pluviali a basse altitudini.

Il nome del genere è quello latino utilizzato per il fico comune ( Ficus carica ).

Il nome della specie deriva dal latino “lyra” = lira, lo strumento musicale a corde, con riferimento alla forma delle foglie.

Nomi comuni: banjo fig, fiddle-leaf fig, fiddle-leaved fig, lyre-leaved fig tree (inglese); figuier à feuilles lyrées, figuier lyre, ficus à feuilles de violon (francese); ficus-lira, figo-da-China, figueira-lira, figueira-lirata, figueira-violino (portoghese); árbol lira, árbol lirado, ficus lira, higuera de hojas de violín (spagnolo); geigenfeige (tedesco).

La Ficus lyrata Warb. (1894) è un albero sempreverde alto fino a circa 20 m, anche se solitamente si mantiene molto più basso.

Le foglie, su un robusto picciolo lungo 3-5 cm, sono alterne, intere, a forma di lira o di violino con margini ondulati, di colore verde scuro lucido, coriacee, lunghe 12-45 cm e larghe 10-25 cm, solcate da profonde nervature, con stipole (appendici alla base della foglia che hanno lo scopo principale di proteggerla durante la fase iniziale di crescita) lunghe circa 4 cm, triangolari, persistenti.

Le infiorescenze sono siconi, ovvero cavità dalle pareti carnose che racchiudono interamente i fiori, accessibili da una apertura apicale racchiusa da minuscole scaglie (tipico esempio quelli del fico comune, Ficus carica ). I siconi, prodotti sui rami giovani, sono ascellari, sessili (privi di picciolo), in coppia, di forma globosa, 2,5-4,5 cm di diametro, di colore verde tendente al rossastro a maturità, con piccole macchie biancastre depresse.

Per la fruttificazione occorre la presenza dell’insetto impollinatore, come è noto a ciascuna specie di Ficus è associato uno specifico insetto della famiglia delle Agaonidae (nel nostro caso l’ Agaon spatulatum Wiebes, 1968), che a sua volta può riprodursi solo se è presente la specie di Ficus cui è associato; i frutti (acheni) contengono un solo seme.

Si riproduce per seme, ma più frequentemente per talea, in substrato sabbioso alla temperatura di 22-24 °C, e per margotta a inizio estate.

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Le foglie, lunghe 12-45 cm e larghe 10-25 cm, evocano la forma di una lira © Giuseppe Mazza

Specie a crescita piuttosto lenta coltivabile all’aperto nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido, se ne può tentare la coltivazione, in posizione riparata, in quelle temperato calde più miti, resistendo a temperature fino a circa -2 °C per brevissimo periodo, eventualmente con danneggiamento degli apici vegetativi.

Cresce in pieno sole o leggera ombreggiatura e non è particolarmente esigente in fatto di suolo; presenta una chioma piuttosto disordinata per l’attitudine a formare lunghi rami con foglie concentrate all’apice e a ramificare poco, utili pertanto le potature nella fase giovanile per stimolarne l’accestimento ed irrobustire il fusto principale, conferendo una maggiore resistenza al vento.

Viene utilizzato come esemplare isolato o in gruppo in parchi e giardini o come alberatura stradale, sono risvolti negativi i frutti e le grandi foglie, particolarmente fastidiosi quando cadono su aree calpestabili, e l’apparato radicale superficiale.

Abbastanza diffusa in vaso per la decorazione di interni, dove si presenta spesso come un unico fusto fogliato fino alla base che crescendo tende a piegarsi per il peso delle grandi foglie, utile anche in questo caso la cimatura del fusto, da effettuare in primavera, per stimolare l’emissione di rami laterali.

Il substrato deve essere ricco di sostanza organica con 30% di sabbia grossolana o agriperlite per migliorare il drenaggio. Ideale una posizione molto luminosa, anche con qualche ora di sole diretto al giorno, ma sopporta meglio di altre specie del genere situazioni meno favorevoli, con temperature in inverno maggiori di 15 °C.

Le annaffiature devono essere abbondanti in estate, ma lasciando asciugare lo strato superiore del terriccio prima di ridare acqua, occorre in ogni caso evitare i ristagni idrici ed anche di far asciugare completamente il terriccio, situazioni che possono provocare la prematura caduta delle foglie; se l’aria è troppo secca nebulizzare periodicamente le foglie con acqua non calcarea a temperatura ambiente.

E’ facilmente soggetta agli attacchi di acari (ragnetto rosso) e cocciniglie.

Il contatto con la linfa lattiginosa può dare reazioni allergiche in individui particolarmente sensibili.

Sinonimi: Ficus pandurata Sander (1903).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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