Ficus microcarpa

Famiglia : Moraceae

Testo © Pietro Puccio

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Un maestoso Ficus microcarpa nel Parque Garcia Sanabria a Santa Cruz de Tenerife © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’ Australia (Queensland), Bhutan, Cambogia, Cina (Fujian, Guang- dong, Guangxi, Guizhou, Hainan, Yunnan e Zhejiang), Filippine, Giappone (Isole Ryukyu), India, Indonesia, Isole Cocos, Isole Salomone, Malaysia, Micronesia, Myanmar, Nepal, Nuova Caledo- nia, Palau, Papua Nuova Guinea, Sri Lanka, Taiwan, Thailandia e Vietnam, dove cresce nelle foreste umide, in aree aperte e su rupi fino a circa 1800 m di altitudine.

Il nome del genere è quello latino utilizzato per il fico comune ( Ficus carica ); il nome specifico è la combinazione dei termini greci “mikrόs” = piccolo e “karpόs” = frutto, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: chinese banyan, curtain fig, hill’s weeping fig, indian laurel fig, indian laurel, Malay banyan, small-fruit fig (inglese); rong shu, rongxu (cine- se); chilkan, kamarup (hindi); figueira-lacerdinha, laurel da In- dia (portoghese); laurel de la India, laurel de indias (spagnolo); chinesische feige, indischer lor- beer, lorbeerfeige, vorhang-feige (tedesco).

La Ficus microcarpa L.f. (1782) è un albero sempreverde alto fino a circa 25 m con ampia e densa chioma tondeggiante e tronco di 60 cm di diametro dalla corteccia grigiastra; sui rami delle piante adulte possono formarsi radici aeree, in particolare nei climi umidi, che a volte raggiungono il suolo.

Le foglie sono alterne, pressoché ellittiche, lunghe 4-10 cm e larghe 3-5 cm, cuoiose, di colore verde scuro lucido, con margine intero ed apice ottuso. Le infiorescenze sono siconi, ovvero cavità dalle pareti carnose che racchiudono interamente i fiori, accessibili da una apertura apicale racchiusa da 3 minuscole scaglie (tipico esempio quelli del fico comune, Ficus carica ). I siconi, prodotti sia sui rami giovani che su quelli più vecchi già privi di foglie, sono ascellari, sessili (privi di picciolo), in coppia, di forma da globoso-depressa a piriforme, 6-9 mm di diametro, di colore da giallo a rosso nerastro a maturità, con fiori femminili e maschili contemporaneamente presenti nel siconio.

Per la fruttificazione occorre la presenza dell’insetto impollinatore, come è noto a ciascuna specie di Ficus è associato uno specifico insetto della famiglia delle Agaonidae (nel nostro caso l’ Eupristina verticillata Waterston, 1921), che a sua volta può riprodursi solo se è presente la specie di Ficus cui è associato; i frutti (acheni), ovoidi, contengono un solo seme. Si propaga per seme, posto superficialmente su substrato organico, sabbioso, mantenuto costantemente umido, in posizione luminosa ad una temperatura di 22–24 °C; può crescere come epifita su altri alberi o su muri e tetti. Si riproduce anche per talea in primavera e margotta a inizio estate.

Specie molto diffusa e apprezzata per la veloce crescita e l’elegante chioma, espansa e densa, nelle zone a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato caldo dove può resistere da adulta ad abbassamenti eccezionali di temperatura fino a circa -3 °C per brevissimo periodo, pur con danneggiamento del fogliame. Viene utilizzata come albero da ombra sia come esemplare isolato, in parchi e grandi giardini, che nelle alberature stradali. Non è particolarmente esigente in fatto di suolo, anche povero e può resistere da adulta a periodi di siccità, ha anche una moderata resistenza al vento ed alla salsedine e sopporta abbastanza bene le potature; sono risvolti negativi l’abbondante produzione di frutti, fastidiosi quando cadono su aree calpestabili, e l’apparato radicale superficiale e invasivo, di cui si deve attentamente tenere conto al momento dell’impianto scegliendo una posizione sufficientemente lontana da costruzioni, strade e marciapiedi.

Molto diffusa come pianta in vaso per la decorazione sia di esterni che interni, in posizione molto luminosa, in terriccio ricco di humus con aggiunta di sabbia grossolana o agriperlite intorno al 30% e temperature invernali superiori ai 12 °C; le innaffiature devono essere abbondanti in estate, evitando comunque i ristagni che possono essere deleteri, e lasciando asciugare quasi interamente il terriccio prima di ridare acqua, moderate in inverno. E’ un soggetto particolarmente adatto per bonsai.

Parti della pianta, in particolare corteccia, radici e foglie, sono utilizzate nella medicina tradizionale per varie patologie.

Sinonimi: Ficus aggregata Vahl (1805); Ficus rubra Roth (1821); Ficus littoralis Blume (1825); Ficus condaravia Buch.-Ham. (1827); Urostigma amblyphyllum Miq. (1847); Urostigma microcarpum (L. f.) Miq. (1847); Ficus amblyphylla (Miq.) Miq. (1867); Ficus dilatata Miq. (1867); Ficus dyctiophleba F.Muell. ex Miq. (1867); Ficus dictyophleba F.Muell. ex Benth. (1873); Ficus naumannii Engl. (1886); Ficus thynneana F.M.Bailey (1897); Ficus dahlii K.Schum. (1898); Ficus cairnsii Warb. (1905); Ficus retusiformis H.Lév. (1910); Ficus nitida auct. non Thunb.; Ficus retusa auct. non L..

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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