Flacourtia rukam

Famiglia : Salicaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Flacourtia rukam è un parente tropicale del salice. Frutti aciduli ma virtù medicinali © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina (Guangdong, Guangxi, Hainan e Yunnan), Indonesia, Malaysia, Papua Nuova Guinea, Taiwan, Thailandia e Vietnam, dove vive nelle foreste umide sempreverdi fino a circa 1500 m di altitudine, spesso lungo le rive di corsi d’acqua.

Il genere è dedicato al francese Étienne de Flacourt (1607–1660) che fu Governatore del Madagascar; il nome specifico è quello locale malese.

Nomi comuni: Indian prune, rukam (inglese); da ye ci li mu (cinese); prunier de Chine, prunier malgache (francese); rukam gajah, rukam manis, rukem (malese); ciruela de Madagascar (spagnolo); Madagaskarpflaume (tedesco); khrop dong, ta khop thai (thailandese); mung guan ru’ng (vietnamita).

La Flacourtia rukam Zoll. & Moritzi (1846) è un albero generalmente dioico, sempreverde, molto ramificato fin dalla base, con tronco, di 5-18 m di altezza e fino a 30 cm di diametro, provvisto di robuste spine semplici o biforcate, lunghe fino a 10 cm, presenti anche sui rami più vecchi, a volte assenti nelle piante coltivate.

Le foglie, su un picciolo lungo circa 0,5 cm, sono semplici, alterne, oblungo-ellittiche con margine lievemente dentato e apice lungamente assottigliato, di 6-13 cm di lunghezza e 3-6 cm di larghezza, glabre, di colore verde scuro superiormente, più chiaro inferiormente; le foglie giovani sono pendenti, di colore da rosa carico a rosso bruno.

Le infiorescenze sono corti racemi ascellari lievemente pubescenti portanti minuscoli fiori unisessuali, raramente bisessuali, privi di petali di colore giallo verdastro.

I frutti sono bacche globose, di 1,5-2,5 cm di diametro, con gli stili persistenti all’apice, di colore da verde pallido, a rosa, a porpora scuro a maturità, con polpa biancastra succosa e acidula contenente solitamente da 4 a 7 semi appiattiti di forma irregolare di circa 8x5 mm.

Trattandosi di specie solitamente dioica dovranno essere presenti piante di entrambi i sessi per la fruttificazione. Si riproduce facilmente per seme, tanto da essersi naturalizzata in molte aree tropicali dove è stata introdotta, in terriccio drenante mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, con tempi di germinazione di 6-8 settimane, per margotta o tramite i polloni radicali che solitamente produce.

Specie adatta a zone a clima tropicale e subtropicale umido, se ne può tentare la coltivazione in quelle temperato-calde più miti, dove valori di temperatura intorno a 0 °C sono eventi eccezionali e di brevissima durata. Richiede una esposizione in pieno sole o in ombra parziale e non è particolarmente esigente riguardo ai suoli, anche poveri, mantenuti pressoché costantemente umidi, anche se cresce al meglio in quelli sabbiosi e acidi.

La polpa acidula e astringente non viene solitamente consumata cruda, anche se schiacciando il frutto, per esempio tra le mani, pare si attenui l’astringenza, ma è utilizzata per conserve e condimenti; i giovani germogli vengono consumati in alcune località sia crudi che cotti come verdura. Il legno, particolarmente duro, è utilizzato nelle costruzioni e per oggetti di uso comune. Foglie, frutti e radici vengono usati nella medicina tradizionale per varie patologie.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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