Gaillardia aristata

Famiglia : Compositae

Testo © Pietro Puccio

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Coltura facile in pieno sole e terreni ben drenati. Resiste a -30 °C e fiorisce per 2 mesi © Mazza

La specie è originaria del Canada (Columbia Britannica e Saskatchewan) e degli U.S.A (Colorado, Idaho, Minnesota, Montana, Nord Dakota, Oregon, Utah e Washington) dove cresce prevalentemente sui pendii semiaridi delle Montagne Rocciose e nelle praterie.

Il genere è dedicato al magistrato e accademico di Francia M. Gaillard de Charentonneau, appassionato e mecenate della botanica del XVIII secolo; il nome specifico deriva dal latino “arista” = resta (della spiga) con riferimento al pappo provvisto di lunghe setole simili a reste.

Nomi comuni: “bearded gaillardia”, “blanket-flower”, “bristly gaillardia”, “brown-eyed Susan”, “common blanket flower”, “indian blanket”, “whole-coloured gaillardia” (inglese).

La Gaillardia aristata Pursh (1814) è una erbacea perenne sempreverde, cespitosa, con fusto singolo o poco ramificato, striato, tomentoso, alto 20-70 cm.

Presenta foglie alterne verde grigiastro ricoperte da densa peluria con nervatura centrale prominente bianca, quelle basali, su un picciolo lungo 5-15 cm, possono essere oblunghe o spatolate, di 5-15 cm di lunghezza e 0,5-3 cm di larghezza, con margine intero, irregolarmente dentato o lobato; quelle lungo il fusto sono sessili (prive di picciolo) generalmente lanceolate o oblunghe con margine intero o dentato, raramente pennatifide.

L’infiorescenza terminale solitaria, di 8-10 cm di diametro su un peduncolo lungo 20-40 cm, è il tipico capolino delle Compositae costituito da una moltitudine di fiori sessili inseriti a spirale su una base tondeggiante, il ricettacolo, circondata da un involucro costituito da brattee imbricate, spesso retroflesse, lineari lanceolate e irsute, lunghe circa 1 cm.

I fiori dell’anello esterno, detti fiori del raggio, in numero di 10-18, sono lunghi 2-3,5 cm, di colore giallo, a volte porpora o rossastro alla base, con corolla costituita da cinque petali fusi insieme a forma di cuneo con estremità trilobata. I fiori del raggio sono sterili, hanno la funzione di attrarre l’attenzione dell’impollinatore, come i petali di un singolo fiore. All’interno dell’anello si trovano i fiori fertili, detti fiori del disco, in numero da 60 a 120, con corolla tubolare di 5-7 mm di lunghezza e 0,5-1,5 mm diametro, di colore giallo vivo con bordo rosso porpora a cinque lobi, alti 1-2 mm, pelosi.

I frutti, contenenti un solo seme e chiamati acheni nelle Compositae, sono villosi, lunghi circa 4 mm, e sormontati dal pappo, il calice modificato del fiore, costituito da una corona di 5-8 scaglie membranacee lunghe 6 mm, bianche, con apici assottigliati e appuntiti simili a reste; il pappo ha la funzione di favorire la dispersione dei frutti.

I fiori del disco sono bisessuali, ma presentano il fenomeno della protandria, gli organi maschili, le antere, maturano prima di quelli femminili, gli stimmi, impedendo l’autoimpollinazione e favorendo la fecondazione incrociata, comportamento questo che è comune alla quasi totalità delle Compositae. Dopo la caduta dei fiori del raggio il ricettacolo continua a crescere fino ad assumere, con i fiori del disco, un aspetto globoso.

Si riproduce per seme o divisione; solitamente si auto dissemina con facilità.

Specie vigorosa e di facile coltivazione preferisce una esposizione in pieno sole e terreni ben drenati, in suoli permanentemente umidi infatti deperisce e muore rapidamente; è adatta a bordure, macchie di colore, giardini desertici e rocciosi.

Ha una lunga stagione fiorifera, circa due mesi, elevata resistenza alle alte come alle basse temperature, pare possa resistere fino a – 30°C, e una buona resistenza al secco e alla salsedine.

Da tempo è stata però sostituita in coltivazione dai suoi ibridi con la Gaillardia pulchella, denominati Gaillardia × grandiflora (foto), dai fiori più grandi e di più lunga durata sia sulla pianta che recisi, diverse gradazioni di colore e più lungo periodo di fioritura, da giugno a ottobre.

Si adatta anche alla coltivazione in vaso, tenendo presenti le sue necessità riguardo l’esposizione e il substrato. Il contatto con foglie e fusto può provocare reazioni allergiche in individui particolarmente sensibili. Tutte le parti della pianta hanno avuto in passato varie utilizzazioni nella medicina popolare.

Sinonimi: Gaillardia bicolor Pursh (1813) Virgilia grandiflora Nutt. (1813); Polatherus scaber Raf. (1818); Gaillardia perennis Loisel. (1821); Gaillardia rustica Cass. (1821); Gaillardia roezli Regel (1875); Gaillardia bracteosa Standl. (1912); Gaillardia hallii Rydb. (1915).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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