Garcinia xanthochymus

Famiglia : Clusiaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Garcinia xanthochymus è un alberello piramidale di 10 m © G. Mazza

La specie è originaria del Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina (Guangxi e Yunnan), India, Isole Andamane e Nicobare, Laos, Nepal, Malaysia, Myanmar, Thailandia e Vietnam, dove vive nelle dense foreste umide.

Il genere è dedicato al botanico francese Laurent Garcin (1683-1751); il nome specifico nasce dalla combinazione dei termini greci “xanthos” = giallo e “chymos” = succo, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: eggtree, false mangosteen, gambogetree, Himalayan garcinia, Mysore gamboge, sour mangosteen, yellow mangosteen (inglese); gamboge des teinturiers, mangoustan amer (francese); mangostão amarelo (portoghese); gurka, mundu (spagnolo).

La Garcinia xanthochymus Hook.f. ex T.Anderson (1874) è un arbusto o piccolo albero eretto, piramidale, alto fino a 10 m, molto ramificato, con rami orizzontali o penduli a sezione quadrangolare e corteccia bruno chiara che si sfalda in piccole scaglie tondeggianti.

Le foglie sono opposte, pendenti, oblunghe, lunghe 20-35 cm e larghe 4-10 cm, di colore verde scuro lucido.

Le infiorescenze sono cime che nascono all’ascella delle foglie cadute composte da 2-10 fiori di 1,8 cm di diametro con cinque petali di colore bianco verdastro; la specie è dioica (ogni pianta porta o solo fiori maschili o solo femminili), ma a volte piante maschili possono portare anche fiori bisessuali.

I frutti, eduli, sono bacche subglobose con apice appuntito, di colore verde quando immature, giallo intenso a maturità, lunghe 5-8 cm e contenenti da uno a 4 semi, ma più frequentemente due.

Si riproduce per seme che germina facilmente, ma avendo una ridotta durata di germinabilità, deve essere messo a dimora prima possibile, la prima fruttificazione avviene intorno al quinto, sesto anno di età; si riproduce anche per talea e margotta.

Il clima ideale per la sua coltivazione è quello tropicale e subtropicale umido con piovosità annua superiore a 3000 mm, può essere coltivata marginalmente in quelle temperato calde, sopportando, per breve periodo, temperature fino 0 °C, e provvedendo, nei periodi di siccità ed elevate temperature, abbondanti irrigazioni.

Esposizione in pieno sole o semi ombreggiatura e riguardo al suolo non è particolarmente esigente, purché sia drenante e pressoché costantemente umido (un breve periodo di asciutto stimola la fioritura).

I frutti, molto ricchi in vitamina C, hanno un sapore agrodolce ritenuto da molti gradevole, si consumano freschi con zucchero o impiegati per confezionare marmellate.

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I frutti, prima verdi e poi gialli, sono molto ricchi in vitamina C © Giuseppe Mazza

La polpa è anche usata in sostituzione del tamarindo nel curry.

Il succo essiccato dei frutti ed il lattice, di colore giallo intenso, vengono usati come colorante, in particolare nei colori ad acqua.

Estratti di varie parti della pianta sono impiegati nella medicina tradizionale.

Studi di laboratorio hanno evidenziato, tra l’altro, la presenza nelle foglie di particolari polifenoli, xantoni, che presentano promettenti proprietà farmacologiche antiossidanti, antinfiammatorie, antitumorali e antimi- crobiche.

Infine la specie è spesso utilizzata come portainnesto per la Garcinia mangostana.

Sinonimi: Xanthochymus pictorius Roxb. (1805); Xanthochymus tinctorius DC. (1824); Garcinia roxburghii Kurz (1875); Garcinia tinctoria (DC.) W.Wight (1909); Garcinia pictoria (Roxb.) Dunn (1915); Garcinia tinctoria (DC.) Dunn (1915); Garcinia pictoria (Roxb.) Engl. (1925).

 

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